Il discreto disfacimento della borghesia

Sul palcoscenico dell’Out Off si consuma Orgia, lo svuotamento dalla famiglia borghese – specchio della società dalla quale è degenerata.

Tanto di cappello all’Out Off (come sempre), al regista Fabio Sonzogni e ai tre interpreti – Sara Bertelà, Silvia Pernarella e lo stesso Sonzogni – che si sono prestati a rappresentare il non rappresentabile: lo sfascio sociale e personale – perché il personale è da sempre politico – denunciato da Pasolini in Orgia. Uno sfascio di ieri, che non è mai stato tanto attuale.

La coscienza critica dell’uomo, dell’intellettuale e del poeta Pasolini, così lungimirante da ritrarre i propri tempi, preconizzando contemporaneamente quelli futuri dà voce a un teatro di parola che denuncia l’oggi devastato e devastante che ci circonda.

E allora ecco Pasolini intellettuale che affonda la penna nell’inchiostro della tragedia mentre dal poeta sgorga il profluvio di parole per rappresentare i rapporti di forza all’interno della famiglia – a loro volta, pallido riflesso di quelli che si instaurano nel nostro vivere quotidiano. La donna – insieme Medea e Antigone, carnefice e vittima – nella sua masochistica accettazione della violenza maschile, non è che una delle due incarnazioni di quel gioco al massacro che è il rapporto schiavo-padrone. La violenza subita da lei, all’interno delle mura domestiche – esaltata perfino nella tragica accettazione del proprio ruolo – non è diversa dal ricatto subito dall’operaio che deve saltare il pranzo e rinunciare alla pausa per pisciare se vuole tenersi il posto alla catena di montaggio.

Pasolini è osceno perché è la nostra società a essere scabrosa.

Unica pecca in un testo, messinscena e interpretazione che colpiscono nello stomaco come un diritto bene assestato, il sogno fallace dello stesso Pasolini che rimanda alla società pre-borghese e, quindi, contadina, per una ventata d’ossigeno contro il cancro che ci affligge. Ma non è salendo sull’albero degli zoccoli che troveremo la soluzione. Bensì proprio nel teatro, nella forza della cultura, nella libertà di pensiero che cresce all’ombra di una scuola e di un’università liberate, in quel pensiero critico che, solo, fa tremare il potere.
Basta spegnere la tv e affidarsi alla poesia.

Lo spettacolo continua:
Teatro Out Off
via Mac Mahon, 16 – Milano
fino a domenica 27 marzo
Orari: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16.00

Teatro Out Off, presenta
Orgia
(prima nazionale)
di Pier Paolo Pasolini
regia di Fabio Sonzogni
con Sara Bertelà (donna), Silvia Pernarella (ragazza) e Fabio Sonzogni (uomo)

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