Domenica 15 luglio, terza giornata per Collinarea Festival 2018. Dopo aver scaldato i motori nei giorni scorsi con presentazioni, incontri, concerti e lo storico spettacolo di Scenica Frammenti, R&G Romeo e Giulietta il musical, nella serata di domenica si entra a pieno regime con tre eventi in programma: Io Parto di Elena Colombo, L’imbroglietto – Variazioni sul tema di Compagnia Habitas e La compagnia della Malablatta de I Figli di Priamo.

Il Collinarea Pop, gratuito per tutti ma a uscita consapevole (ovvero a offerta libera post-spettacolo) mostra in questa serata le sue diverse declinazioni, con scelte interessanti sia per la combinazione ma anche per le singole proposte.
Alle ore 20.00 al Castello dei Vicari (location che da sola ruba la scena a qualsiasi evento, nel bene e nel male), Elena Colombo presenta Io Parto, uno spettacolo che, nella sua semplicità, dà da pensare. Prima sfida: tratta un tema complicato come quello del parto (con i suoi processi e momenti fisiologici), con il rischio quindi di cadere o in cliché o in contenuti superficiali, conformisti, convenzionali – dal mito della maternità, ai must del dare alla luce e alle diverse verità della vita. Con semplicità, umorismo, la storia è al contrario occasione per giocare sui vari aspetti di questa condizione, ma soprattutto problematizzare e puntare il dito sul modo in cui la stiamo vivendo. Una frase su tutte colpisce come un pugno: «è nata mia figlia e io non me sono accorta».
E veniamo, quindi, alla seconda sfida, ovvero il parlare dei modi “alternativi” di partorire. Argomento scottante e controverso. Un argomento serio che sfugge allo spazio limitato di una recensione, ma che varrebbe davvero la pena continuare ad approfondire e sul quale Io parto ha il pregio di sollevare dubbi. Un invito al pensiero che, come un filone sotterraneo, scorre sottotesto, e nutre uno spettacolo dallo stile delicato e leggero, ironico, arricchito da citazioni pop che suscitano la risata. La recitazione è discreta, anche se appare ancora un po’ acerba, immatura, e ha una cadenza che a lungo andare si fa quasi monotona – nel senso letterale – pur senza annoiare.

Il secondo appuntamento della serata è con la Compagnia Habitas e L’Imbroglietto – Variazioni sul tema, omaggio a Karl Valentin e Liesl Karlstadt, e anche in polemica con l’attuale sistema teatrale (aspetto presente solo all’inizio, nei primi, spassosi minuti affidati alla voce artificiale).
In questa sorta di esercizio di stile alla Queneau, dopo alcune ripetizioni, che servono a far decantare il materiale, emergono in primo piano due aspetti: da un lato, si impongono al pubblico gli elementi di base della tecnica attorale, ovvero l’uso del corpo, della voce e della parola; dall’altro, si vive un effetto di stordimento e confusione, generato dal non senso e dall’assurdità di ciò che i due fanno in scena: quasi due bambini che giocano come matti, facendolo – deliberatamente, senza vergogna, imbarazzo o ritegno – davanti a un pubblico.
L’Imbroglietto – Variazioni sul tema è la prima proposta selezionata attraverso il Bando Collinarea 2018, a sostegno di quelle compagnie che non ricevono finanziamenti pubblici, in questo caso Habitas, gruppo romano molto giovane, sia per l’età dei suoi membri, sia per la formazione. Nell’assistere allo spettacolo e nel leggere il loro materiale traspare l’intelligenza, la preparazione tecnica del gruppo, la voglia irriverente e determinata di esprimersi e agire. Nonostante L’Imbroglietto susciti diverse perplessità, incuriosisce rispetto alla futura evoluzione della Compagnia.

Ultimo appuntamento della serata è con I figli di Priamo e La compagnia della Malablatta. Sulla scorta di Boccaccio e dell’Armata Brancaleone, i quattro personaggi in scena sono gli scalcinati protagonisti di un viaggio verso Gerusalemme. Un’ora circa di canzoni, interazione e improvvisazioni con il pubblico, che ride e partecipa di gusto.

Tre declinazioni e proposte, quindi, tre variazioni sul pop: dal semi-tradizionale con Io Parto, alla provocazione assurda de L’imbroglietto (forse, in realtà, meno pop di quanto non dichiari), al popolare e più sfrenato de La compagnia della Malablatta.
E proprio riguardo quest’ultimo, chiudendo magari un occhio per quanto riguarda la qualità, ci viene da chiedere, un po’ provocatoriamente: per un Festival che si dichiara pop (e che, durante la stessa serata, ha presentato lavori così diversi fra loro) uno spettacolo in cui il pubblico si diverte così tanto non è comunque un successo?

Elena Colombo
Elena Colombo – Io parto
I Figli Di Priamo
I Figli Di Priamo – La compagnia della Malablatta

Gli spettacoli sono andati in scena nell’ambito di Collinarea Festival 2018:
Lari, varie location
domenica 15 luglio, ore 20.00
Castello
Elena Colombo in:
Io parto
di e con Elena Colombo

ore 21.00
piazza Vittorio Emanuele
Habitas presenta:
L’imbroglietto – Variazioni sul tema
con Livia Antonelli, Valerio Puppo e un MacBook
testo e regia Niccolò Matcovich

ore 22.00
piazza Matteotti
I Figli di Priamo presentano:
La compagnia della Malablatta
testo Federico Guerri
regia Daniele Milano
con Elisa Selmi (attrice e circense), Fabio Magnani (attore), Alessandro Francesco Poletto (attore e musicista) e Daniele Milano (attore e circense)

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