Il naufragio dell’individuo

Al Teatro San Martino di Bologna arriva il secondo capitolo del progetto Noosfera prodotto dal Libero Fortebraccio Teatro di Roberto Latini: urla di silenzio quando tutto è ormai perso.

Per la prima volta a Bologna, Roberto Latini presenta nel suo Teatro San Martino il secondo capitolo del progetto Noosfera, produzione Libero Fortebraccio Teatro, che ha debuttato nel luglio scorso all’interno del Festival dei Teatri di Santarcangelo.

Entrando nella sala, ritroviamo l’attore laddove lo avevamo lasciato nel primo passo del progetto, Noosfera Lucignolo, un corpo ansimante e nervosamente affannato nel mezzo della sala, su una sedia, a fianco di altre sale – a rimandare quell’iceberg che decise le sorti del ben noto transatlantico, che un secolo fa spazzò via i progetti di migliaia di persone che stavano rincorrendo il sogno americano.

Una sedia e un telefono che – se in Noosfera Lucignolo squillava a vuoto, come se il protagonista rifiutasse con atteggiamento di ingenua indifferenza la comunicazione – qui si trasforma nell’unico mezzo di comunicazione, unilaterale, senza interlocutore, perché il naufragio stesso nega qualsiasi possibilità di farsi ascoltare.

Protagonista di questa pièce è l’infinito oblio di ombre e disperazione che segue al naufragio, dettato dall’irrequietezza del corpo dell’attore – la cui sola presenza scenica ridonda di significato – e dal silenzio in cui trova ben poco spazio la parola ripetuta. I meccanismi e gli ingranaggi scenici sono simili, anzi identici a quelli presenti in Noosfera Lucignolo; così come la struttura del testo suddiviso in quadri e alcuni elementi scenici densi di significato. Molto più cupa, al contrario, l’atmosfera, decisamente negativa, soffocante a tratti: è scomparsa la voglia di andare, di partire per il Paese dei balocchi, ormai si è naufragati, ci si è persi nel labirinto della miseria, del non-ritorno, del fallimento di una vita – distrutti, lacerati, schiacciati dall’iceberg della società, dagli ingranaggi che la muovono, sia come esseri umani che come interpreti. «Essere attori in questo teatro è come essere sul Titanic. Mentre la nave affonda, mentre tutto intorno crolla, mentre non si capisce più se quello che tocchiamo è ormai il fondo o se il fondo, in fondo, non c’è mai, noi, da anni, anni, anni, tutti i giorni, tutti, noi, noi tutti, suoniamo, suoniamo e continuiamo a suonare». Questa è l’atmosfera che si respira nel Teatro San Martino di Bologna, ancora privo di una propria stagione teatrale, oggi in difficoltà più di prima: piccolo emblema di un sistema culturale nazionale in costante declino.

Un gioco di luci e di musiche, magistralmente curato da Max Mugnai e Gianluca Misiti, da anni compagni di naufragio di Roberto Latini, rende giustizia all’intensità straziante di cui si carica il corpo teso dell’attore, che ancora una volta si dimostra miccia silente di emozioni, strabiliante nella sua capacità di esprimere.

Lo spettacolo continua:
Teatro san Martino
Via Oberdan, 25 – Bologna
Fino a sabato 15 ottobre, ore 20.00
 
www.teatrosanmartino.it
www.fortebraccioteatro.com

Noosfera Titanic
di e con Roberto Latini
musiche originali Gianluca Misiti
luci Max Mugnai
organizzazione e cura Federica Furlanis
promozione Nicole Arbelli
aiuto tecnico Nino Del Principe
Produzione Libero Fortebraccio Teatro
(durata 60 minuti)

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