Obiettivo danza

Un incontro e quattro performance dal vivo, di cui due site-specific, per la prima giornata della manifestazione diretta da Tuccio Guicciardini e Patrizia De Bari.

San Gimignano, mercoledì 3 luglio. Tra code di turisti che prendono d’assalto le gelaterie, ha luogo la settima edizione di Orizzonti Verticali che, nella prima giornata, prevede un dibattito sulla condizione della danza nel momento attuale e un confronto tra le dinamiche che vi sottendono. A curare l’incontro, all’ombra della Loggia del Teatro dei Leggieri, Simona Frigerio, in compagnia di Patrizia De Bari e Tuccio Guicciardini, che hanno evidenziato come vi siano almeno due tendenze attualmente presenti e contrapposte. La prima, di arrivare direttamente al pubblico in base alla propria esperienza e capacità personale, qualsiasi esse siano; e una seconda, che sostiene che senza una conoscenza diretta almeno dei rudimenti della danza, sia difficile generare spettacoli che abbiano una chiara chiave di lettura da parte degli spettatori. Il dibattito che ne è seguito, molto partecipato, ha dato l’opportunità di confrontarsi e, ai presenti, la possibilità di esporre e sostenere le proprie posizioni.

Alle 18.30, all’interno del Salone grande di Galleria Continua, dopo aver attraversato l’installazione di Pistoletto e Tayou, Alessandro Torresin ha sviluppato la performance Animanimale con la coreografia di Roberto Doveri. Là dove un tempo campeggiava lo schermo dell’ex sala cinematografica, va in scena una presa di coscienza della propria situazione che arriva dopo vari tentativi ben articolati di avvicinarsi alla posizione dell’homo erectus. Movimenti corposi e respirazione affannosa si susseguono – a volte accompagnati da parentesi musicali, che però non danno luogo a elementi di danza sincronizzati. Lo spazio rettangolare e ristretto facilita l’osmosi tra spettatore e danzatore. La gestualità ben articolata di Torresin alla lunga, però, tende a ripetersi nell’impossibilità di evolversi e/o coniugarsi.

In pazza del Duomo e più precisamente sulla gradinata dello stesso si svolge, intorno alle 19.30, la performance Abitare la Città, sotto la direzione di Davide Valrosso, quale parte del progetto Incubatore per futuri coreografi, a cura di Franca Ferrari. Una serie di passi che rimandano, forse inconsapevolmente, ai primi videogiochi (sul genere dei PONG), evolvono successivamente in momenti di raccoglimento e coralità. L’afflato coreografico si allarga, coinvolgendo le persone antistanti la scalinata, in una lunghissima corsa circolare – cliché ormai presente in quasi tutti gli spettacoli di danza nel tentativo di coinvolgere, forse, il pubblico. Un’esibizione abbastanza semplice nei contenuti drammaturgici e tecnici – anche per le difficoltà oggettive dello spazio prescelto. Da apprezzare la volontà degli organizzatori di coinvolgere gli abitanti e i turisti, che affollano il borgo in questa stagione, e di dare la possibilità a persone di ogni età e provenienza di assistere a uno spettacolo gratuitamente.

In serata, alla Rocca di Montestaffoli, due spettacoli del BTT Balletto Teatro Torino, con la coreografia, rispettivamente, di Ella Rothschild e Andrea Costanzo Martini. Si inizia con Timeline. Sul palco spoglio un gruppo di persone vaga alla ricerca di un qualcosa, prima separatamente, poi sempre più in gruppo: quasi fossero in vista di un passaggio o di una meta, che però non si palesa. L’unità si sfalda più volte, qualcuno rinuncia e le dinamiche proprie dell’isolamento si attuano. La disperata ricerca di un aiuto sembra solamente allontanare, ma non impedire, le inevitabili conseguenze. Il sonoro, quando presente, è solo ambientale, non utilizzato se non raramente per accompagnare o fare da contrappunto ai movimenti dei danzatori. La lentezza e la frammentazione dello spettacolo con l’uso dello slow motion e del tableau vivent hanno in certo senso impedito il coinvolgimento da parte dello spettatore, che è rimasto distaccato di fronte a una scena a suo modo drammatica.

La seconda coreografia, Balera, più dinamica e meglio coordinata a livello di light designing, quasi a rendere il controllo (giorno/notte) di un centro di detenzione o di un qualsiasi sistema coercitivo. Momenti di sfrenatezza erotico-culinaria alla presenza di una luce accecante si alternano ad altri, più pacati, per la ricerca di un approccio più misurato, quando la luce si affievolisce. Improvvisamente, una voce imperiosa inizia a dettare i movimenti dei danzatori – escamotage che continuerà fino alla fine, o quasi, dello spettacolo. Sei sedie compongono la scarna scenografia, contribuendo a enfatizzare i momenti di maggior pathos. Si ripropongono alcuni stilemi anni 90 e/o cari alla danza israeliana contemporanea. Nel complesso, sebbene la seconda parte a livello ritmico risulti più coinvolgente, pur con dei momenti nei quali la sincronia dei movimenti non è perfetta,  emerge sempre una certa difficoltà a leggere la sottotraccia drammaturgica dell’intero spettacolo, e a comprendere da un punto di vista emotivo l’agire sul palcoscenico.

Gli spettacoli sono andati in scena nell’ambito di Orizzonti Verticali 2019:
San , varie location

mercoledì 3 luglio, ore 17.00
Loggia del Teatro dei Leggieri
piazza Duomo
incontro sulla danza tra passato e futuro
modera Simona M. Frigerio

dalle ore 18.30
Galleria Continua
Roberto Doveri/BDT Balletto di Toscana presentano:
Animanimale
coreografia Roberto Doveri
interpretazione Alessandro Torresin
(3 repliche della durata di 7 minuti ciascuna)

ore 19.30
piazza del Duomo
CIMD Centro Internazionale Movimento Danza presenta, nell’ambito del Progetto Incubatore per futuri coreografi, a cura di Franca Ferrari:
Abitare la Città
direzione Davide Valrosso

ore 22.00
Rocca di Montestaffoli
BTT Balletto Teatro Torino presenta:
Timeline
coreografia Ella Rothschild
disegno luci Yoav Barel
costumi Walter&Hamlet

a seguire:
Balera
coreografia Andrea Costanzo Martini
disegno luci Yoav Barel
costumi Walter&Hamlet

Foto di Francesco Spagnuolo

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