L’insostenibile pesantezza dell’essere

teatro-era-pontedera2[1]Torniamo a parlare di Perché non ballate? – dopo il debutto a Collinarea dell’estate scorsa – in quanto riproposto, in questi giorni, sul palco del Teatro Era. Tra molte luci e qualche ombra, uno spettacolo che ha le potenzialità per lasciare un segno.

Carver è l’essenza dell’assenza. Minimalista, prosciugato all’osso, dotato di uno spleen feroce, nelle sue storie l’anaffettività, l’infelicità gratuita, la pochezza umana si perdono in quel mare di ossessioni così ben dipinte delle linde, ordinate periferie bianche di un’America middle class che, al cinema, abbiamo conosciuto in tanti film, come Edward Mani di Forbice, Paranoid Park o American Beauty – prosciugati però dai loro discorsi, più o meno verbosi, dalla fantasia malinconica di un Tim Burton, dalla simpatia umana di un Gus Van Sant.
Questo Carver, sbocconcellato come a lui stesso sarebbe probabilmente piaciuto, emerge ora su un palco, attraverso tre storie parallele: quelle di Frank ed Emma, a venti, quaranta e (lei sola, dato che il marito muore prima) a sessant’anni; del figlio Max; e di Larry, che vive nel ricordo della moglie morta in un’inondazione che, per un italiano, sembra rimandare alla tragedia del Vajont.
Tra le molte luci dello spettacolo, una scenografia funzionale e vagamente bartoniana – per i colori ma anche per l’uso surreale dei topolini; l’eccellente prova attorale di Roberto Capaldo e un deciso miglioramento di Michele Altamura che diventa personaggio credibile, spingendo il piede sull’accelerazione drammatica e discostandosi da quella leggerezza poco consona al testo che si riscontrava a Lari; la poesia silenziosa della coppia formata da Larry (ancora Altamura) e sua moglie, per i quali sono inutili anche i due brevi monologhi perché è nel gesto e in quella danza macabra finale che trovano piena espressione; e infine un testo che, sebbene ancora troppo spiegato – si potrebbe tagliare, ad esempio, la risposta di Emma allo sfogo del figlio ma anche altre spiegazioni potrebbero essere prosciugate, in stile non-detto alla Carver – mostra una ferocia propria di un mondo dove è bandita ogni felicità (come afferma lo stesso Max).
Le ombre ci paiono essere un ritmo ancora non sufficientemente drammatico e tirato, al quale Di Luca ci ha invece abituati, e la recitazione della protagonista, Silvia Tufano, che se è credibile a vent’anni, lo è meno a quaranta (il suo “pum”, che vorrebbe squarciare il velo e mostrarci l’orrore di una morte improvvisa, è a volte accolto dal pubblico con una risata: quasi fosse una barzelletta). Anche la sessantenne – piegata, incancrenita, resa acida da una vita spesa illudendosi che altrove le cose cambieranno, tra scatoloni e ricordi di maniera, che continua a ripetere di voler “solo morire” perché, come tante madri divoratrici è fondamentalmente invidiosa del proprio figlio in quanto lui ha ancora, forse, una possibilità di essere felice, un futuro – ebbene quella donna dovrebbe avere il carisma, la forza e la tragica maturità di una Beatrice Schiros (che abbiamo recentemente apprezzato in Thanks for Vaselina dello stesso Di Luca), ma non può essere interpretata da una giovane attrice che, di quella ferocia – sia per età sia forse per temperamento – non possiede quasi nulla.


Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Era

Parco Jerzy Grotowski – Pontedera (Pisa)
da venerdì 31 ottobre a domenica 2 novembre -
da venerdì 7 a domenica 9 novembre – da venerdì 21 a domenica 23 novembre
- da venerdì 5 a domenica 7 dicembre, orari diversi

Perché non ballate?
liberamente ispirato ai racconti e poesie di Raymond Carver
drammaturgia Gabriele Di Luca
regia Anna Stigsgaard
con Michele Altamura (Frank/Larry), Roberto Capaldo (Max), Catia Caramia (moglie morta), Silvia Tufano (Emma)
voci Michele Cipriani, Alice Maestroni, Francesco Puleo, Tazio Torrini
scene e luci Erica Artei
allestimento Stefano Franzoni
direzione tecnica Sergio Zagaglia
sarta Patrizia Baccari
foto Simone Rocchi
produzione Fondazione Pontedera Teatro
Si ringraziano per la collaborazione Massimo Battaglini, Chiara Lazzeri
e Daniele Belli, Andrea Bettaglio, Alice Casarosa, Chiara Costanzelli, Ernesto Giorgietti, Anna Rosa Mannucci, Rosella La Bruna, Irene Rametta, Daniele Tamberi

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