Dell’uno e dei molti

Sabato 15 e domenica 16 maggio il Teatro Argentina ha riaperto il sipario anche sulla danza con la performance Parete Nord, interpretata dal gruppo mk.

Il coreografo Michele Di Stefano ha studiato e messo in connessione la relazione che può intercorrere tra il performer e l’immagine esterna del paesaggio inaccessibile – e quasi archetipico – della montagna.

L’esibizione gioca sul contrasto tra l’alternarsi di musica elettronica e canti corali, il buio totale intervallato dai flash luminosi intermittenti delle luci e, soprattutto, la coreografia puramente evocativa dei performers che si contrappone all’idea mitica della montagna, luogo “altro” in cui potersi identificare come gruppo o singoli.

Sul palcoscenico, d’altra parte, i movimenti spesso suggeriscono questo confronto tra il sé e gli altri, i passi di danza selezionati con cura da Di Stefano simulano spesso delle cadute dalle quali è possibile rialzarsi solo grazie alla mano dell’altro.

Tuttavia, sebbene la dinamica e serrata danza del gruppo, dalle sembianze a tratti rituali, generi e comunichi energia pura nella relazione con lo spazio è il paesaggio alpino a farsi protagonista della seconda parte dello spettacolo, ed è con esso che il singolo si relaziona alla montagna, al buio, la solitudine, a una neve che, quando ricopre il terreno, sembra simulare un paesaggio lunare, tra conquista e scoperta.

L’astrazione dei significati, le coreografie mai didascaliche, il minimalismo della scena e dei costumi pongono, nella prima parte dello spettacolo, l’attenzione sul corpo e sull’energia nei movimenti dei ballerini, mentre nella seconda sottolineano la solitudine del singolo e del suo rapporto individuale con la natura.

Parete Nord è un’esperienza non solo per i ballerini che ne fanno parte attivamente e la interpretano con i propri movimenti, ma anche per gli spettatori: l’apparente ripetitività ossessiva del primo segmento della narrazione stimola la percezione visiva, mentre contemporaneamente le musiche di Lorenzo Bianchi Hoesch coinvolgono la sensorialità uditiva senza che il fruitore, “distratto” dai continui movimenti sul palco, se ne accorga. Se all’inizio abituarsi alle luci intermittenti e ai forti suoni elettronici risulta difficile, a metà spettacolo sembra quasi impossibile farne a meno.

Oltre agli interessanti spunti tematici che motivano la coreografia, la performance si presenta quindi come un vero e proprio esercizio percettivo, stimolante per la vista, per l’udito, e che coinvolge agilmente lo spettatore per tutta la sua durata.

La coreografia è andata in scena
Teatro Argentina
Largo di Torre Argentina, 52 – 00186 Roma (RM)

Parete Nord
musica Lorenzo Bianchi Hoesch
coreografia Michele Di Stefano
con Philippe Barbut, Biagio Caravano, Francesco Saverio Cavaliere, Sebastiano Geronimo, Luciano Ariel Lanza, Laura Scarpini, Francesca Ugolini
disegno luci e direzione tecnica Giulia Broggi
45 minuti

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