Voi mi amerete per ciò che mi distrugge: Ofelia in quattro e quattr’otto

Il Teatro della Contraddizione accoglie una riscrittura inedita di 4:48 Psychosis, un esperimento drammaturgico ludico e irriverente, che si muove liberamente tra i testi da cui trae ispirazione.

Sulla scena si alternano Ofelia e Amleto, Sarah e il suo medico, l’attrice e il regista, Elisa e Stefano.

Passaggi caustici e parole toccanti sono liberamente scelte da Amleto e da 4:48 Psychosis, riscritte e ricontestualizzate con grande disinvoltura, tanto da inserire barzellette e passaggi che di Ofelia o della Kane ricordano, almeno nell’immediato, poco o niente; è piuttosto il criterio analogico ed emozionale con cui i quadri scenici sono assemblati a restituirci il caleidoscopico frammentarsi di una personalità complessa come quella della drammaturga inglese, dimostrando una maturità e se non altro una scioltezza artistica invidiabile da parte di Stefano Cenci e di Elisa Lolli.

Si ha addirittura la sensazione che il regista e l’attrice abbiano voluto, in qualche modo, incarnare non solo e non tanto l’impossibilità della Kane di continuare a vivere questa vita, ma soprattutto il « bruciante bisogno di viverne altre»: «la possibilità utopica, impossibile ed incredibilmente affascinante (mortale infine) di poter essere non un solo sé, ma mille infiniti altri sé».

Il testo letterario di partenza viene trattato come materia prima da plasmare, da masticare, da assaggiare mescolata assieme ad altri sapori; i due artisti non si fanno intimorire dalla portata drammatica con cui spesso si identifica l’autrice inglese, ma ambiscono piuttosto a restituirne una lettura soggettiva e filtrata dalla propria sensibilità, senza la pretesa di spiegarla, di restituirla intatta al pubblico.

Ed è proprio nella capacità di far propria l’opera della Kane senza inibizioni intellettuali che si trova il merito della performance, non a caso « progettato e realizzato in pochissime prove».

Un continuo “dentro-fuori” da un testo all’altro, dall’uno all’altro personaggio, dalla scena alla vita: è così che Elisa Lolli e Stefano Cenci restituiscono le proprie suggestioni sul testo 4:48 Psychosis .

L’ironia, la lucidità sopra le righe, la sincerità umana disarmante, la metatestualità emergono dall’intreccio di quadri scenici che si servono solo di una poltrona, un frigo in cui campeggiano, insospettabili, dei vestiti, un tavolino, un piccolo forno a microonde, dove la protagonista si troverà a ficcare la testa in preda alla disperazione.

Difficile descrivere uno spettacolo del genere o pretendere di spiegare le volontà registiche: lo spettatore è piuttosto chiamato a dare una lettura personale a quanto vede, a perdersi nelle suggestioni e a legare ad esse la propria memoria e le immagini richiamate dalla propria sensibilità.

Una celebrazione della soggettività, della parzialità, che sembra dire: Sarah Kane, Ofelia, sono qui, per noi, per essere manipolate, usate a nostro piacimento. Questo è quello che noi facciamo, perchè non provate?

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro della Contraddizione
via della Braida, 6 – Milano
da venerdì 10 a domenica 12 febbraio

Ofelia 4e48
liberamente tratto da 4:48 Psychosisdi Sarah Kane
di Stefano Cenci
con Elisa Lolli
produzione Compagnia Stefano Cenci

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