Vita, teatro e morte

L’Associazione Nogu Teatro ha organizzato l’edizione 2016 di NOpS Festival, giunto all’ottava edizione, con l’obiettivo di promuovere la creazione artistica di compagnie teatrali emergenti.

Il NOpS Festival si è tenuto a Roma, presso il Teatro di Documenti a Testaccio, dal 13 al 18 dicembre 2016. Il festival ha voluto stanare nuove realtà teatrali, allo scopo di dare loro visibilità. La nostra rivista ha seguito l’edizione partecipando come giuria

Il leitmotiv della rassegna – leggendo in filigrana ex post i progetti presentati – è la “fine”, declinata nei suoi accenti diversi. In P. Butterflies un uomo cerca di sondare il mistero entropico dell’universo. Accanto a lui, una donna oppone la sua tristezza per un legame che si sta allentando.
Una fine senza un inizio è la protesta del collettivo Bolognini-Costa in Anche l’attore va in paradiso, in cui gli autori si domandano il motivo di tanti bastoni fra le ruote dell’attore, in un mondo teatrale pieno di sirene seduttive, incapaci di dare una direzione agli entusiasmi di un esordiente.
Tabacco e sigarette è la storia della fine di un amore, mediata attraverso le sigarette date e ricevute come baci, ma anche in grado di sollevare fumo in cui lui e lei possono dissimularsi. Countdown è un’installazione tra video, lettura teatrale e movimento scenico: aria, acqua, terra e fuoco stanno per implodere sulle note dei miti fondatori dell’umanità. Il conto alla rovescia si avvicina allo zero, oltre il quale saremo polvere, che vagherà spinta dai venti solari a fecondare altri mondi.
In Reigen, Glàros Teatro indaga il “crash sessuale” quasi cronemberghiano della nostra angoscia: tra i partner di due coppie, si riproduce il gioco dell’evasione dal ménage coniugale, in cui a morire è il proprio desiderio. In Frammenti la compagnia Vocinterne letteralmente frammenta il “pieno” simbolico del matrimonio, facendone emergere il retro. Perché tanta angoscia per un momento sociale che dovrebbe esser felice? La morte come vendetta è il tema di Nadia, tratto dal mito di Niobe e Latona in Le metamorfosi di Ovidio. Inumanimal si chiede come l’uomo possa porsi fuori dalla natura a tal punto da non potersene più specchiare, spezzando il legame vitale che unisce uomo e animale, cittadini entrambi della stessa “umanità”. La morte come “merda” è il tema di Prenditi il mio posto: il comitato di redazione di un giornale deve tenere alta l’eccitazione intorno alla diffusione di notizie spazzatura, in cui la necessità per i redattori di defecare (sono chiusi a chiave in un ufficio senza bagno), diviene perfetta metafora della deriva del linguaggio. In Parigi 3:30, la fine come attesa di una salvazione è calata nella sala d’aspetto di una stazione, dove chi è atteso non arriva mai. In Contaminata, quattro donne rappresentano quattro parti di un femminile alla fragile ricerca di una reciprocità, tra paure, fragilità, e il desiderio di essere degna di uno sguardo amorevole.

In ultimo due performance fuori concorso di teatro-danza: ne Il viandante le vite si rivolgono indietro e avanti allo stesso tempo, con i piedi a evitare fragili bicchieri. Si può chiedere di essere presi, sollevati, o tornare a giocare come bambini, anche nell’inverno della propria esistenza. In Non à la guerre la guerra è portata dentro le nostre stesse vite, incredule su un destino creduto impossibile.

Il teatro è un luogo per farsi amica la morte, che diviene quindi il tema teatrale per eccellenza. Cos’è questo scrutare teatrale di territori d’angoscia? Ne L’imbroglietto, Niccolò Matcovich individua una via d’uscita. Due clown devono stabilire un piano per passare le forche caudine di un bigliettaio implacabile, che per entrare in teatro chiede due euro, ma i nostri «non hanno una moneta che è una». Arriveranno a privarsi del “niente” che posseggono pur di entrare, perché «lì dentro, tutto può cambiare».

Cos’è che il teatro può cambiare? Il vincitore del premio come miglior spettacolo, Feet storyboard, può aiutarci a rispondere. Si tratta di una sorta di impalpabile clowneria, in cui il fantasista non cede alla tentazione di un movimento considerato illusorio, tanto da capovolgersi e far recitare i piedi. L’autore, David Rausa, spiega che bisogna uscire capovolto dalla botola della vita per dismettere la propria aerea tensione, e provare a vedere il mondo da un punto di vista bassissimo, quello del bambino ad esempio, o di un animale che striscia. L’uomo che non scende mai all’altezza delle proprie estremità, è capace di tanta rivoluzione?

Avremmo molto da dire riguardo ai lavori presentati, tutti di una qualità media molto alta. Ci limitiamo per mancanza di spazio a fare menzione di Inferni coniugali, una rilettura fuori concorso del Macbeth shakespeariano, ridotto a situation comedy. Ogni sera, in qualche teatro del mondo, Lady Macbeth scivola nella follia, e il suo consorte viene decapitato da Macduff, ma tra una replica e l’altra, qual è la loro vita? Il loro matrimonio non è quello di una coppia diabolica, perché ormai, più e meglio di un copione di scena, conoscono fino alla nausea quello di un ménage. È questa vita fuori scena, sempre uguale, a essere mortale, piuttosto che la ripetizione della tragedia, che può essere letta in modo sempre diverso. Ci sarà sempre un regista che cambierà il finale, un altro lo metterà in burla. Finché ci sarà scena, ci sarà vita; se avremo solo vita, con cosa la renderemo sapida?

Il teatrante è sensibile alla cattura dell’anima vivente dell’uomo, soprattutto dell’anima “nera”, che agisce per sottrazione. Forse questa deriva comincia a premere sul nostro sguardo, facendoci intravedere un pericolo? L’enclave di un teatro è la scoperta di un rifugio simbolico dove la morte – per dirla con Dylan Thomas – non avrà dominio, almeno finché associazioni come Nogu si ostineranno a promuovere la giovane energia di questi attori. Il NOpS quest’anno sembra aver detto al proprio pubblico che è possibile guardare negli occhi la morte, farci conversazione, perfino fargli le boccacce. Il Teatro è gioco, che il pubblico giochi col Teatro.

Il Festival NOpS è andato in scena al
Teatro di Documenti

Via Nicola Zabaglia 42, Roma
dal 13 al 18 dicembre 2016

La Compagnia Sinespazio/Atacama presenta
Il viandante
martedì 13 dicembre 2016 ore 20,45
regia e coreografie Carmen De Sandi
con Carmen De Sandi, Francesca Zavattaro, Manuela Cirfera, Vincenzo Zaccardi
Produzione Compagnia Atacama

La Compagnia Bologninicosta presenta
Anche l’attore va in paradiso
mercoledì 14 dicembre 2016 ore 20,45
regia e drammaturgia Sofia Bolognini
assistente e Live Music Performer Dario Costa
con Andrea Zatti, Mauro De Maio, Giorgia Narcisi, Alessandra Cimino, Nicole Petruzza

Nogu Teatro presenta
L’imbroglietto
mercoledì 14 dicembre 2016 ore 20,45
testo Niccolò Matcovich
regia Cristiano Vaccaro
con Chiara Acaccia, Valerio Riondino

Glàros Teatro presenta
Reigen
mercoledì 14 dicembre 2016 ore 20,45
testo e regia Massimo Stinco
con Riccardo Averaimo, Chiara De Concilio, Jessica Granato, Filippo Mantoni, Ugo Maurino, Simone Villani, Johnny Volpicelli

Nogu Teatro presenta
Parigi 3:30
mercoledì 14 dicembre 2016 ore 20,45
testo Samuele Boncompagni
regia Ilaria Manocchio
con Ilaria Manocchio, Aleksandros Memetaj, Valerio Riondino

Attoprimo Compagnia Teatrale presenta
Nadia
giovedì 15 dicembre 2016 ore 20,45
testo Valerio Marini
regia Mariagrazia Pompei
con Deborah Di Giacomo

Sinonimia Teatro Cultura Bellezza presenta
Contaminata
giovedì 15 dicembre 2016 ore 20,45
drammaturgia Francesca Gerli
regia Fadia Bassmaji
con Alessandra Pavoni, Silvia Scotti, Angela Monaco, Livia Bonetti

Nogu Teatro presenta
Tabacco e sigarette
giovedì 15 dicembre 2016 ore 20,45
testo Giulia Massimini
regia Cristiano Vaccaro
con Stefania Capece Iachini, Valerio Riondino

Polis Papin presenta
Countdown
venerdì 16 dicembre 2016 ore 20,45
scenografo Domenico Latronico
con Cinzia Antifona, Valentina Greco, Francesca Pica

Feet storyboard
venerdì 16 dicembre 2016 ore 20,45
di e con David Rausa

Nogu Teatro presenta
P. Butterflies
venerdì 16 dicembre 2016 ore 20,45
drammaturgia Damiana Guerra
regia Ilaria Manocchio
con Aleksandros Memetaj, Agnese Lorenzini, Cristiano Vaccaro

Mastrototaro-Lasorsa presenta
Inumanimal
sabato 17 dicembre 2016 ore 20,45
con Teodora Mastrototaro, Savino Lasorsa

Vocinterne presenta
Frammenti
sabato 17 dicembre 2016 ore 20,45
drammmaturgia e regia Giulia Cacciamani
con Christina Fusco, Francesco Meloni

Nogu Teatro presenta
Prenditi il mio posto
sabato 17 dicembre 2016 ore 20,45
drammmaturgia Giovanni Martucci
regia Ilaria Manocchio
con Giulio Claudio De Biasio, Valerio Riondino, Giorgia Calcari, Ilaria Manocchio, Cristiano Vaccaro, Daniele Trovato

Produzioni Gaiaitalia.com presenta
Non à la guerre
domenica 18 dicembre 2016 ore 20,45
regia Ennio Trinelli
con Alina Eremia, Charlotte Dammico, Tilla Fries, Noemi Gennarucci, Chiara Sforna, Simone Mecarelli, Alexandru Rotaru, Michele Trombettoni

Cristiano Vaccaro presenta
Inferni coniugali
domenica 18 dicembre 2016 ore 20,45
regia Cristiano Vaccaro
con Antonietta D’angelo, Giulio De Biasio

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