Quando i silenzi parlano

Esistono drammaturghi (ma anche registi, basti pensare a Ingmar Bergman) per i quali i silenzi equivalgono ad abissi di senso. Tra questi, Samuel Beckett e Harold Pinter. 

Interpretarli sulla scena, con asciuttezza di mezzi e accento solamente sugli enunciati, equivale a scommettere sulla pregnanza di ogni parola, anzi – come avrebbe detto il maestro Jean-Marie Straub – ogni sillaba, respiro, emissione vocale e pausa. 

La pausa che non è meramente riprendere fiato o dare modo allo spettatore di volare pindaricamente tra due solitudini, bensì incidere nella carne e nel tempo di una separazione insanabile, di una dicotomia umana tra una lei e un lui, tra l’immagine che di lui ha lei, e viceversa. Non è un gioco di parole e tanto meno di specchi. È una profonda riflessione pinteriana sul desiderio maschile e femminile, sull’indicibile incomunicabilità. 

A portarla in scena, sullo sfondo della parete di casa propria in un gioco metateatrale che, nei tempi bui del lockdown, diventa claustrofobico e libertario allo stesso tempo, la coppia Giovanna Daddi/Dario Marconcini. È grazie ai loro corpi che la filosofia si fa carne, grazie alle loro voci che Pinter si trasforma in frammenti laceranti di vita quotidiana – la sua, la loro, la nostra. 

La farsa finale è la zampata del vecchio leone. L’istrione, il cantastorie, il giullare, l’attore di giro che ci ha deliziato per decenni decantando la vita non possiede che la fantasia e brama la conoscenza. Ma la morte non ha in sé nulla, non sa e non spiega, perché è semplice negazione della vita. E allora cosa resta, al giullare come al re?

Nulla. E tutto.

Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”*. 

Lo spettacolo è andato in scena nell’ambito della rassegna Teatri di Confine:
martedì 28 settembre 2021, ore 21.15
Piccolo Teatro Mauro Bolognini
via del Presto, 5 – Pistoia

Paesaggio
con farsa finale
di Harold Pinter
di e con Dario Marconcini e Giovanna Daddi
produzione Buti Teatro
(prima nazionale)

* William Shakespeare, La tempesta, atto IV, scena I

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