La beffa dei superpoteri

elfo-pucciniAl Teatro Elfo Puccini, va in scena il disagio sociale americano raccontato dallo scrittore Raymond Carver.

L’artista e le sue riflessioni; (finti) eroi e (vere) persone normali; frammenti di vite e ricordi. Per favore niente eroi – in scena al Teatro Elfo Puccini fino al 9 marzo – rappresenta una bella analisi della complessa società americana contemporanea, di cui emergono i sentimenti, i problemi, le tensioni, le frustrazioni. Lo spettacolo è ispirato ai racconti di Raymond Carver, scrittore considerato il capostipite del minimalismo letterario e autore capace di narrare la semplice e spesso disperata vita dei cittadini americani di provincia. Ma in quelle storie Carver riversa molte delle sue esperienze, dai rapporti con la famiglia alle difficoltà finanziarie, dai problemi con l’alcol alla passione per la scrittura.

Un ottimo Corrado Accordino – anche regista dello spettacolo – interpreta il personaggio dello scrittore, il quale si presenta in scena con giacca, jeans e cappellino e si rivolge allo spettatore, raccontando di se stesso con aria fortemente dimessa e mostrandosi timido, emozionato e insicuro. Un sorprendente colpo di scena iniziale dà una scossa allo spettacolo e avvia la presentazione dei diversi personaggi. Il palco è suddiviso in cinque settori nei quali prendono vita singolarmente differenti storie che si sviluppano attraverso brevi scene, accompagnate da musiche tipicamente americane che spaziano dal rock al jazz, dal pop al punk.

Ogni storia è identificata da un colore specifico delle luci (il rosso, il viola, il giallo-seppia, l’azzurro) ed avviene al di là di tapparelle veneziane che vengono alzate e abbassate dagli stessi attori e che diventano l’elemento scenografico più significativo dello spettacolo.

Trovano espressione, quindi, situazioni di normale degenerazione: matrimoni a pezzi, il problema dell’alcolismo, la frustrazione per un lavoro poco soddisfacente, l’assurdità dei piccoli e inutili furti, le telefonate erotiche di una mamma a cui si rivolge, nella sua solitudine, un uomo mascherato da Iron Man e vestito in maglietta e pantaloncini corti. Non è l’unico supereroe a cui si accenna: nell’ultimo confronto con la ormai ex moglie, un uomo veste una t-shirt con l’immagine di Spider Man che cerca in qualche maniera di coprire chiudendosi la giacca. È un uomo colpevole, disilluso, con poche speranze, senza forze e senza superpoteri.

Le immagini dei supereroi, così, diventano futili, inutili, insignificanti, addirittura ridicole. L’uomo che gioca a essere Iron Man è pateticamente attaccato alla cornetta telefonica per ascoltare la voce sensuale di una donna, dimostrando il forte e beffardo contrasto tra immaginazione e realtà. In uno dei cinque spazi si mantiene seduto Accordino nei panni di Carver.

Tra una storia e l’altra interviene, riportando a galla esperienze e ricordi di una vita ed esprimendo proprie considerazioni sulla realtà. È immerso in una luce verde malinconica, gesticola costantemente, si sistema di continuo il cappello, mantiene sempre lo sguardo basso, fino a quando, alla fine, si alza e sbircia anche lui attraverso le tendine: è lo sguardo dell’artista che osserva il mondo e lo descrive attraverso la sua arte.

Carver, coi suoi racconti, fa emergere situazioni quotidiane di socialità americana degradata e decadente. Un mondo in cui non ci sono eroi ma persone normali alla ricerca, semmai, di una normalità eroica.

Lo spettacolo continua
Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires 33, Milano
Fino al 9 marzo
da martedì a sabato ore 19.30; domenica ore 15.30.
 
Per favore niente eroi
Ispirato ai racconti di Raymond Carver
Drammaturgia e regia Corrado Accordino
Assistente alla regia Valentina Paiano
Scene e costumi Maria Chiara Vitali
Con Corrado Accordino, Daniele Ornatelli e Alessia Vicari
Produzione La danza immobile

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