Restare? Partire? Vivere

zonak1Il neo-nato duo Rinoceronte-Frost inaugura la prima regia professionale con Passando oltre le finestre aperte, dal 27 al 29 settembre presso Zona K. Un testo complesso e volubile che si confronta con grandi tematiche esistenziali.

L’eterno dualismo tra bene e male. La crescita e l’acquisizione di una coscienza critica, propria dell’essere umano maturo. La lotta tra innocenza e crudeltà. Sono queste alcune tra le tematiche affrontate dal testo che Paolo Pio e Michele Lucchetti (il duo registico Rinoceronte-Frost) mettono in scena, sulla scia di una folgorazione avuta, leggendo Far away della drammaturga inglese contemporanea Caryl Churchill.

La drammaturgia del testo (tradotto da Lucchetti, che ha poi lavorato all’adattamento con Pio) si evolve di pari passo alla crescita della protagonista: il primo atto – di genere verista – mette lo spettatore di fronte alla di lei scoperta del male all’interno delle mura domestiche – tra uno zio carnefice, capace di violenze misteriose, e una zia pericolosamente connivente. Nel secondo atto la bambina si è fatta donna ma, proprio quando tutto dovrebbe essere gioia ed entusiasmo, i contorni della realtà iniziano a vacillare: la giovane donna, modista alle prime armi, scopre che il male e la sofferenza possono nascondersi, ancor più subdolamente, dietro un mondo patinato e rutilante quanto quello della moda. Il terzo e ultimo atto, infine, dirompe con la forza del teatro dell’assurdo: la violenza assume le forme di un’apocalittica guerra di tutti contro tutto, uomini contro animali, forze della natura contro esseri viventi, delle più diverse forme e tipologie, tanto da arrivare a scoprire che “i gatti sono passati dalla parte dei francesi” o che “i dentisti lettoni stanno con i coccodrilli”.

La scenografia, nella sua semplicità, è intelligente e pratica: con pochi elementi che rimangono sempre in scena (cambiando posizione da un atto all’altro) il duo sa evidenziare sia il senso di continuità, sia l’evoluzione di un individuo che si forma all’interno di un mondo mutevole e caotico; così come la trovata del filo rosso, incrociato tra le colonne del proscenio, ricrea una metafora visiva calzante del fil-rouge che segna l’intera pièce: la violenza come forza dominatrice e, allo stesso tempo, gabbia dei rapporti umani.

In alcune dinamiche la regia rimanda a grandi artisti, quali Loach e Greenaway: lo stesso duo ammette di essersi ispirato ai maestri cinematografici britannici nella scena centrale dello spettacolo – ossia quella del gioco tra i due giovani protagonisti – e nei movimenti geometrici caratteristici di alcuni passaggi allegorici.

La recitazione risulta, a tratti, lenta e statica – in quanto deve rendere il senso di angoscia e d’impotenza proprio del testo. Gli attori, dal canto loro, sono abili nell’interpretare questo stato: sia Desirée Maja sia, in particolar modo, i due giovani, Safia Kerfa e Saverio Trovato – credibili e autentici nell’evoluzione dei personaggi, dalla giovinezza all’età matura, senza mai cali di energia o di tensione e, soprattutto, in grado di gestire bene i passaggi da un quadro all’altro evitando di perdere la coerenza di un testo tanto difficile.

Va detto che alcuni passaggi rimangono tuttavia oscuri, o almeno poco chiari – dato che è il testo stesso a essere sibillino. Ripensandoci, però, ci si chiede se, nella vita, tutto sia comprensibile e immediato.

 

Lo spettacolo è andato in scena:
Zona K 
via Spalato, 11 – Milano
da venerdì 27 a domenica 29 settembre
 
Passando oltre le finestre aperte
ispirato al testo Far away di Caryl Churchill
traduzione Michele Lucchetti
adattamento e regia Michele Lucchetti e Paolo Pio
con Desirée Maja, Safia Kerfa e Saverio Trovato
con la collaborazione del coreografo Costantino Pirolo

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