La tradizione a ritmo di ironia

argot-romaLa compagnia Sacchi di sabbia al Teatro Argot. Un arguto spettacolo in rima.

Originalità e talento sono le due parole chiavi. Nell’ambito della rassegna Dominio Pubblico, complici di un gioco ironico dai contorni seri, e per questo ancora più divertenti, gli artisti della compagnia Sacchi di sabbia trasportano il pubblico in uno spettacolo che si dimostra essere un fantasioso esperimento.

In scena una serie di episodi la cui struttura si rifà alla tradizione del Canto del Maggio, un’antica forma di recitazione cantata, di origine tosco-emiliana, che si presenta in ottava rima e in quartine di ottonari. Con questo altisonante preambolo vengono vestite le varie storie, che sono dei veri e propri siparietti, dei divertenti sketch. Ora ci si trova in uno scenario western, poi è la volta di un lupo mannaro, e perfino gli alieni vengono cantati come in antiche ballate. Non si svilisce il genere antico, anzi, il richiamo alla tradizione e l’attenzione impiegata nel renderla comica apporta una riqualificazione del genere. Mimica, espressività e recitazione di livello, imitazione di suoni e distorsioni di voci, testi semplici e umoristici con diversi richiami e spunti di riflessione, ad esempio l’episodio del lupo mannaro ( figura ispirata da L’uomo lupo di George Waggner) il quale vuole liberarsi dalle imposizioni di ruolo e tenta grottescamente di recitare il crepuscolare poeta Rainer Maria Rilke; o i vari riferimenti artistici, per esempio le dichiarate e palesi riprese dei western di Sam Peckinpah o de L’invasione degli ultracorpi di Don Siegel.

Avendo aderito al filone comico, la compagnia non poteva assolutamente sottrarsi al beffardo e malizioso e trattare alcuni argomenti da alcuni ritenuti, ancora, oggetto di attenzione morale. Si scherza sull’amplesso, sulla vita che conducono gli spermatozoi e, nel mezzo di una chiacchierata in attesa dell’eiaculazione, vengono forniti motivazioni degne di attenzione sulla legge del più forte e le logiche di potere e conquista. Il tutto viene ritmato e cantato. È un teatro patchwork di professionisti che si muovono fra tradizione e innovazione, che con pochi elementi riescono a creare una familiare spensieratezza. Gestito con pochi arrangiamenti scenici, molto materiale artigianale e semplice, gli artisti si muovono in una scenografia praticamente assente, dove piccoli dettagli arricchiscono la parodia in atto.

Alternativo a un teatro che si prende un po’ troppo sul serio (senza averne poi le effettive facoltà per farlo), troviamo facce serie e espressioni accigliate che muovono la risata, i Sacchi di sabbia ci mostrano un teatro leggero ma contemporaneamente ricco. Una diversa comunicazione, la loro, frutto di un lavoro che richiede impegno e ricerca, pregno di guizzo e ingegno, oltre che di fine livello interpretativo, studi e comprensione linguistica e sperimentalismi ben riusciti. Umorismo in rima e soddisfazione del pubblico per uno spettacolo che dovrà girare.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Argot

via Natale del Grande, 27
dall’8 al 10 maggio

Piccoli suicidi in ottava rima – Vol. I e II
compagnia I sacchi di sabbia
ideazione Giovanni Guerrieri e Giulia Gallo
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Illiano, Giulia Solano
regia Giovanni Guerrieri
con la collaborazione di Dario Marconcini
in co-produzione con Armunia e Festival Orizzonti 2014
con la collaborazione di Santarcangelo dei Teatri, Compagnia Lombardi-Tiezzi, Teatro di Buti e Compagnia del Maggio Pietro Frediani

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