Occasioni d’arte

Un percorso alternativo per godersi il Festival del piccolo borgo della Valsugana e due location d’eccezione nei dintorni, Castel Pergine e il MART, a Rovereto.

Il percorso ideale di questa giornata parte da Castel Pergine, che ospita (sia nei suoi interni restaurati con nitore, sia nei giardini racchiusi tra le alte mura) oltre venti sculture in metallo di Jürgen Knubben. Una serie di opere che, in questo spazio verticalizzato dalla posizione a picco sulla vallata e dalle stesse linee architettoniche del castello, trova una corrispondenza metaforica oltre che formale.
La mise en abîme si tocca in alcune sale, dove Knubben espone le sue forme geometrizzanti che rimandano – con la precisione e la meticolosità degli studi sulla prospettiva rinascimentale – a opere dell’antichità o della storia dell’arte italiana, quali il Busto di Nefertiti o La nascita di Venere di Botticelli. Quasi che la forma, prima ancora della materia, avesse plasmato il nostro universo di senso.
La consonanza tra passato e presente, agita in uno spazio altro – come Castel Pergine – si fa essa stesso motivo di ripensamento degli stilemi proposti dall’arte. E così, l’essenzialità del tratto spesso sinuoso di Knubben dialoga con leggerezza con le volte a sesto acuto; il suo gioco chiaro-scurale con la molteplicità delle gradazioni di luce naturale, che squarciano l’aria e si rifrangono sul biancore dei muri; la pulizia delle forme geometriche delle statue e l’uso di materiali logorati e lavorati dal tempo (estranei alla tradizione artistica), patinati di ruggine bruna, con le imponenti stufe in maiolica e i vecchi mobili in legno massiccio; i rimandi agli archetipi culturali con la storia del maniero raccontata dalla distribuzione spaziale spesso diagonalizzante (sia delle sale interne sia delle vedute dei sentieri che portano al castello, e che si rubano con un colpo d’occhio dalle feritoie nelle mura di cinta).
Il viaggio nel tempo a Castel Pergine prosegue nella contemporaneità artistica unita all’atemporalità del pensiero di Ex voto, firmato da Andrea Fontanari. Un’installazione presente all’interno del Festival, che racchiude la magia del fare e dell’immaginare. Il giovane Fontanari, infatti, dopo aver disegnato ed esposto in questa piccola simil-baita una serie di farfalle (dipinte a olio su fogli acetati, ossia trasparenti), invita il visitatore (che è chiamato a vivere questa esperienza in solitudine e chiudendo dietro di sé la porta del piccolo locale), a prendersi il tempo per osservare, farsi catturare dalla bellezza, e lasciare un proprio pensiero che diventa, esso stesso, parte dell’installazione compartecipata, messaggio per il visitatore successivo, impronta leggera nella sabbia del tempo.

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L’ultima tappa del nostro percorso ideale è nella vicina cittadina di Rovereto, dove si trova il MART, museo di arte moderna e contemporanea che, al momento, ospita anche la mostra I pittori della luce. Dal Divisionismo al Futurismo (fino al 9 ottobre). Il museo (progettato dall’architetto Mario Botta) è struttura di per sé molto gradevole anche dal punto di vista del visitatore, in quanto dotata di un’illuminazione naturale e artificiale tra le migliori, con ampie finestre a parete, in stile MoMA, al secondo piano; e cupola centrale à la Sony Center berlinese, all’esterno. Lo stesso offre una panoramica ampia e ben argomentata dell’arte contemporanea italiana e, in misura minore, internazionale – con alcune sale dedicate anche alla fine dell’Ottocento.
In esposizione, da notare, alcune opere pregevoli del periodo futurista (e, per i cultori, anche alcune lettere manoscritte di Umberto Boccioni e tutti i Manifesti programmatici). Segnaliamo, tra le altre, Ritratto di Madame S. (1913-15) di Gino Severini; l’ironico La toga e il tarlo (1914) di Fortunato Depero; e la compenetrazione di piani e tempi di Velocità d’automobile (1913 ca.) di Giacomo Balla.
In una sala ampia e con una luce diffusa che esalta i chiaro-scuri, tra l’Autoritratto su specchio (1962-63) di Pistoletto e In memory di J. F. Kennedy di Arnaldo Pomodoro (1963-64), spicca Basement Tango (1963) di Salvatore Scarpitta – dove la consonanza tra l’azione pittorica e la materia trattata si sposano, dando il senso di un movimento all’unisono tra l’artista, la sua opera e l’immaginazione di un altro da sé che dovrebbe essere la danza stessa. Ossia un movimento nello spazio immortalato in un’opera figurativa e, quindi, di per sé immobile, realizzato con fasce e cinghie – come se i simboli della costrizione si potessero trasformare nella levità dei nastri della ginnastica ritmica.
Un ultimo accenno al bellissimo tipi, Chiaro scuro, firmato da quel genio di Mario Marz nel 1983.
Buona visita a tutti.

Pergine Spettacolo Aperto
Pergine di Valsugana (TN)
varie location
da venerdì 1° luglio a sabato 9 luglio 2016

sabato 2 luglio, dalle 18.00 alle 23.00
piazza Fruet
Andrea Fontanari (IT)
presenta:
Ex voto
(installazione interattiva per un visitatore alla volta – fino a sabato 9 luglio)

Proposte di percorso:

Castel Pergine
via al Castello, 10 – Pergine Valsugana (TN)
fino a martedì 6 novembre
orari: da martedì a domenica, dalle ore 10.30 alle 22.00 ; lunedì, dalle ore 17.00 alle 22.00
Jürgen Knubben presenta la sua personale:
Verticalissimo
(entrata libera)

MART
Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
corso Angelo Bettini, 43 – Rovereto (TN)
orari: da martedì a domenica, dalle ore 10.00 alle 18.00; venerdì, dalle ore 10.00 alle 21.00
(lunedì chiuso – la biglietteria chiude mezz’ora prima del Museo)

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