La “fame di verità” è una delle tragedie più grandi

teatro_franco_parenti[1]Il Teatro Parenti ospita un’affascinante e dolceamara versione dell’atavica diatriba tra verità e menzogna.

Dire la verità sempre e comunque, per quanto dolorosa possa essere, o mentire per non far soffrire le persone a cui teniamo. È questo il dilemma alla base di Peperoni difficili – ottima pièce scritta, diretta e interpretata da Rosario Lisma – che, dopo i sold out registrati nelle ultime due stagioni torna ad animare il Teatro Parenti di Milano.
Un giovane parroco di provincia, don Giovanni, sua sorella Maria, missionaria in Africa e fervente cattolica, Filippo, tenero bidello/allenatore di calcio un po’ appesantito nel fisico e nella mente, e suo fratello Pietro, analista finanziario tanto brillante quanto sfortunato e inconsapevole di essere spastico, sono i personaggi attorno ai quali la vicenda prende forma.
Il ritorno inaspettato di Maria nel piccolo paese natale getta un po’ di scompiglio nella vita placida e abitudinaria di Giovanni e in quella di Filippo e Pietro, amici del sacerdote. Il velo di piccole e grandi bugie dette a fin di bene che i tre amici hanno saputo tessere negli anni viene irrimediabilmente squarciato da Maria, convinta sostenitrice della “verità a ogni costo”. Ben presto, però, i quattro amici dovranno fare i conti con i propri difetti e guardare in faccia la verità, ognuno a suo modo.
Con il suo arredamento semplice e spartano, l’accogliente cucina del parroco diviene allora lo spazio fisico – e spirituale – in cui i protagonisti si misureranno con le proprie differenze e i diversi modi di vedere la vita, tutti validi a modo proprio, nessuno vero, nessuno falso.
Attraverso il dipanarsi della storia, scopriamo che Maria, così perfetta e altruista, indissolubilmente legata alla vita del “suo” villaggio in Africa, ai suoi costumi e alle sue pietanze dal nome impronunciabile e dalla preparazione complicatissima, nasconde dentro di sé sentimenti e difetti che caratterizzano la maggior parte degli esseri umani, come l’invidia e la superbia. Don Giovanni, dal canto suo, vacilla di fronte a sua sorella, apparentemente così irreprensibile, che sembra conoscere meglio di lui persino i dettami della fede, alla base del suo “lavoro”, e si riscopre nuovamente invidioso come quando da piccoli lei era la figlia prediletta dai loro genitori.
Filippo, che non si dà pace per essere stato abbandonato da sua moglie, deve suo malgrado imparare ad accettare che la vita va avanti – anche senza di lui – e Pietro, che sembra non avere assolutamente coscienza della sua disabilità, si ritrova improvvisamente a dover guardare se stesso con occhi nuovi.
I peperoni difficili che danno il titolo all’opera altro non sono che le verità “indigeste” con cui ciascun personaggio si troverà, prima o poi, a fare i conti.
Accettare queste verità, abbracciarle e renderle parte di sé, può costituire una via, ma non sempre la più giusta. A volte, invece, una bugia detta a fin di bene può salvare un’anima fragile dallo sconforto più buio, una piccola menzogna può alleggerire l’animo di chi la ascolta, appesantendo il cuore di chi si trova a dirla. Un peso reso però più sopportabile grazie all’amore che ci lega gli uni agli altri e che ci fa mentire per proteggere quando la verità può soltanto ferire.
Lisma e i gli ottimi interpreti della pièce non disattendono le aspettative del pubblico in sala, confermando il buon amalgama di dramma e commedia presente nel testo che, nonostante alcuni passaggi eccessivamente appesantiti e rallentati, rimane convincente e di grande presa sullo spettatore.
Grandi temi attuali come il Terzo Mondo, la guerra e la miseria riecheggiano da lontano nei drammi personali dei protagonisti, facendo in qualche modo da cornice alla commedia umana che prende corpo sul palcoscenico. La disabilità di Pietro, così brillante, colto e ironico, che sulle prime suscita affettuosa ilarità nel pubblico, trova alla fine il giusto spazio nella pièce e assume un ruolo centrale nella sua conclusione.
All’iniziale ilarità subentra allora un velo d’amarezza, un’ombra di dispiacere che accompagna lo spettatore mentre abbandona la sala, facendolo riflettere sulla reale utilità di vedere sempre tutto bianco o nero, quando invece una sfumatura, una lieve increspatura nella scia limpida di ciò che è “realmente vero”, può servire a dare a qualcuno la forza di andare avanti.

Lo spettacolo continua
Teatro Franco Parenti
Via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino a domenica 11 ottobre
martedì ore 20.00 – mercoledì e venerdì ore 19.15 – giovedì ore 20.30 – sabato ore 21.00 – domenica ore 16.00

Peperoni difficili
testo e regia Rosario Lisma
con Anna Della Rosa, Ugo Giacomazzi, Rosario Lisma, Andrea Narsi
scene e costumi Eleonora Narsi
luci Paola Tintinelli e Luigi Biondi
musiche Gipo Gurrado
Produzione Teatro Franco Parenti in collaborazione con Jacovacci e Busacca

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