Dario Brunori in-canta

Al Teatro Parioli di Roma, un concerto che accende i riflettori su Brunori e la sua musica. Una perla sia per i fan più accaniti sia per i neofiti dell’artista cosentino.

È nata una star?, tratto dal romanzo di Nick Hornby, con protagonisti Luciana Littizzetto e Rocco Papaleo, è un film ma – allo stesso tempo – una domanda che nasce spontanea mentre si assiste a un concerto di Brunori Sas. Lui, Dario, l’artista emergente della provincia di Cosenza, con il suo gruppo si impegna al massimo per togliere quel punto interrogativo.

Il sipario della penultima serata di Parioli in Musica – dedicata al cantautorato maschile italiano – si apre su un palco con tre sedie di legno e quattro ragazzi. Di Dario e della sua azienda sui generis inizialmente non vi è traccia. Suona invece la band di Artù, romano doc, strimpellatore di canzonette orecchiabili e dai titoli bizzarri e chilometrici, come La vecchia ha un dente di bronzo che a me sembra bianco perché sono sbronzo, e altre tematiche su abiti bianchi, altari e amori tra polli e galline. Poi arriva finalmente il tanto atteso turno della società in accomandita semplice – meno in crisi nell’Italia di Monti.

La tappa romana del tour Brunori senza baffi – nel frattempo ricresciuti – si presenta in vecchio stile, con il brano del primo album, Il pugile. A seguire, uno tra i brani strumentali che caratterizzano È nata una star?. Il successo derivante dalla colonna sonora non sembra aver avuto effetti evidenti: pur con qualche chilo e alcuni componenti della band in meno, Dario Brunori pare aver conservato il suo smalto di sempre riuscendo a non far sentire la mancanza dei suoi fedeli compagni di vita. Il concerto si svolge in acustica e in un insolito format. La voce e la chitarra del protagonista sono accompagnate da fiati e percussioni di Mirko Onofrio e dagli archi di Stefano Amato; tra gli assenti, il tastierista Dario della Rossa e la moglie Simona Marrazzo.

Ma ecco, finalmente, il celebre trinomio del secondo album: Fra Milioni di stelle, Lei lui Firenze, Una domenica notte, e il pubblico si emoziona. Immancabili, tra un pezzo e un altro, aneddoti sulla mamma, stereotipi sulla sua amata Calabria e sottili riferimenti all’attuale situazione lavorativa italiana. E allora, seppur per pochi istanti, anche la sua società va in crisi. «La Brunori Sas si trova in formazione ridotta per motivi economici», ironizza Dario, spiegando così la mancanza dei suoi fedeli colleghi e introducendo l’esibizione al violino della bravissima “stagista non retribuita” Lucia Sagretti.

A seguire, l’esecuzione de Il suo sorriso, senza l’abituale accompagnamento del cantautore Dente, ma resa altrettanto originale da un insolito codino finale con Kiss di Prince, che diverte il pubblico. L’asino e il Leone, Amore con riserva (OST), i classici Italian Dandy e Come stai lasciano intuire (almeno a coloro che lo conoscono bene) che il concerto sta per volgere al termine. E Dario si cimenta anche al pianoforte in una scatenata Rosa, mettendo da parte la sua chitarra.

Gli applausi interminabili richiedono un secondo bis che include un’intensa interpretazione di E non andar via, uno dei brani meno noti di Lucio Dalla. Con poca sorpresa, come nella più classica tra le scalette, nel finale si materializza il cavallo di battaglia Guardia ’82, che ispira altri applausi sinceri e meritati.

Tutti per Dario, incantatore anche di quello spicchio del Parioli che non lo conosceva e realizza per la prima volta che… è nata una star.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Parioli
Via Giosuè Borsi, 20 – Roma
lunedì 23 aprile, ore 21.00
Apertura Artù
Brunori Sas – Tour acustico

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