Universo infanzia

Roberto Latini porta in scena Noosfera Lucignolo, unico protagonista della non-stagione del piccolo Teatro San Martino di Bologna, che sembra confermarsi – con questo spettacolo – più vitale che mai.

È molto difficile mettere in piedi un cartellone artistico presso un teatro lasciato in balia di se stesso, che non riceve alcun tipo di fondo se non quello delle entrate degli spettacoli. Il San Martino di Bologna è stato costretto a lungo al silenzio, ma l’unico modo per  mantenere in vita questo piccolo teatro, indiscutibilmente suggestivo – racchiuso com’è dentro le mura di una chiesa –  era tenere duro e proporre auto-produzioni di qualità. Questo ha scelto di fare il direttore artistico, Roberto Latini, proponendo Lucignolo, primo “movimento” del programma Noosfera – termine col quale Latini indica la sfera del pensiero umano.

Prendendo spunto dal personaggio di Collodi, Lucignolo – compagno di scuola del più famoso Pinocchio, con il quale parte per il Paese dei Balocchi – Latini crea una pièce fatta di quadri brevissimi – simili a sketch – in cui l’unico protagonista è proprio il monello della favola, con caschetto biondo e occhi di ghiaccio, resi ancora più inquietanti dai riflessi accecanti delle luci di scena.

Non tanto una storia da raccontare quanto un personaggio da scoprire. Non semplicemente l’amico svogliato o il diavolo tentatore del bravo burattino di legno, ma un ragazzino che desidera fuggire, allontanarsi, alla ricerca di un luogo-non luogo dove non vi siano preoccupazioni, senza nemmeno essere pienamente cosciente di quale sia la destinazione esatta. «La ricerca di un futuro diverso prima ancora che di un futuro migliore… Lucignolo è il figlio di un malessere che non si accontenta della sola aspirazione, non si consola, agisce, inseguendo la certezza di un miraggio e paga il conto per il proprio sogno», scrive nelle note di regia Latini; il quale, forse per la prima volta, fa assurgere il “cattivo della nostra infanzia” – per antonomasia – a protagonista, dimostrandone la contemporaneità e il coraggio. Una lettura tutt’altro che azzardata, come invece potrebbe risultare la messa in scena voluta da Latini: una sedia al centro di una superficie bianca – uno specchio d’acqua sul quale camminerà e si allungherà Lucignolo, trasformato in asino. Una scenografia fortemente incentrata sulla modalità del teatro fisico e sulla parola ripetuta fino allo sfinimento: deformata, urlata, sussurrata; sulla risata non-sense, l’unica che riesce a smuovere il pubblico, concentrato – quasi impietrito – di fronte a questa pièce.

Una scrittura scenica particolare, che pur pecca di ripetitività – i brevissimi quadri ripetuti tendono a disorientare un po’ lo spettatore –  e di lentezza – la scena di Lucigno/asino che cammina sull’acqua, allungandosi e poi riprendendo a girare intorno alla sedia, dura quasi venti minuti.

Roberto Latini è certamente un artista da tenere d’occhio, sperando che nei prossimi anni riesca a risollevare le sorti di questo piccolo gioiello di teatro.

Lo spettacolo continua:
Teatro San Martino
Via Oberdan, 25 – Bologna
fino a sabato 28 maggio, ore 20.00

Noosfera Lucignolo
di e con Roberto Latini
musiche originali Gianluca Misiti
luci Max Mugnai
organizzazione e cura Federica Furlanis
promozione Nicole Arbelli
aiuto tecnico Nino del Principe
produzione Libero Fortebraccio Teatro
(durata 60 minuti)

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