Essere o non essere…

Al Teatro Ambra Jovinelli, l’irresistibile Virginia Raffaele è la protagonista di Performance, uno spettacolo con la regia di Giampiero Solari, che attraverso tanti volti racconta il nostro paese tra ossessioni e voglia di emergere. In scena fino al 28 febbraio.

Virginia Raffaele aveva già avuto modo di mostrare il suo talento in trasmissioni come Amici, Quelli che il calcio e Servizio Pubblico, ma durante l’ultimo Festival di Sanremo è stata una vera rivelazione. Per quattro serate ha, infatti, affiancato Carlo Conti alla conduzione vestendo i panni di Sabrina Ferilli, Carla Fracci, Donatella Versace e Belen Rodriguez e regalando, tra una canzone e l’altra, momenti letteralmente esilaranti.
Proprio alcuni di quei personaggi, nati sul piccolo schermo, fanno per la prima volta parte di questo spettacolo, dal titolo Performance, che la Raffaele, anche autrice insieme al regista Giampiero Solari, a Piero Guerrera e Giovanni Todescan, porta in scena all’Ambra Jovinelli fino al 28 febbraio e che ha già registrato il tutto esaurito per ogni replica.

È lo sguardo inquisitore e autorevole di Marina Abramović ad aprire lo spettacolo e a catturare subito gli spettatori curiosi, che hanno riconosciuto la straordinaria comica romana negli occhi dell’artista serba.
Colei che si autodefinisce Grandmother of performance art, dialoga così con Virginia imprigionata in un gioco di specchi costituito all’interno della scenografia di tanti pannelli video, un escamotage utilizzato per permettere all’unica protagonista di essere presente sul palco con innumerevoli volti in pochissimi minuti.
La forza di Virginia Raffaele è quella di riuscire a entrare anche nell’anima del personaggio imitato, calandosi in una metamorfosi che impressiona per la bravura. Un talento come pochi, pari forse solo a quello di Loretta Goggi, prima grande imitatrice donna in Italia.
Ecco allora che il teatro restituito nell’anagramma «tetro», pur mancando la “a”, per la criminologa Roberta Bruzzone, che con una lingua di serpente imbratta di rosso la scena (del crimine) citando prima una canzone della Carrà e poi di Tiziano Ferro; è satira politica con l’imitazione di Francesca Pascale e i suoi intrallazzi con Berlusconi; diventa gossip a tutti gli effetti con una Belen mozzafiato, che arriva in platea a sconvolgere il pubblico tra innumerevoli flash; sostituisce alla paura di invecchiare i ricordi di una Vanoni irresistibile, che si cimenta con canzoni moderne come Maria Salvador di J-Ax, mentre racconta le sue esperienze erotiche.

Uno spettacolo ben costruito che racconta sarcasticamente l’Italia attraverso personaggi e persone. Sì, perché nel repertorio dell’artista romana c’è anche spazio per figure di fantasia come la poetessa trans Paula Gilberto Do Mar e per Giorgiamaura, ideale concorrente di un talent targato De Filippi, che fa suo lo slogan «Ho un sogno e voglio sognare, ho un obiettivo e voglio obiettare».

All’interno di Performance, ovviamente, non può mancare la signora della danza per eccellenza, ovvero Carla Fracci, che tanto successo ha riscosso nella seconda puntata del 66° Sanremo, e che sul palcoscenico romano vorrebbe le chiavi della città. Un’ora e mezza sorprendente in cui durante i saluti finali, quando sarebbero attese per raccogliere gli applausi le tante donne dello spettacolo e invece ad apparire è solo lei, quasi nuda e cruda, Virginia Raffaele dopo aver tolto anche l’ultima maschera. È lei stessa a dubitare chi sia realmente, ma sulle sue doti non c’è alcun dubbio, resta solo da esclamare, come farebbe la Rodriguez, «Oh mio Dio!».

Lo spettacolo continua:
Teatro Ambra Jovinelli

via Guglielmo Pepe, 45 – Roma
fino a domenica 28 febbraio
orari: da martedi a sabato ore 21.00, domenica ore 17.00
(durata 1 h e 30 minuti senza intervallo)

ITC presenta
Performance
di Virginia Raffaele, Giampiero Solari, Piero Guerrera, Giovanni Todescan
regia Giampiero Solari
con Virginia Raffaele
luci Marcello Jazzetti
musiche Teo Ciaverella

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