Il teatro e la Rivoluzione incompiuta

Teatro-Biblioteca-Quarticciolo-romaPer RomaEuropa è in scena l’ultima produzione dei Muta Imago: sonorità e sperimentazione multimediale alle prese con la storia.

Una delle sfide più complesse che può affrontare un artista è occuparsi direttamente di un evento storico della cronaca contemporanea: il flusso della storia è sempre particolarmente difficile da isolare e cristallizzare, ma diventa estremamente complicato quando si tratta di fatti ancora in progress nel momento in cui si decide di raccontarli o affrontarli attraverso una forma espressiva. Questo perché i fatti storici maturano nel corso degli anni, dei mesi, dei giorni persino, contorcendosi su loro stessi e rimettendo in questione perpetuamente il loro significato. Ma forse la sfida degli artisti che si cimentano in tali operazioni sta proprio in questo: cosa dire di un evento il cui significato ancora sfugge perché ci circonda e muta forma sotto i nostri stessi occhi? Come poter bloccare il flusso vorticoso della storia presente nella quale siamo sempre immersi? Dove finisce il presente e inizia l’arte? Interrogativi che vengono affrontati dalla performance dei Muta Imago, compagnia romana attiva dal 2006 e guidata da Claudia Sorace e Riccardo Fazi, che si è ritagliata con caparbietà e merito uno spazio di grande rilievo nella scena del teatro sperimentale odierno; all’interno della kermesse RomaEuropa Festival 2013, che non a caso rispetto a quanto detto sopra ha per titolo quest’anno The art reacts – “l’arte reagisce”, i Muta Imago portano in scena, nel bello spazio del Teatro Biblioteca Quarticciolo nello storico quartiere popolare della periferia romana, lo spettacolo dal titolo Pictures from Gihan. Gihan Ibrahim, conosciuta anche come Gigi, è una blogger egiziana cresciuta in America che ha seguito in prima persona la Rivoluzione Araba prima, e dopo quella strana cosa che dall’altra parte del Mediterraneo non riusciamo a capire. Quella “strana cosa” che saremmo disposti a definire Colpo di Stato, e che forse anche in Egitto assume questo aspetto inquietante e persino atroce pensando alle speranze coltivate durante le manifestazioni di piazza del 2011 che portarono alla destituzione del dittatore Mubarak. I Muta Imago iniziarono a lavorare a questo progetto l’inverno scorso, tentando in tutti i modi di mettersi in contatto con la giovane giornalista africana senza però mai riuscire a comunicare con lei, progettando un viaggio in Egitto per l’estate. Poi come sappiamo la situazione precipita, si arriva quasi alla guerra civile: nell’estate scorsa tutto viene stravolto e Morsi, presidente eletto democraticamente, viene cacciato dalla volontà popolare, creando qualche imbarazzo anche alla comunità internazionale. I Muta Imago mettono in scena un’opera metatestuale, che nel suo sviluppo si rivolge proprio a Gigi, facendo domande, adottando in scena quei mezzi digitali che sono stati tra i protagonisti più importanti della Primavera Araba del 2011. Poi con l’ausilio di apparati multimediali, firma caratteristica della produzione della compagnia romana, e soprattutto sfruttando sonorità audaci e intense, lo spettacolo porta il pubblico nel cuore dei tumulti di piazza, trascinandolo dapprima nell’entusiasmo e poi abbandonandolo nel silenzio del dubbio e dello spaesamento. D’altronde, come abbiamo detto, è ancora presto affinché la storia si pronunci, e il termine stesso di Rivoluzione in scienza e medicina rivela un aspetto apparentemente paradossale che implica il ritorno al punto di partenza, ci fanno notare i Muta Imago. Lo spettacolo si rivela un quesito sul significato stesso di Rivoluzione, e si chiude proprio con questo interrogativo che gli interpreti rivolgono a loro stessi, vivendo anche loro in un paese che attraversa una fase quanto mai delicata. Quella della Gihan è una presenza assente, tutto ruota attorno a lei, e i suoi tweet – proiettati sullo schermo – sono testimonianze di un presente sfuggente, a tratti persino frenetico e delirante; l’opera convince, ma probabilmente resta confusa in molte sue parti, lasciando lo spettatore perplesso su numerosi elementi. Forse era il fine che i Muta Imago si erano prefissati, anzi è sicuramente così, ma d’altro canto la sensazione è di assistere a immagini (le pictures del titolo) persino superflue in diverse occasioni, inconcludenti. Gli interrogativi che vengono posti sono però autentici, e fremono, bruciano, mentre la storia come sempre è ancora in corso.

mutaimago

La performance è ancora in scena all’interno di Romaeuropa 2013
Teatro Biblioteca Quarticciolo
via Castellaneta, 10 – Roma
fino a domenica 17 novembre, ore 21.00

Muta Imago presenta
Pictures from Gihan
ideazione Chiara Caimmi, Riccardo Fazi, Claudia Sorace
regia Claudia Sorace
drammaturgia, suono Riccardo Fazi
direzione tecnica Maria Elena Fusacchia
elaborazione video Luca Brinchi, Maria Elena Fusacchia
vestiti Fiamma Benvignati con Riccardo Fazi e Claudia Sorace
organizzazione Manuela Macaluso
consulente alla rumoristica Edmondo Gintili
consulenza alla drammaturgia Giuseppe Acconcia
un ringraziamento a Glen Blackhall per le domande che ci ha fatto, a Lukas Wildpanner per la consulenza audio e ai Tony Clifton Circus per i loro microfoni
coproduzione Romaeuropa Festival 2013, Regione Lazio, Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport
residenze artistiche Kollatino Underground – Roma, The Orchard Project – New York, Teatro Biblioteca Quarticciolo – Roma, Teatro di Roma, Inteatro – Polverigi
uno spettacolo nato all’interno del progetto Wake Up! del Teatro di Roma

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.