Il caos nascosto dietro una vita ordinaria

Sul palcoscenico del Teatro Parenti, un’ispirata Giuliana De Sio dà nuovamente vita alla tormentata protagonista della celebre opera di Annibale Ruccello.

Adriana è un casalinga che vive in un’isolata zona di campagna alle porte di Napoli, insieme ai suoi due bambini e al marito, Michele, che di mestiere fa il metronotte. La vediamo lì, nella sua cucina, a preparargli la cena in una delle innumerevoli serate che si appresta a trascorrere da sola, mentre i bambini già dormono da un pezzo.
Si apre così Notturno di donna con ospiti, splendido lavoro del drammaturgo Annibale Ruccello, scomparso prematuramente nel 1986, e interpretato per la terza volta in vent’anni dalla grande Giuliana De Sio. La cucina di Adriana fa da sfondo alla vicenda che inizia nel torpore di una calda sera d’estate, disturbata dalle zanzare e dagli estenuanti esercizi al pianoforte di uno dei vicini di casa. Michele esce per andare al lavoro, lasciando in casa la moglie, incinta di pochi mesi, a “godersi” una noiosa serata a base di tv e faccende domestiche.
Ma ospiti inattesi irrompono a increspare la superficie di desolante calma della vita della protagonista: una sua vecchia compagna di scuola e suo marito, impegnati in una furibonda lite per l’infedeltà di lei. La padrona di casa si gode divertita questo inatteso trambusto, incredula di trovarsi in una situazione quasi “da film”, fino a quando non giungono in casa anche suo marito Michele e Sandro, un amore di gioventù che non ha mai dimenticato.
Vecchie ferite si riaprono e antichi traumi riaffiorano nella mente della donna, che ora inizia a vacillare.
Attraverso un percorso tortuoso nei suoi ricordi, Adriana ci rivela il grande affetto che la legava al padre scomparso e i forti contrasti vissuti costantemente con sua madre, una donna austera e profondamente cattolica, incapace di mostrare amore e comprensione. In un gioco spietato ma perfettamente riuscito, ogni cassetto, ogni anta del modesto mobilio della cucina di Adriana apre una finestra su un mondo triste, fatto di illusioni e sensi di colpa, di dolore e morte, divenuti ormai fardelli troppo pesanti da sopportare, che non fanno altro che spingere la donna in abissi sempre più profondi. Il punto di non ritorno è proprio lì, a un passo da lei, un coltello poggiato su di un tavolo e due bimbi indifesi che dormono nei loro letti.
Perfetta nel dare sostanza a un personaggio tutt’altro che semplice, Giuliana De Sio è una sorta di “miccia” in grado di innescare esplosioni di comicità, per poi cambiare repentinamente registro e catapultare lo spettatore in situazioni fortemente drammatiche, in cui la realtà rappresentata in scena e l’immaginazione della protagonista si fondono insieme, rendendo impossibile distinguere l’una dall’altra.
La sapiente scelta delle musiche, leggere nella prima parte dell’opera, sorde e convulse nella seconda, aiutano non poco ad accrescere la suspense, che serpeggia silenziosa in scena, tangibile come l’ottima squadra di interpreti che affianca l’attrice salernitana, elementi indispensabili per la riuscita di una pièce ricchissima di sfaccettature, in grado di passare dalla commedia al dramma con eleganza e senza perdere ritmo e credibilità.

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti

Via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a domenica 20 novembre
orari: martedì e sabato ore 20.30 – mercoledì e venerdì ore 19.45 – giovedì ore 21.00 – domenica ore 16.00

Notturno di donna con ospiti
di Annibale Ruccello
con Giuliana De Sio
e con Gino Curcione, Rosaria De Cicco, Andrea De Venuti, Francesco Di Leva, Luigi Iacuzio
regia Enrico Maria Lamanna
scene Roberto Ricci
costumi Teresa Acone
Produzione Teatro e Società

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