Noi non balliamo da soli

Si è tenuto all’Opificio di Roma il Convegno Passaggio performativo: ipotesi per una visione sulla danza contemporanea in Italia, una due giorni incentrata sulla situazione attuale della danza contemporanea in Italia e sui suoi futuri auspicabili sviluppi.

Organizzato da CORE-Coordinamento di Danza Contemporanea e Arti Performative del Lazio e realizzato in collaborazione con la quinta edizione della rassegna Teatri di Vetro, Fondazione Romaeuropa e dell’Assessorato Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio, il Convegno Passaggio performativo: ipotesi per una visione sulla danza contemporanea in Italia si è svolto il 26 e il 27 maggio presso l’Opificio di via dei Magazzini Generali a Roma. Ha visto la partecipazione di artisti, coreografi, rappresentati delle istituzioni pubbliche, critici ed addetti alla programmazione di eventi nelle principali realtà italiane. Sono stati proprio questi ultimi i protagonisti della seconda parte del Convegno, in cui sono state esaminate le caratteristiche e le dinamiche presenti oggi nel sistema dell’impresa culturale relativa all’arte coreutica sperimentale e contemporanea.

Ad aprire i lavori è stata Danila Blasi, presidente del CORE, che ha introdotto Francesca Bernabini, presidente di Federdanza Agis e direttore responsabile del mensile DanzaSi, Roberto Casarotto, membro del Centro per la Scena Contemporanea Operaestate Festival Veneto, Gemma Di Tullio, del Teatro Pubblico Pugliese, Franca Ferrari, presidente di c-Dap Lombardia, e Roberta Scaglione, di PAV, società indipendente che collabora con artisti e istituzioni nell’ideazione e realizzazione di progetti culturali. Nel corso del convegno c’è stato anche un intervento in video dell’Assessore per la Cultura ed il Turismo della Regione Puglia Silvia Godelli.

Maggiore soluzione di continuità negli spettacoli proposti e collaborazione fra diverse realtà regionali, necessità di una gestione più equilibrata dei fondi da destinare all’organizzazione di eventi, ricerca di spazi alternativi ai grandi teatri per gli allestimenti degli spettacoli, consolidamento del rapporto fra programmatori ed artisti già “sperimentati”, unita ad una più assidua ricerca di talenti fra le nuove generazioni di coreografi e artisti, e anche un esempio da seguire, quello del piccolo comune di Bassano Del Grappa che, grazie a un’amministrazione comunale “illuminata” e all’impegno degli organizzatori culturali, sta già ampliando i propri scenari verso dimensioni extra-nazionali: queste le tematiche più affrontate durante il convegno dagli oratori i quali, pur riconoscendo la difficoltà che sta attraversando il mondo della danza e del teatro sperimentale negli ultimi anni e soprattutto – paradossalmente – in grandi città come Roma e Milano, hanno già tracciato delle linee guida da percorrere per delineare un possibile futuro della danza contemporanea nel nostro paese.

Riguardo all’ “effetto Pisapia” che in questi ultimi giorni impazza in blog e social network, e sembra ormai diventato un must fra il popolo della rete, proprio Franca Ferrari, presidente di c-Dap Lombardia, ha auspicato una ventata di cambiamento nelle fila dell’amministrazione comunale, sperando in una riabilitazione dell’arte contemporanea e sperimentale in tutti i suoi aspetti.

Il convegno si è svolto:
Opificio
via dei Magazzini Generali, 20/a – Roma
giovedì 26 e venerdì 27 maggio

Passaggio performativo: ipotesi per una visione sulla danza contemporanea in Italia

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