Collassi, perversioni e atrocità deframmentate

Video, musica e performance per J. G. Ballard e il suo testo più violento, contestato e disorientante in Note per un collasso mentale sul palco dello Spazio Tertulliano.

«Le luci scendono e lo spettacolo può iniziare», solitamente in teatro si dice così, ma non questa volta: all’entrata in sala per Note per un collasso mentale, il pubblico si trova in una platea quasi già immersa nell’oscurità, in sottofondo suoni elettronici, il palco vuoto e al buio. Ci sediamo e ci chiediamo se lo spettacolo sia già iniziato e aspettiamo che succeda qualcosa, poi – sul crescere delle note – fanno il loro ingresso i due attori, accompagnati da una musicista che prende posto al lato del palco, questa volta lo spettacolo sta realmente iniziando.

Sin da subito è chiaro a tutti che Note per un collasso mentale non è semplicemente uno spettacolo di prosa o di espressione corporea, al suo interno coabitano influenze diverse e grande attenzione è stata posta a ogni elemento, dalle immagini dei video – con i contorni sfuocati e quasi intangibili – alla musica, rigorosamente dal vivo, fino al registro recitativo degli interpreti.

L’idea del regista è quella di adattare e rappresentare il pensiero dello scrittore britannico James Graham Ballard, così come espresso nel suo testo più controverso – La mostra delle atrocità, del 1970. Il romanzo, estremamente sperimentale e ferocemente attaccato dalla critica, è suddiviso in 15 capitoli, nei quali sono descritte le scene rappresentate nei quadri dei pazienti di una clinica psichiatrica e una loro possibile interpretazione da parte dei rispettivi medici. Le storie sono scritte con uno stile deliberatamente frammentato, spezzato e disorientante, uno stile che ritroviamo anche in questo adattamento, dove – non potendo venirci in aiuto la carta stampata per meglio seguire il percorso drammaturgico – lo spettatore si trova di fronte alla rappresentazione di un testo, a volte, difficile e, sempre, molto impegnativo.

Decisamente interessante la scelta musicale, con l’unione di due anime, la prima più armoniosa e melodica, con strumenti quali la chitarra, la seconda più ritmica, snaturata e moderna, ben rappresentata dalla musica elettronica. Questo strano matrimonio genera un risultato originale, in grado di suggestionare il pubblico e condurlo, quasi per mano, all’interno di questo museo delle atrocità e delle perversioni.

In scena due attori, due performativi – poco importa il loro sesso, non interpretando dei personaggi definiti e delineati, ma le anime dei quadri o dei loro autori. La loro recitazione, così come i movimenti, segue un impianto geometrico, in cui spesso si reiterano azioni senza che le stesse esprimano alcuna emozione, come se gli interpreti fossero due macchine – perfette e sincronizzate tra loro.

Ai due performer sul palco, si accompagna un terzo – del quale giunge al pubblico solo la voce registrata. Una voce che vuole essere quella dello stesso Ballard, pronto a spiegare o esplicitare passaggi e storie alle quali gli spettatori hanno appena assistito. Tuttavia, proprio questa voce non riesce ad amalgamarsi bene col resto dello spettacolo in quanto risulta troppo contrapposta o, a volte, eccessivamente didascalica.

Note per un collasso mentale è sicuramente uno spettacolo originale, un continuo work in progress che si autoalimenta e in cui gli ingredienti, seppur ottimi singolarmente – attori, musica, regia – risultano, nell’insieme, altalenanti e non sempre in grado di esercitare la stessa forza – causando perciò nello spettatore uno spostamento di attenzione, che oscilla dalla parte attoriale alla partitura musicale o al côté drammaturgico.

Lo spettacolo è andato in scena:
Spazio Tertulliano
via Tertulliano, 70 – Milano
fino a sabato 31 dicembre 2011

Note per un collasso mentale
da James Graham Ballard
drammaturgia Giuseppe Isgrò; Antonio Caronia e Francesca Marianna Consonni
regia Giuseppe Isgrò
luci, scena e costumi Giuseppe Isgrò
con Andrea Barettoni (voce, corpo, organetto), Francesca Frigoli (voce, corpo, flauto traverso), Nicola Stravalaci (voce registrata), Alessandra Novaga (chitarra), Giovanni Isgrò (live electronics, suono)
musica Giovanni Isgrò e Alessandra Novaga
maschere e immagine grafica Giovanni De Francesco
videoriprese Barbara Cicchinè

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