Due libri che surfano tra realtà e iperrealtà

Bologna, giovedì 3 settembre, LabOratorio San Filippo Neri. Nell’ambito della nona edizione del Festival ideato e diretto da Nicola Pianzola e Anna Dora Dorno, sottotitolato quest’anno Superare i confini, si è tenuta nella stessa serata la presentazione di due libri dedicati al teatro – e non solo.

Dopo una breve introduzione di Instabili Vaganti (Pianzola e Dorno) che hanno auspicato, per il prossimo futuro, un ritorno del pubblico nelle sale e che si superi al più presto una situazione tuttora difficile – dovuta al Covid 19 e alle misure per contrastare la pandemia – ha preso la parola Anna Maria Monteverdi, autrice di Leggere uno spettacolo multimediale (Dino Audino Editore).

La nuova scena tra videomapping, interaction design e intelligenza artificiale è indagata grazie a una serie di domande poste a Monteverdi dalla giornalista Simona Maria Frigerio – confronto preceduto da un video, Transiency Videomapping, molto interessante, e che mostra uno tra i primi, riusciti tentativi di videomapping artistico, dove tale tecnica, applicata all’animazione della facciata di un edificio, mostra un felice connubio tra immagini e musica e un procedere dell’azione di genere narrativo. Nel corso dell’intervento, Monteverdi precisa che, pur essendo il video del 2014, e l’evoluzione in questo campo velocissima, rimane comunque un buon esempio di come la visual art non sia fine a se stessa ma in grado di integrarsi con linguaggi e discipline per produrre uno spettacolo originale.

Leggere uno spettacolo multimediale, uscito a febbraio, è alla sua prima presentazione in persona – per le note vicende – ma ha già riscosso molto interesse vendendo oltre duecento copie (un successo per un manuale dedicato a un preciso settore, quello teatrale, già di per sé di nicchia). Monteverdi ci ha tenuto, però, a precisare che, contrariamente a quanto si crede, quest’arte – nelle sue svariate forme – nasce dall’applicazione innovativa di tecniche e strumenti che provengono da altri settori, come quello dei videogiochi, e incuriosisce molto più di quanto si pensi, oltre a essere nota anche a coloro che non vanno a teatro – sebbene in modo superficiale.

Alla domanda della giornalista sulla conoscenza delle applicazioni multimediali al teatro, in ambito accademico, Monteverdi ha fatto notare come, specialmente in Italia, nonostante ci siano diverse pubblicazioni al riguardo (circoscritte però all’uno o all’altro aspetto, e non alla complessità del fenomeno), la materia abbia bisogno di ulteriori approfondimenti e, proprio per questo, ha ideato la nuova rivista dell’Università degli Studi di Milano, Connessione Remote, Artivismo Teatro e Tecnologia in omaggio a Giacomo Verde (uno tra i pionieri di quest’arte insieme teatrale e figurativa, recentemente scomparso).

Passaggio di testimone. Il secondo libro è The Global City, In viaggio nella città globale – scritto da Simona Maria Frigerio (con in più le note di regia di Anna Dora Dorno e il testo drammaturgico originale di Nicola Pianzola), dedicato a sette anni di vita e lavoro di Instabili Vaganti in giro per il mondo. Il libro, edito da Cue Press, è presentato dallo studioso Enrico Piergiacomi (che ne firma anche l’introduzione).

Ci troviamo di fronte a una scrittrice che gioca sull’elemento viaggio, come momento d’incontro e conoscenza con la Compagnia teatrale che ha realmente vissuto una serie di esperienze, non solamente professionali ma soprattutto umane – e che ha poi tradotto, attraverso i ricordi, nella componente visibile (ossia lo spettacolo) di questo libro, come ha acutamente osservato Piergiacomi. Questo il primo approccio all’opera, in certo senso multimediale, in quanto costruita sul dialogo tra la scena e la pagina bianca.

La città globale come sintesi di tutte le megalopoli unite in un’unica, ma non per questo esaustiva, esperienza. Nell’incontro, a proposito, Anna Dora Dorno sottolinea il senso di disorientamento provato in queste città, così diverse eppure con strutture – materiali e immateriali – in comune, nelle quali è facile perdersi sino al punto da dimenticarsi in quale periodo della giornata (sarà giorno o notte quando, magari, si atterrerà dopo dieci ore di volo?) si sta vivendo o in quale parte del mondo. Ma qualcosa scatta sempre – piccole emozioni, che caratterizzano ogni singolo luogo e che rimandano ad altri, conosciuti e amati. Simona Frigerio, nel suo intervento, segnala lo sforzo di rielaborazione dell’azione teatrale – operato da Instabili Vaganti – per arricchire quest’ultima di sempre nuovi ricordi ed esperienze in un work in progress aperto al futuro.

D’altro canto, come Piergiacomi ha notato, vi è una componente invisibile in questo dialogo durato oltre due anni tra Pianzola/Dorno e Frigerio, ossia il libro come pagina bianca sulla quale scrivere nuove storie partorite dall’immaginazione dell’autrice, sollecitata a sua volta dalle esperienze di Instabili.

Nel volume è presente anche il testo drammaturgico, e Pianzola – in veste di autore teatrale – sottolinea come per lui sia importante non tanto partire dalla parola scritta quanto dall’esperienza che, sedimentata nel ricordo e rielaborata su sollecitazioni registiche di Anna Dora Dorno, prende prima la forma di azione e solamente in un secondo tempo di parola re-citata.

Due libri molto diversi nei contenuti, ma che cercano entrambi di uscire dalla dimensione di settore per arrivare a un pubblico più vasto, che possa così avvicinarsi al teatro nelle sue più svariate forme. Un teatro che sempre di più utilizza e integra nuovi mezzi – grazie anche al progresso tecnologico – e si libera di preconcetti borghesi per sperimentare mix (ovviamente non sempre riusciti) tra discipline e linguaggi.

La presentazione di Leggere uno spettacolo multimediale e The Global City si è tenuta:
LabOratorio di San Filippo Neri
via Manzoni, 5 – Bologna
giovedì 3 settembre, ore 19.00
sono intervenuti: Anna Dora Dorno, Simona Maria Frigerio, Anna Maria Monteverdi, Nicola Pianzola, Enrico Piergiacomi

Nella foto: Francesca Fini, tra gli ospiti di Performazioni 2020

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