Hallelujah: la vera magia del teatro

teatrospaziouno-romaNel centro del rione Trastevere, nell’accogliente e raccolto Teatro Spazio Uno, Francesco Meoni regala al pubblico una perla rara, l’imperdibile Once I was. Oltre la storia di Tim e Jeff Buckley.

Dopo il successo ottenuto a dicembre, Francesco Meoni torna a calcare il palcoscenico del Teatro Spazio Uno planando, leggero e intenso, sulle note della musica di due personalità e storie uniche e parallele: Tim e Jeff Buckley.
Un padre e un figlio, un unico immenso amore per la musica: l’uno più noto a un pubblico di nicchia, l’altro un mito, una leggenda che non smetterà mai di brillare. Due vite complicate, che si sono spente troppo presto e che hanno lasciato in eredità un patrimonio musicale ed emozionale irripetibile.
Il bravissimo e versatile Francesco Meoni – accompagnato da una band impeccabile e da un Vincenzo Monti che con la sua voce rende giustizia a Jeff Buckley senza, però, scadere nella banale imitazione – attraverso la voce di Tim Buckley, racconta quella che è soprattutto la storia di un mancato rapporto tra un padre e un figlio, scatenando nello spettatore un turbinio di emozioni senza fine. Parole che si intrecciano in un racconto sonoro di uno spettacolo ben costruito, vissuto intensamente dagli interpreti, in cui tutto si amalgama fluidamente.
Calling you – una delle canzoni preferite di Jeff Buckley –  introduce immediatamente in quell’atmosfera intima e disperata che caratterizza tutto lo spettacolo, ben restituendo il non-rapporto tra i due.
Difficile raccontare e rendere uno spettacolo che con vivida intensità fa vibrare nelle vene dello spettatore l’amore di Tim per la musica, la sua musica, quella fuori dal mercato che impone solo grandi numeri sulle vendite, a discapito della diversità. Ma che, al tempo stesso, porta alla luce tutto il disagio e la disperazione di una vita consumata troppo in fretta, tra aspettative create e disattese, tra responsabilità troppo importanti – un figlio, Jeff, arrivato forse troppo presto – e “sogni di rock ‘n’ roll”. Così fra le note di Once I was, I never asked to be your mountain, Song to the siren e poi di Grace e Hallelujah – solo per citarne alcune – si costruisce l’incredibile parallelo tra queste due fragili e preziose vite, che si sono spezzate all’improvviso come fili sottili, unite dalla stessa passione, eppure per tutta la vita separate da paure mai affrontate fino in fondo. A gravare su tutto, soprattutto sul tormento di Tim, un fattore da non sottovalutare anche per la sua sfortunata attualità: le logiche di un mercato spietato, i media che in un attimo portano alle stelle e l’attimo dopo hanno già dimenticato o, peggio, denigrato.
A Francesco Meoni l’indiscutibile merito di aver dato vita a una perla rara: Once I was costituisce una di quelle poche occasioni in cui uno spettacolo può essere visto e rivisto senza pentirsene mai.

Lo spettacolo continua
Teatro Spazio Uno
Vicolo dei Panieri, 3 – Roma
fino a domenica 1 marzo
orari: da martedì a sabato ore 21, domenica ore 18

Compagnia Nuovo Teatro presenta
Once I was. Oltre la storia di Tim e Jeff Buckley
scritto e diretto da Francesco Meoni
con Francesco Meoni
voce e chitarra Vincenzo Marti
tromba e flicorno Toni Mancuso
chitarra Danilo Valentini/Luca Figliuoli
basso Nicola Ronconi/Alberto Caneva
batteria e percussioni Rocco Teora/Salvatore Caruso
assistente alla regia Edyta Scibior
video proiezioni Claudio Ammendola

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