Quando il quotidiano si trasforma in incubo

Con Orfeo va all’inferno, in scena al Teatro della Contraddizione, la compagnia del Teatro del Singhiozzo regala al suo pubblico uno spaccato di vita inclemente e doloroso.

«L’invisibilità (agli occhi delle istituzioni, della società in genere, ndr) permette di essere liberi, di dare libero sfogo alla più genuina creatività. Ma, alla lunga, porta all’impossibilità di realizzare ciò che realmente si vuole», esordisce così Patrizio Luigi Belloli, regista di “Orfeo va all’inferno”, quando, poco prima dell’inizio del suo spettacolo, gli viene chiesto di introdurre brevemente l’opera e di affrontare il tema dell’esclusione – e della conseguente invisibilità agli occhi degli altri – al centro del Festival ExPolis, realizzato dal Teatro della Contraddizione di Milano.

Le parole del regista lasciano il posto al ronzio della lavatrice, che campeggia al centro della scena e che fa da iniziale colonna sonora all’opera dal “sapore melodrammatico” del Teatro del Singhiozzo, tra gli appuntamenti del fitto cartellone del festival.

La lavatrice, che fa parte a pieno titolo dei protagonisti della storia, è una sorta di fil rouge, un anello di congiunzione tra le vite dei personaggi che si intrecciano tra loro in un vortice confuso di eventi e situazioni, di azioni e conseguenze.

Lei, la lavatrice, resta lì impassibile, capace semplicemente di risciacquare e centrifugare, mentre intorno ad essa si avvicendano tristi momenti di vita quotidiana: dai litigi di una coppia di giovani sposi, incapace di comunicare e comprendersi, ai violenti battibecchi di due amanti clandestini, dalle acide recriminazioni di due amici ai deliri di un povero vecchio pazzo, le cui giornate sono scandite dai cicli di lavaggio dell’ormai familiare elettrodomestico.

Il tutto però è condito da una viva comicità, che “spunta” inaspettatamente nei momenti di maggiore tensione, trasformando in un attimo il dramma in una situazione farsesca e ai limiti del ridicolo, in cui il pubblico riesce a stento a trattenere le risate. Ma basta poco per ripiombare nella tragicità della storia, bastano i monologhi accorati di una disperata amante non corrisposta, di un amico geloso, di una giovane moglie tradita.

Insieme alla lavatrice, al centro dell’intera vicenda c’è Orfeo, che incarna di volta in volta il ruolo dell’amante egoista, dell’amico incurante, dello sposo traditore e che, attraverso una sorta di viaggio misterioso e surreale, affronta il suo personale inferno quotidiano, fatto di rimpianti e sensi di colpa. Un inferno che sembra illusoriamente lontano, ma che, a ben guardare, si nasconde dietro l’angolo della vita di ognuno di noi.

Lo spettacolo è andato in scena:
ExPolis in Teatro
Teatro della Contraddizione
via della Braida 6 – Milano
mercoledì 4 e giovedì 5 maggio

Teatro del singhiozzo presenta:
Orfeo va all’inferno
regia Patrizio Luigi Belloli
drammaturgia Giacomo Battaglia
con Silvia Degrandi, Elena Cleonice Fecit, Dario Merlini, Francesca Minutoli, Umberto Terruso, Alberto Torquati
scene Daniel Tummolillo, Marta Mongiorgi
light designer Violeta Arista
genere: melodia di primavera
www.teatrodellacontraddizione.it
www.expolis.org

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