Dio c’è

La Compagnia Attori e Tecnici produce e porta in scena in prima nazionale al Teatro Vittoria di Roma Oh dio mio! dell’autrice israeliana Anat Gov.

Ancora una volta il Teatro Vittoria offre la possibilità al pubblico italiano di scoprire piccoli capolavori drammaturgici stranieri, sconosciuti nel nostro Paese. Il successo straordinario che ha sempre seguito le numerose repliche di Rumori fuori scena di Michael Frayn, con la regia di Attilio Corsini, è solo uno dei tanti esempi. Anche quest’anno infatti, proseguendo questa “tradizione” del Vittoria, la sua direttrice artistica ed attrice, Viviana Toniolo, sceglie per la stagione 2011-2012 lo spettacolo Oh dio mio!, di una delle più acclamate drammaturghe israeliane, autrice televisiva e giornalista del Yedioth Ahronoth, Anat Gov, che a Tel Aviv lo scorso anno ha registrato più di cinquecento repliche. L’autrice spiega come tutto sia iniziato da una sua semplice riflessione, che sembrerebbe quasi una battuta di Woody Allen: se Dio esiste è depresso. E se è depresso può essergli d’aiuto solo la psicoterapia, che è l’unica condizione in cui Dio non è al di sopra di qualcuno, ma deve sottostare. Ecco il nucleo di partenza di questo testo che non ha solo conquistato Viviana Toniolo, ma tutto il cast italiano, dagli altri due interpreti, Vittorio Viviani e Roberto Albin, al regista Nicola Pistoia, e prima ancora i traduttori della versione inglese, Enrico Luttman e Pino Tierno, per la sua intensità, bellezza, originalità. La storia (che ricorda molto da vicino Il visitatore di Schmitt) è semplice: Ella (Viviana Toniolo), psicanalista affermata e madre di un ragazzo autistico (Roberto Albin), un giorno riceve nel suo studio un paziente molto particolare, Dio in persona (Vittorio Viviani), depresso perché deluso dalla sua creazione. Il resto è una serie di battute incalzanti, provocatorie, toccanti, divertenti e tragiche. Non c’è alcun accadimento, la parola domina sovrana. Questo è ciò che ha colpito da subito Nicola Pistoia, e lo ha messo in difficoltà nel suo ruolo di regista, visto che qualsiasi elemento aggiungesse alle semplici battute risultava “di troppo” in scena. Parla dello spettacolo come di un “giallo”, un “thriller”, in cui dall’inizio alla fine ci si chiede come andrà a finire: superato il primo momento di sgomento causato dalla scoperta che uno dei personaggi in scena è proprio Dio, si viene a creare un progressivo avvicinamento alla sua figura, una vera e propria indagine su questo personaggio enigmatico. Scelta del regista è stata anche quella di far slittare in avanti di una ventina d’anni le età della madre e del figlio, che nel testo originale sono di quarantadue e sedici anni. Il ragazzino di Anat Gov diviene dunque un uomo adulto, chiuso in un mondo proprio fatto di stereotipi, dove l’unico suo interlocutore è la viola, che suona continuamente.
Lo spettacolo è stato fortemente appoggiato dall’ambasciata israeliana perché, essendo il teatro israeliano soprattutto contemporaneo (non esiste infatti la tradizione del teatro classico come in Europa) è più difficile la sua diffusione all’estero.

Lo spettacolo continua:
Teatro Vittoria
piazza Santa Maria Liberatrice, 11 – Roma
fino a domenica 4 dicembre
orari: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.30

Oh dio mio!
di Anat Gov
regia Nicola Pistoia
con Viviana Toniolo, Vittorio Viviani, Roberto Albin
scene Alessandra Ricci
costumi Isabella Rizza
traduzione e adattamento Enrico Luttman, Pino Tierno

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