Note e ricordi

Al Teatro della memoria andrà in scena Piazzolla…o no?, avvincente spettacolo nel quale si ripercorrerà l’evoluzione musicale del grande bandoneonista che ha rinnovato il tango, attraverso la sua musica e le parole del suo vate, Horacio Ferrer.

Il titolo dell’evento ci mette in guardia: siamo disposti a farci trascinare nel vorticoso e cangiante mondo della musica piazzolliana? Totalmente e senza mezze miusure? Perché netta e senza mezze misure era la sua personalità, così come il tango: prendere o lasciare.
E provocatoriamente destabilizzante voleva essere anche il suo disco uscito nel 1960, dal quale L’Orquestra minimal Flores del alma recupera parte del titolo originale, Piazzolla…o no? Bailable y apiazolado, con l’intento di trasmettere non solo la deflagrante capacità di rinnovamento portata dal bandoneonista nel mondo del tango, ma soprattutto la sua grande ironia tipicamente argentina: non a caso il primo brano del cd s’intitolava Prepàrense, ossia Preparatevi.

Nel commemorare questo genio, nel ventesimo anniversario dalla sua scomparsa, è sembrato giusto raccontarne l’evoluzione anche attraverso le parole del vate piazzolliano che, con i suoi testi, ne valorizzò la musica: parliamo di Horacio Ferrer, celebre poeta del secolo trascorso, candidato al premio Nobel per la letteratura nel ’94.

La loro collaborazione artistica inizia nel ’67, quando la musica di Piazzolla accompagna il primo tango scritto da Ferrer, La ùltima grela, per poi continuare con il capolavoro dell’opera lirica Maria de Buenos Aires – andata in scena l’anno successivo – e con tanti altri pezzi che hanno fatto la storia del tango, quali Chiquilin de bachin, Balada para un loco, Fabula para Gardel fino alla celeberrima Libertango.
Ma il punto forte dello spettacolo è la capacità di rendere nota non soltanto la loro collaborazione artistica, ma soprattutto il forte affetto che li legò e il comune amore per questa forma d’arte: in tal senso lavora la vorticosa e mutevole sensibilità interpretativa di Aleardo Caliari, che in consonanza o dissonanza con la musica, rende palpabile l’essenza di un’amicizia che segnò le innumerevoli sfumature e variazioni delle loro creazioni.
Attraverso i testi di Ferrer, si sviluppa così una storia “giustificata” dai brani che ci raccontano la crescita di questo musicista, i suoi modelli, i suoi amori, le delusioni che lo aiutarono a rafforzare il suo carattere; la storia di un musicista che, partendo dalla tradizione più classica del tango, riesce poi a rivoluzionarla, ma senza mai scardinarne i parametri fondamentali: una evoluzione formale ma non sostanziale, che crea qualcosa di nuovo attraverso la contaminazione con la sua cultura musicale classica, jazz ed esotica.
L’eccellenza di chi porta in scena lo spettacolo non lascia dubbi sulle emozioni che potrà offrire: i Flores del alma da anni lavorano su un repertorio di tango vastissimo e di alto valore virtuosistico che al di fuori dell’Argentina è proposto solo da loro; non a caso vantano la collaborazione con autorevoli personalità del mondo del tango quali il ballerino Miguel Angel Zotto, il bandoneonista Gilberto Pereira, o ancora il protagonista del tango-cancion Ferrer.

Insieme alla qualità musicale non mancherà ovviamente la qualità recitativa: Aleardo Caliari, che si è sempre attestato su una linea di teatro impegnato senza cedere mai all’intellettualismo: dopo esser stato uno tra i protagonisti degli eventi culturali durante la contestazione giovanile insieme a Gaber, è passato poi per la collaborazione con Franca Rame e Dario Fo, e in molte occasioni si è dedicato anche alla tradizione teatrale spesso considerata leggera o obsoleta del cafè chantant e del cabaret.
Nel 1990, ha fondato il Teatro della memoria, nel quale ha proposto lavori interessanti e valorizzati proprio dalla dimensione intima della sala che è funzionale a intensificare le emozioni in spettacoli come questo.
In breve, uno spettacolo consigliato a tutti. A chi già conosce questi grandi artisti e vuole scoprirli in un contesto di alta qualità interpretativa; a chi non li ha mai sentiti nominare; soprattutto a chi è scettico verso questo genere musicale: perchè la musica di Piazzolla non è solo tango, ma seducente varietà. Piazzolla è insieme le origini e l’evoluzione del tango; è l’origine umile di un sentimento nato per strada, da una mezcla di culture, e innalzatosi a qualcosa di più alto e di globale, di quasi religioso; per dirla con le parole dello stesso Piazzolla – attraversola penna di Ferrer: “il mio libertango è libero, poeta e innamorato della strada, tanto vecchio come il mondo, tanto
semplice come un credo”.

Lo spettacolo continua:
Teatro della memoria

via Cucchiari, 4 – Milano
da venerdì 17 a domenica 19 febbraio
orari: venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 16.00

Piazzolla…o no?
musiche di Astor Piazzolla eseguite dall’Orquestra minimal Flores del Alma
testi di Horacio Ferrer letti da Aleardo Caliari

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