Storie di vite perse per…

Al Teatro Civico di La Spezia cinque performer prestano il proprio corpo e la propria voce al dolore provato da chi non c’è più e a quello sempre vivo di chi è rimasto.

Si diceva che si lavora per vivere e che è assolutamente naturale, e sicuro, morire. Questo si diceva, una volta, quando la casualità degli avvenimenti era ponderata e le disgrazie un fatto accidentale. Si poteva morire lavorando: talvolta il caso colpiva a sorpresa e nessuno poteva averne colpa; in altre circostanze, col senno di poi, oggi diremmo che si poteva evitare. Se solo si fossero rispettate le norme di sicurezza che la nostra società neo-capitalista e neo-industrializzata ha imparato ad adottare con tutto l’amore che si può avere per l’essere umano, per il lavoratore, per se stessi.
Peccato che il salto nel baratro sia stato piuttosto rapido: sono arrivati instancabili imprenditori money-maker, e le fabbriche che rincorrono il mercato, e le leggi di questo mercato che non prevedono compromessi, e le ore di lavoro che alienano e stancano, e le condizioni di lavoro che devono essere accettate altrimenti “avanti il prossimo!”, e gli stranieri che sono sempre i prossimi, pronti a tutto pur di “campare”.
Poco è bastato per far ribaltare la morale: si vive per lavorare. Presupposto inaccettabile ma che pare oramai indiscutibile.
E se poi si deve anche morire per lavorare?
Il silenzio è l’arma per nascondere l’indicibile: in controtendenza rispetto al costante chiacchiericcio dell’epoca dei media – in cui il dramma è il richiamo perfetto per il popolo curioso – si stendono veli di mutismo per non informare. Ma la sciagura non si può tacere per sempre, soprattutto quando troppe persone portano addosso il dolore della perdita. Agire per fermare il ciclo di vite perse per mancanza di serietà e professionalità diventa un obbligo morale che è, al contempo, un grande atto di coraggio e generosità.
Così sono nati libri che raccolgono testimonianze o cronache – un esempio su tutti Morti Bianche di Samanta Di Persio – e associazioni di parenti di vittime sul lavoro che coniugano la diffusione di informazione e la lotta per la garanzia dei diritti del lavoratore. Tra queste, l’associazione Oltre… le parole, la quale è attivissima su entrambi i fronti e le cui attività, come dice il nome stesso dell’associazione, travalicano i confini del verbum, andando alla scoperta di altre strade da percorrere per comunicare, informare, invitare alla riflessione. A questo proposito, a ciò che le parole non possono esprimere, rimedia il corpo delle cinque performer di Oltre, spettacolo prodotto dall’omonima associazione: Miriam Costa, Antonella Errico, Ilaria Orlandini, Maria Raveggi, Letizia Torelli.
Dopo l’anteprima del 30 Agosto 2011, all’interno del calendario dell’Estate Spezzina, lo spettacolo ha debuttato al Teatro Civico di La Spezia il 4 maggio. Questa formazione tutta al femminile – nata tra Bologna e il capoluogo ligure – partendo dallo studio di fatti di cronaca e da testimonianze dirette dei parenti delle vittime, ha sacrificato il proprio corpo alla tragicità dei fatti, in un viaggio scenico che, procedendo per stratificazioni, non esclude la parola – tutt’altro – ma la amplifica, la completa con la forza dirompente che un corpo che si fa dramma può avere. Mettendo in atto un gioco di ricostruzioni, le cinque performer si alternano a riempire lo spazio dell’azione, che si fa riflessivo nei momenti corali e dinamico nei momenti di massima fisicità. Una cascata di vibrazioni che, partendo dall’attore, colpisce lo spettatore intimamente scosso, scoprendo la consapevolezza del suo essere uomo e lavoratore dignitoso con propri diritti.
Attraverso l’arte effimera del teatro, che si veste di stretti abiti civili, si riflette sulla caducità della vita, come in uno specchio che riflette se stesso.
Per tornare a riflettere sulla possibilità che il lavoro possa nobilitare l’uomo, senza ucciderlo, né mentalmente né fisicamente, lo spettacolo sarà a Bologna il 3 giugno, preceduto dall’incontro con la Compagnia Oltre, presso Leggere Strutture.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Civico
piazza Mentana – La Spezia
Oltre
di e con Miriam Costa, Antonella Errico, Ilaria Orlandini, Maria Raveggi e Letizia Torelli
musiche originali Eleonora Beddini
avvicinamento alla drammaturgia e visione scenica Marco Galignano
produzione Associazione Vittime sul Lavoro Oltre… le parole

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