Saline di Volterra, la nuova Argo

VolterraLafortezzaCarcereA Saline di Volterra, dentro la salina, luogo di lavoro per antonomasia della Bassa Val di Cecina, Archivio Zeta, nel suo progetto speciale per VolterraTeatro 2015, allestisce Pilade/Campo dei Rivoluzionari liberamente tratto dall’opera di Pier Paolo Pasolini.

Talmente tante le richieste di prenotazione per la terza tappa del progetto speciale di Archivio Zeta, nell’inusuale e suggestiva ambientazione della salina, che si è deciso di replicare un secondo turno di esibizione, sabato 25 luglio alle 22.30. A quaranta anni dalla (ancora irrisolta) morte di Pier Paolo Pasolini la compagnia bolognese, composta da Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti, dedica un omaggio al Maestro portando in scena in quattro diversi episodi il testo di Pilade.

La parte Campo dei rivoluzionari si rispecchia perfettamente nella lotta al capitalismo e al boom economico sfrenato che crea vortici e vuoti, rimandando al contesto della crisi economica e alle logiche finanziarie globali attuali. La storia si ripete, spesso uguale a se stessa, e come il rivoluzionario Pilade protesta e rimane solo di fronte ad Atena, dea della ragione e della strategia militare, ribellandosi al nuovo assetto della neo arrivata divinità nella città di Argo; così a Saline di Volterra gli operai della Smith Bits, multinazionale franco-olandese in procinto di chiudere la propria sede locale, non si arrendono alla nuova prospettiva che sconvolgerebbe la vita dei 193 lavoratori, delle loro famiglie e di tutta l’area.

L’edizione di quest’anno di VolterraTeatro è stata dedicata, del resto, proprio alla precaria situazione lavorativa che si è creata intorno alla fabbrica e alla comunità locale. La lotta della Smith Bits è talmente sentita che, in scena, insieme agli attori, si sono visti anche alcuni dei lavoratori in protesta. Sotto gli abiti neri, che spiccavano sull’abbagliante bianco del prezioso salgemma riflesso dalle montagne, una maglietta – in particolare – ostentava un grande NO rosso quale segno di rifiuto a questa globalizzazione che porta con sé disoccupazione e speculazioni.

Seduto per terra, Pilade incontra Atena seguita dal corteo delle Eumenidi – le mitologiche divinità punitrici – per rifiutare, ancora e per l’ultima volta, la proposta della dea e la riconciliazione con i suoi amici ed ex compagni di lotta, già sedotti dalle promesse di Atena. «Pilade! Pilade!», il suo nome rimbomba ovunque nel vasto, inusuale palcoscenico, pronunciato da spettri in delirio. Lui rimane fermo sulla sua decisione senza comprendere che il meccanismo è ormai innescato e non può essere fermato. La sua è una resa obbligata, una lotta impari tra la dea – metaforicamente il capitalismo, la materialità, la potenza – e Pilade, che rappresenta i sentimenti e gli ideali. Atena tenta di conquistarlo con il nuovo sviluppo economico che lusinga – come fece a suo tempo la Smith Bits installandosi qui, in mezzo alla campagna toscana. Ma ciò che un tempo fu offerto in cambio, ossia il lavoro, adesso la dea volubile cerca di riprenderselo senza trattative. Pilade, forse più lungimirante, aveva capito fin dall’inizio e non si fida della dea, con una mano si copre gli occhi per non guardare la nuova città. Nessuna riconciliazione. “Ah, va! Va nella vecchia città la cui nuova storia io non voglio conoscere. Perché temere la vergogna e l’incertezza? Che tu sia maledetta, Ragione, e maledetto ogni tuo Dio e ogni Dio” (Pilade, P.P.Pasolini).

Il numeroso e variegato pubblico è composto da molti salinesi – le famiglie degli operai, gli amici, i parenti accorsi ad assistere alla rappresentazione della loro stessa vicenda umana. Uno spettacolo bello, commovente e partecipato. Le decine di comparse, che hanno accompagnato sulla scena Enrica Sangiovanni/Atena e Gianluca Guidotti/Pilade appartengono a due diversi laboratori di teatro, tenutisi a Bologna e a Saline di Volterra, diretti da Archivio Zeta durante l’inverno. Eccezionale la scelta del luogo e la sua naturale scenografia. L’arte finalmente ha svolto il suo dovere fino in fondo.

Un post scriptum d’obbligo: attualmente, dopo mesi di lotta e la minacciata chiusura, la Smith Bits e i suoi 193 lavoratori hanno trovato un punto d’incontro. La sede italiana della multinazionale, che produce trivelle di qualità unica al mondo, grazie alla professionalità dei suoi dipendenti, non chiuderà. Gli operai sono però stati ridotti a meno della metà, ossia un’ottantina.


foto di Laura Sestini

Lo spettacolo è andato in scena nell’ambito del Festival VolterraTeatro 2015:
Hangar della Salina
Saline di Volterra (Pisa)
sabato 25 luglio, ore 22.30

PILADE/CAMPO DEI RIVOLUZIONAR
3ª tappa del progetto speciale Archivio Zeta
di Pier Paolo Pasolini
regia Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti
partitura sonora Patrizio Barontini
con Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti
e il gruppo del Laboratorio LOGOS
Simona Alderighi, Vania Baroncini, Annagrazia Benassai, Rocco Bertini, Valeria Bertini, Greta Burchianti, Valentina Cioni, Matilde Dell’Aiuto, Mariella Demichele, Kia Gioffreda, Yana Zoe Gioffreda, Agnese Grilli, Antonia Guidotti, Elio Guidotti, Antonino Mammino, Gregorio Mariottini, Mara Pacini, Silvia Pasquinucci, Maria Grazia Pozzi, Andrea Taddeus Punzo de Felice, Beatrice Rinaldi, Alessio Santi, Giacomo Santi, Paola Stellato, Alessandro Togoli e Renate Wendt
e con la partecipazione del gruppo del laboratorio PILADE/MONTAGNE
Marina Artese, Antonella Bertini, Lorenzo Biagini, Alessandra Bianchi, Francesca Biondi, Elisabetta Calari, Paolo Carbone, Alberto Fantini, Ilaria Festa, Lucia Forlivesi, Anna Gentilini, Piero Giovannini, Sara Gugliotta, Ilde Illuminati, Vittorio Lega, Enzo Madonna, Daniela Masini, Francesca Mengozzi, Andrea Papa, Gaia Raffiotta, Valeria Sardu, Corrado Scarnato, Claudia Soffritti, Paola Sostegno, Lucia Spada, Roberto Suprani, Elisa Tinti, Claudia Torresani, Nadia Trebbi, Carlo Ugolini e Maria Cristina Zamboni
partecipazione straordinaria di un gruppo di operai della fabbrica Smith Bits di Saline di Volterra
creazione originale per VT in prima nazionale
(durata: 45 minuti)

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