Dialogo tra arte e beni culturali

Paesaggi di mare, spettacolo site specific che è un incrocio tra parole, voci, canzoni, è andato in scena al Museo archeologico Castromediano di Lecce, il più antico della Puglia e con al proprio interno numerose testimonianze della civiltà messapica e degli insediamenti romani.

Ristrutturato e rimesso al servizio della cittadinanza e dei turisti da uno stato di degrado, la rinascita del museo si fonda, come annunciato dallo stesso direttore presente allo spettacolo, sull’integrazione tra arte, teatro, creatività e beni culturali.

Sono proprio il dialogo tra il contesto culturale e l’arte performativa a rappresentare gli assi portanti di Paesaggi di mare: quattro creature raffigurate come quattro polene conducono il pubblico, armato di radio cuffie, tra i corridoi del museo permettendo loro di ascoltare tutte le sfumature delle voci unite a bande sonore di mari e di venti mediterranei.

Le polene trasportano gli ascoltatori in un canto primordiale di sofferenza ma al tempo di forza e saggezza. La saggezza di creature che sulla poppa di velieri e barche in un tempo antico solcavano il mare, si nutrivano di salsedine e vento e, silenti, custodivano le rotte e i segreti del Mediterraneo.

L’arcaicità di queste antiche creature, ninfe del mare in legno, viene restituita con eleganza e passione dalle quattro attrici-cantanti, Giorgia Cocozza, Emanuela Pisicchio, Maria Rosaria Ponzetta, Anđelka Vulić, che alternano nei loro racconti testi tratti da Joseph Conrad, Giacomo Scotti e Pedrag Matjević.

Il momento più emozionante della performance è quando, dopo aver condotto il pubblico tra i reperti antichi del museo, le quattro parlano dell’affondamento delle navi («ci sono più navi che giacciono in fondo al mare di quante vi navighino sopra») per poi cantare Marinaresca, antica canzone della tradizione marinara italiana. Sullo sfondo, come scenografia, l’acquario del Museo Castromediano, con pesci che si insinuano tra le anfore antiche trovate nel relitto di Porto Balisco del I secolo A.C. e portate nel museo appositamente per l’acquario. Anche i pesci sembrano essere attori-performer, partecipi dell’esibizione, autenticamente site specific: le attrici abitano gli spazi con agilità e maestria, sorprendono il pubblico, immerso nel racconto e nei suoni delle radio cuffie, spuntando da dietro, lateralmente, proprio come le onde del mare che si insinuano tra gli scogli. Interessante la chiusura con l’integrazione di sabbia nella performance.

Lo spettacolo è andato in scena all’interno di  Teatro dei Luoghi Fest & Fineterra
Museo archeologico Sigismondo Catromediano

Giovedì 30 luglio 2020

Paesaggi di mare
consulenza letteraria Rita Auriemma
testi tratti da Predrag Matvejević, Claudio Magris, Joseph Conrad, Giacomo Scotti
con Giorgia Cocozza, Emanuela Pisicchio, Maria Rosaria Ponzetta, Anđelka Vulić

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