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Ombre nel bosco e Aspettando Alice | TEATROMANIA emersioni_sceniche 2014

Ombre nel bosco e Aspettando Alice | TEATROMANIA emersioni_sceniche 2014, articolo di "Daniele Rizzo" su Persinsala Teatro
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Ombre nel bosco e Aspettando Alice | TEATROMANIA emersioni_sceniche 2014
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Commiato di alto livello all’Accademia di Romania con due spettacoli protagonisti dell’ultimo giorno di questa quarta edizione di TeatRomania. Una rassegna che abbiamo già definito necessaria e assoluto livello artistico, Non sorprende, dunque, assistere a due messe in scena profonde ben oltre il semplice essere accomunate da un diverso modo di prendere spunto dal mondo …

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accademia-di-romania-roma-Commiato di alto livello all’Accademia di Romania con due spettacoli protagonisti dell’ultimo giorno di questa quarta edizione di TeatRomania.

Una rassegna che abbiamo già definito necessaria e assoluto livello artistico, Non sorprende, dunque, assistere a due messe in scena profonde ben oltre il semplice essere accomunate da un diverso modo di prendere spunto dal mondo delle leggende per ragazzi.

La prima, Ombre nel bosco, è un sfoggio di virtuosismo del suo autore e unico interprete (in carne e ossa). Coaudiuvato da un cast di splendide bambole, Tazio Torrini conferma indubbie qualità sceniche e autorali, con una rappresentazione semplice e di grande suggestione.

Grazie alla regia mai casuale di Letteria Giuffrè Pagano, Torrini, che già in occasione di Spazi Aperti all’Accademia di Romania nel 2009 si era confrontato con la letteratura romena (La colonna infinita di Mircea Eliade), riesce dunque a valorizzare un testo dai tratti tremendamente fiabeschi, apprezzato certamente anche dai più grandi, nonostante la location non fosse esattamente la più attrezzata, soprattutto dal punto di vista delle luci, elemento cardine di ogni allestimento che punta con decisione a creare una atmosfera tra le pieghe della surrealtà.

A seguire, lo sconcertante Aspettando Alice, una rappresentazione glaciale per impianto teorico e devastante per restituzione emotiva, nonché fisicamente in grado di provocare una paralizzante e paradossale partecipazione esistenziale, attraverso un crescendo di consapevolezza.
In omaggio alla citazione del celebre romanzo di Lewis Carroll e alla famosa opera di Samuel Beckett, lo spettacolo è un diamante da non sgrezzare, mutevole secondo propria passione e poliedrico per i piani di interpretazione offerti a ogni singolo partecipante.

La regia di Doru Taloș non è certamente esente da sbavature, così come Oana Mardare è apparsa tutt’altro che impeccabile. Ovvero, straordinariamente lontana dall’etimologia del termine (persona incapace di peccato, dunque aliena all’umanità), perché interprete di quanto di più umano possa esistere, di una struggente vita le cui ambiziose credenze sono fatalmente destinate (non usiamo a caso il termine) allo scacco e al fallimento.

Espressione forse non carnale, ma assolutamente credibile della vita, in Oana Mardare riconosciamo concretizzarsi suggestioni filosofiche di straordinaria potenza. Dalla inarrestabile e autodistruttiva volontà di vivere (individuata oltre l’illusorio Velo di Maya dal filosofo Schopenhauer) al conflitto tra Eros e Thanatos (collocato dallo psicanalista Freud Al di là del principio di piacere). Dalla celebre massima pindarica «diventa ciò che sei» (ribadita dall’inattuale Nietzsche) a quell’essere per la morte che, secondo Martin Heidegger, caratterizzerebbe l’esistenza autentica (ancora più incredibile visto il soggetto in scena). Riferimenti culturali che, anche se non espliciti alla cultura media, agiscono in maniera sotterranea e – proprio per questo – lontani da ogni pedanteria, riuscendo, così, a fomentare tra gli astanti un senso di inadeguatezza e disagio di fronte all’angoscia e alla disperazione provata dalla povera protagonista in perenne attesa dell’arrivo di Alice.
Alcune affermazioni sono poi pietre scagliate dritte al cuore che mandano in frantumi l’anima di chi le ascolta e se le vede colpevolmente addossate. «Perché non giocate, non ridete con me? Ecco, adesso non potete più giocare perché vi ho ucciso!», dirà Oana, stremanta di fronte all’impassibilità di un pubblico adulto e maturo che non può essere realmente coinvolto nel suo mondo.

Un mondo decadente di scatole, tazze di tè rotte, nécessaire de beautè, ma anche di sentimenti e relazioni spezzate, dove la protagonista si aggira con fare quasi da folletto. Un mondo, quello di questa meravigliosa e geniale attrice e autrice, che ci auguriamo il pubblico italiano possa avere nuovamente occasione di incontrare.

Chapeau

Gli spettacoli sono andati in scena all’interno di TEATROMANIA emersioni_sceniche
Accademia di Romania

Villa Borghese, Roma
domenica 29 giugno ore 18:00 e ore 21.30

Ombre nel bosco – prima romana (spettacolo di teatro ragazzi)
liberamente ispirato alle fiabe dell’Europa Orientale
di e con Tazio Torrini
immagini e regia Letteria Giuffrè
produzione Telluris Associati, Pontedera

Aspettando Alice ­– prima nazionale
di e con Oana Mardare
regia Doru Taloș
Produzione Compagnia Atelier45, Cluj
con sovratitoli in italiano

8,00

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