«Lo cunto de li cunti»

Il Teatro Abarico dischiude le porte ai magici racconti di Massimo Cusato: le fiabe narrate dalla nonna Paolina a lui bambino diventano il corpo di uno spettacolo sognante e tenero, che vuole essere una proposta culturale, volta alla riscoperta del valore della tradizione orale, tramandata di generazione in generazione.

Nonna Paolina vuole raccontare delle fiabe al suo pronipote, nato da poco. Ma nonna Paolina è morta e si trova in Purgatorio, per peccatucci di poco conto. Chiede così un permesso “speciale” ai Piani Alti, affinché il suo spirito possa tornare sulla terra a cullare il nipotino con le sue storie meravigliose. La richiesta viene esaudita, e l’arzilla nonna pugliese discende nel regno dei vivi, con la promessa di fare ritorno in Purgatorio entro la mezzanotte. Allo scadere del tempo, dopo aver raccontato diverse fiabe al nipotino, Paolina fa ritorno nell’aldilà, lasciando sulla Terra il bimbo assopito e la testimonianza del sacro potere dei cantori.
Massimo Cusato, attore, regista e sceneggiatore di questo spettacolo, incanta il suo pubblico con il personaggio di Paolina, una donna del Sud che ricorda e racconta la storia della sua famiglia; la fiaba, espediente narrativo di questa mappa antropologica, diviene qui perfetta esemplificazione della nostra tradizione culturale, fondata sulla trasmissione orale del sapere. Cusato, che utilizza la metodologia drammaturgica del teatro narrazione e del teatro canzone, rende densa e sognante questa breve performance, che dura giusto il tempo di una fiaba, o due; l’attore si avvale di una scenografia essenziale in cui gli oggetti di scena si trasformano progressivamente in qualcosa d’altro, in ciò che è utile al racconto di questo viaggio. L’accento è posto sull’origine sociologica del racconto trasmesso oralmente. Tutte le fiabe avevano infatti un’origine popolare e, lungi dall’essere meri racconti per bambini, rappresentavano tradizionalmente una fonte di apprendimento anche per gli adulti; avevano inoltre una grande importanza per la vita della comunità, in quanto raccontavano alcuni aspetti del reale sotto le mentite spoglie di semplici storielle puerili. Il patrimonio narrativo delle favole si arricchiva costantemente poiché, com’è noto, i cantastorie modificavano spesso la narrazione, aggiungendo elementi di novità o mescolando gli episodi di una fiaba con un’altra, dando vita e origine a una storia tutta nuova.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Abarico
via dei Sabelli, 116 – Roma
giovedì 24 novembre, ore 21.00

Paolina
di Massimo Cusato
regia Massimo Cusato
con Massimo Cusato

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