Il lungo viaggio di Ulisse

litta-teatro-milanoAl Teatro Litta di Milano va in scena l’Odissea in forma di racconto, intrecciato a canzoni, ricordi personali e gags – in uno spettacolo firmato da Luigi Marangoni.

Mai titolo fu più esplicativo di uno spettacolo: semplicemente, Odissea con dj. Il racconto delle peripezie di Ulisse per tornare in patria è affidato alla voce narrante dell’autore, affiancato dagli interventi sonori e dalle canzoni di Alberto De Benedetti.
Nonostante un inizio non troppo brillante – dove risalta la qualità estremamente naïf di battute e gags – lo spettatore ha modo di apprezzare la performance non appena Marangoni comincia a declamare i versi di Omero. C’è intensità, si capisce bene che l’attore ha chiaro quanto vuole comunicare al pubblico, e si sente che possiede una conoscenza approfondita del testo; mentre gli interventi del dj tendono a sottolineare alcune fasi – a spezzare la tensione o a sollecitare un ritmo narrativo che è sempre corretto. A volte, quindi, la musica svolge un semplice ruolo di leitmotiv – come nel tema seduttivo ricorrente nell’episodio di Circe – ma, in questo caso, la semplicità paga: perché aiuta la comprensione non solo del testo, ma anche la corretta interpretazione del senso che Marangoni mira a fare emergere dall’intero episodio. Un supporto necessario, soprattutto dal momento in cui si chiede al pubblico di bendarsi e di lasciarsi guidare solo dalla parola nelle ultime tappe del viaggio dell’eroe omerico. Un’idea originale e che sorprende piacevolmente, anche se forse sarebbe più incisiva – per l’ascoltatore – se durasse un po’ meno: infatti, risulta piuttosto difficile mantenere la concentrazione per quasi mezz’ora nella parte finale di uno spettacolo, e la sola forza evocativa della parola può non bastare.
La sensazione generale, che pervade lo spettatore, è di trovarsi di fronte a molte idee interessanti, sviluppate però con poco coraggio: questo riguarda soprattutto la parte dello spettacolo che definiremmo “sociale”, quando si inseriscono spezzoni sonori di film impegnati quali I cento passi di Marco Tullio Giordana o Sbatti il mostro in prima pagina di Marco Bellocchio. Manca forse un discorso più approfondito, che affronti nello specifico le tematiche che pare si vogliano trattare e che, al contrario, sembrano affidate all’intuizione e alla conoscenza personale degli spettatori. Si avverte la necessità di avere più tempo per mettere a fuoco un possibile filo conduttore tra un passato così lontano e la nostra realtà contemporanea, per riflettere su passaggi che, in questo caso, appaiono troppo scorrevoli, quasi sfuggenti.
La direzione è quella giusta, ma è ancora lontana la conquista di un equilibrio tra narrazione e inserti e – talvolta – tra il volume della voce di Marangoni e quello della consolle in sottofondo.
Belle le voci – Alberto De Benedetti non ha quasi niente da invidiare a Frank Sinatra – qualità imprescindibile in uno spettacolo del genere, che sarebbe davvero un ottimo strumento per i ragazzi delle scuole superiori alle prese con gli studi classici, poiché in grado di appassionarli e mostrargliene l’attualità.

Lo spettacolo continua:
Teatro Litta
corso Magenta, 24 – Milano
fino a domenica 24 marzo, ore 21.00

Odissea con dj… a video room
di Luigi Marangoni con brani tratti dal poema di Omero
voci, suoni e djset Alberto”Bobby Soul” De Benedetti
musiche originali Alberto De Benedetti e la Decima Vittima

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