Della resistenza poetica

nuits-de-fourviere2014

Una serata d’autore ha illuminato l’Odéon del parco archeologico di Fourvière. Paco Ibáñez, accompagnato da pochi ed essenziali musicisti, ha ripercorso il proprio cammino musicale, tra impegno politico e la strenua difesa delle lingue locali. Un concerto delicato, assolutamente situato fuori dal tempo.

Paco Ibáñez è un musicista che non è mai sceso a compromessi. Uomo libero ed impegnato, Paco Ibáñez propone, fin dalla metà degli anni Cinquanta, canzoni di resistenza (e non di protesta), mettendo in musica le parole dei grandi poeti andalusi, catalani, baschi, latinoamericani. Amico di Neruda, Dalì, Garcia Lorca, Ibáñez ha attraversato la storia della cultura e dell’opposizione al potere con indomito coraggio e testardaggine. Strenuo oppositore di Francisco Franco, il Nostro non ha mai risparmiato critiche tanto a destra (José María Aznar) quanto a sinistra (come a Jean-Luc Mélanchon definito, come l’ex capo del governo spagnolo, un “fascista al pari di Franco”).

Chi non conosce questo personaggio, si sarà forse stupito nel sentire Ibáñez lanciare critiche, durante i suoi ininterrotti dialoghi con il pubblico, verso uomini ed istituzioni, tradizioni e volontà omogeneizzanti. Ma chi lo conosce, chi lo apprezza e conosce il suo percorso, ha ritrovato lo spirito combattente di un ragazzo di ottant’anni che rimane un unicum nel panorama musicale mondiale.

Ibáñez non è un cantautore. Egli non ha mai scritto i testi delle canzoni che ha inciso nel corso della sua lunghissima carriera. Ibáñez è un interprete raffinato e indefesso, capace di donare un animo musicale ai testi dei più grandi poeti di lingua spagnola, e non solo. La calda serata a Fourvière ha visto il Nostro proporre Heriotzaren begiak, dove la poesia pavesiana Verrà la morte e avrà i tuoi occhi viene tradotta in basco e, come dice lo stesso cantante, diviene ancora più bella dell’originale. Non sono mancati i poemi di Federico Garcia Lorca, come Si tú vienes a la romería, Cordoba Lejana y sola, Yo vuelvo por mis alas, quelli di Pablo Neruda come La muerte di Melisenda o di José Agustín Goytisolo come Me lo decia mi abuelito, Palabras para Julia.

Non sono mancati due omaggi ai padri spirituali e musicali della sua carriera: l’argentino Atahualpa Yupanqui e quello che Ibáñez stesso ha definito “il più grande interprete della canzone mondiale”, Georges Brassens con Le parapluie, cantata insieme a tutto il pubblico. Un momento corale che ha resto questa serata una serata indimenticabile.

Grazie Paco.

La programmation du festival lyonnais Les Nuits de Fourvière ne s’arrête pas et les artistes les plus importants de la planète pointent les scènes du parc archéologique de la colline qui domine la ville. Cette fois c’est le grand chanteur espagnol Paco Ibáñez qui a proposé une soirée inoubliable qui a su mélanger engagement politique, poésie à l’état pure et musiques oubliées et lointaines.

Lo spettacolo è andato in scena:
Odéon – Parc Archéologique de Fourvière
6 rue de l’Antiquaille – Lione (Francia)
28 giugno 2015, ore 20.00

 

Il festival Les Nuits de Fourvière presentano
Paco Ibáñez – Vivencias

http://nuitsdefourviere.com
http://www.aflordetiempo.com

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