Il teatro che non trovi sui manuali

civico-teatro-la-speziaA Fuori Luogo cinque giorni di laboratorio sull’attore e il mestiere della recitazione e una lezione-spettacolo su Eduardo De Filippo: Parole Imbrogliate. Massimiliano Civica con caparbia semplicità ci indica la luna.

Una lezione-spettacolo, ossia un’ora di tempo trascorsa seduti, guardando una scena vuota e un attore che imbastisce una (godibile, piacevole, istruttiva e divertente) lezione su Eduardo de Filippo. Lezione che, in realtà, arriva come uno spettacolo in piena regola, nella misura in cui dà espressione a un pensiero, una poetica ed emozioni, attraverso aneddoti e letture sul grande autore napoletano.

Il pubblico apprende così che De Filippo era il genio che aveva sempre ragione – anche quando aveva chiaramente torto – che combatteva per difendere la necessità di comunicare, di entrare in relazione attraverso la parola e il dialogo, che ha agito e servito il teatro con rigore, talvolta crudeltà, pagata dagli altri ma, soprattutto, in prima persona.

Perché “il Teatro è gelo”; è lavoro, lavoro, lavoro, e ancora lavoro che non lascia quasi neanche il tempo di goderne, di gioire delle soddisfazioni e del frutto delle proprie fatiche.

Teatro che è uno solo, non diviso in generi (di ricerca, commerciale e così via) ma Teatro e basta, ossia quello che si riconosce a pelle, a pancia, a sensazione, nel momento in cui lo si incontra. Ma allora come trasmetterlo, diffonderlo e difenderlo quando lo si incontra?

Come servirlo, ognuno secondo il suo ruolo – di attore, regista, direttore e critico? E, infine, domanda fondamentale: come potrebbe il pubblico servire il teatro? O, forse, il pubblico è l’unico elemento a cui il teatro deve servire a qualcosa?

Questo ci ricorda la valenza non solo sociale o meramente psicologica del Teatro – fattore semplicistico e secondario – ma quella, essenziale e universale, di sondare ed elaborare i misteri più profondi della nostra esistenza.

D’altronde, chissà perché quando si sentono parlare i grandi artisti – da Eduardo a Chaplin e al suo Luci della ribalta – il mondo dello spettacolo è raccontato, sempre e prima di tutto, come sacrificio e sofferenza. Si sa ed è banale dire che la vita è sofferenza, che ogni lavoro fatto con passione consuma, e che le scelte che si fanno si pagano. Ma per l’Arte – con la A maiuscola – il discorso è diverso, perché i veri artisti sono torce che bruciano per dare luce a tutti, parlare a nome di tutti, cantare il dolore di tutti. Incompresi ai più, privi del riconoscimento e, soprattutto, del rispetto che meriterebbero. Altro mistero dell’umanità.

L’industria della cultura, i tagli del ministero ai fondi pubblici, la diseducazione degli spettatori allo spettacolo dal vivo, sono pericolosi non perché uccidono il Teatro – che ne ha viste di peggio e non ne morirà di certo – ma l’uomo, il suo sentire e il suo spirito: gli tolgono la dignità nell’ottundere la passione, il desiderio, quella sete che Socrate associava a Eros e alla Sapienza.

Pigri porci nell’isola di Circe, ascoltate l’allarme! La lezione-spettacolo di Civica colpisce quasi a tradimento, perché il pubblico non presta attenzione alle lezioni se può evitarlo. Ma le parole e gli insegnamenti più importanti vanno trasmessi e le pillole si possono addolcire e camuffare. Massimiliano invita ad ascoltare la storia del teatro, il senso del genio, e ci fa venire voglia di conoscere meglio Eduardo De Filippo. Perché questa è la direzione giusta da seguire ed è uno dei pochi modi che abbiamo per dare o trovare un senso al nostro passaggio.

La lezione-spettacolo è andata in scena all’interno di Fuori Luogo:
Centro Giovanile Dialma Ruggiero

via Monteverdi, 117 – La Spezia (SP)
sabato 23 gennaio, ore 21.15

Parole Imbrogliate
lezione-spettacolo su Eduardo De Filippo
di e con Massimiliano Civica
produzione Atto Due

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