Burlesque napoletano

piccolo-teatro-milanoEmma Dante sceglie l’atmosfera tagliente e malinconica del burlesque per rappresentare un’anima in subbuglio. E così il palco del Piccolo Teatro Grassi assume tinte nere e rosse, si riempie di scarpe col tacco, manichini e vestiti di tipico gusto kitsch.

Operetta Burlesca racconta infatti la storia di Pietro: un giovane che abita ai piedi del Vesuvio, bocciato troppe volte è messo a lavorare alla pompa di benzina del padre. Questo, osservando da fuori. Ma guardandosi allo specchio, questo corpo di uomo non si riconosce, sogna le forme e la voce di una donna e sul palco danza la sua anima femminile, entrambi svestono man mano quattro manichini di bambole e bamboli gonfiabili, indossano i tacchi di una madre ingenuamente accondiscendente e si confrontano con un padre siciliano che odia Napoli e odia questo figlio troppo diverso da lui, che parla napoletano e non ha nulla dell’uomo virile che avrebbe dovuto accompagnarlo in vecchiaia.
Privo di strumenti e difese, Pietro non è in grado di affrontare la propria marginalità, la vive di pancia e di sogni, desiderando la città come fosse la liberazione, come incarnasse la possibilità dove essere se stesso – un se stesso innamorato, capace di essere felice, di sposarsi con uomo, avere una famiglia, realizzarsi in una normalità impossibile, forse inesistente. L’amore lo trova, lo vive, lo rivendica e urla, se ne veste per portarlo addosso e sfoggiarlo, rosso di piume e lustrini, di un kitsch infantile che è il suo sguardo sul mondo e su se stesso. L’amore lo colpisce, sparisce, rivelandosi inconsistente, falso perché non desidera rendersi totalizzante, farsi quotidianità, farsi futuro.

Emma Dante tocca i margini e le periferie dell’essere, vite come tante abbandonate e non accettate. La società e la famiglia sono istituzioni ostili, incapaci di accogliere e ascoltare. In un’Italia tanto in ritardo sulle leggi per le unioni civili è l’arte a prendere posizione, a schierarsi e affrontare. Lo fa utilizzando l’immaginario un po’ retrò del varietà, ma anche citando la danza tragica di Cafè Muller – resa più tragica da una goffaggine incespicante – e si serve del mimo per raccontare e non caricare di troppe parole questa storia comune, sostenuta, più che dal testo, dalla fisicità nuda e carnale di Carmine Maringola.

Lo spettacolo è andato in scena
Piccolo Teatro Grassi
via Rovello 2, 20121 Milano
dal 13 al 18 ottobre 2015, martedì giovedì e sabato h. 19.30, mercoledì e venerdì h. 20.30 e domenica h. 16.00
SudCosta Occidentale presenta
Operetta Burlesca
di Emma Dante
con Viola Carinci, Roberto Galbo, Francesco Guida, Carmine Maringola
testo, regia, scene e costumi Emma Dante
coreografie Davide Celona
luci Cristian Zucaro

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