Persone e burattini

zut folignoIn scena allo Spazio Zut di Foligno, la compagnia Zaches Teatro ha presentato Pinocchio, un’esplorazione della celebra fiaba per grandi e piccini.

La fiaba di Carlo Collodi è il supporto che Zaches Teatro utilizza un allestimento capace di utilizzare la maschera – straordinario strumento su cui il teatro si è edificato – quale elemento stilistico caratterizzante. Partendo dalla figura della fatina-bambina, che introduce la rappresentazione in forma di pupazzo, si viene catapultati su un palco dismesso di marionette, un non-luogo cui si viene invitati a prendere posto da una voce fuori campo utilizzata per rendere fisicamente tangibile tanto la potenza del pensiero che diviene parola (della marionetta stessa), quanto per indagare l’essenza drammaturgica della spersonalizzazione che investe l’attore.

Lo spettacolo nasce, anche, in collaborazione con il Teatro delle Marionette di Ekaterinburg, paese (in Russia) dove non esiste Pinocchio, ma una figura analoga chiamata Burattino. Nella pièce di Zaches non sono infatti i burattini che rappresentano le persone, ma, viceversa, gli esseri umani a rappresentare i pupazzi. Un compito non facile che, tuttabia, sembra abilmente superato grazie alle efficaci prove degli interpreti, su tutte una Giulia Viana nelle vesti di un burattino dalle movenze lievi che non subisce l’apparenza indossata, ma al pari dei suoi due abili colleghi, riesce a elaborla per estrarre da essa una personale e convincente interpretazione basata sul gesto.

Il legno, intenso in senso pieno e materiale, utilizzato sia per la cassa da cui Pinocchio esce e prende forma, sia come trucioli di segatura, è un elemento prezioso per una scena resa ancora più reale dai suoni di cigolii presi dal quotidiano e rielaborati. Per la particolare tipologia di movimenti e il gioco di ombre e luci di cui questo Pinocchio è ricco, Luana Gramegna rimanda, invece, alla biomeccanica di Nikolaj Karpov, lasciando emergere, dalla sovrapposizione dei piani narrativi, sentimenti tragici quali l’inganno, la percezione di morte e violenza, il senso di fascino per l’ignoto.

La rappresentazione, pur essendo in atto unico, può essere vissuta divisa in più parti e una delle frammentazioni, o delle pause, principali è dettata dall’arrivo di un nuovo protagonista, quel Lucignolo in grado di far svoltare la magistrale e adulta riflessione verso una compartecipazione anagraficamente allargata.

La sostanziale presenza sulla scena delle due maschere, con la Fatina che per un attimo assume le sembianze dell’amico fannullone di Pinocchio, si ripropone nel circo di Mangiafuoco dove (lo stesso Lucignolo) si esibisce tramutato in asinello. In questa parte, rapisce l’attenzione al movimento ripetuto sullo sfondo della Viana, un burattino con la testa di asino che, per avvicinarsi maggiormente al mondo dei piccoli, viene inserito in un momento metateatrale nel quale i bambini vengono invitati a far parte, prima del ritorno alle (apprezzate) luci e atmosfere della prima parte.

Una ennesima svolta che, pur con il rischio di una eccessiva complessità e di un finale, forse, troppo veloce, ben testimonia gli insegnamenti che Collodi ebbe modo di inserire nella fiaba, così lasciando dei punti di contatto e riscontro con la storia originaria proprio nel momento in cui le strade iniziavano a diversi. Dando così forma a quella articolata dialettica negativa che rende il Pinocchio di Luana Gramegna un piccolo potenziale capolavoro, seppur ancora in fieri.

Lo spettacolo è andato in scena:
Spazio Zut
Corso Cavour 83, Foligno (PG)
domenica 28 febbraio

Pinocchio
regia e drammaturgia Luana Gramegna
dedicato al Maestro Nikolaj Karpov
liberamente ispirato a Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi
con Gianluca Gabriele, Giulia Viana, Enrica Zampetti
scene, luci, costumi e maschere Francesco Givone
musiche originali Stefano Ciardi
collaborazione alla drammaturgia Enrica Zampetti
tecnico del suono Dylan Lorimer
realizzazione costumi Anna Filippi
una produzione Zaches Teatro
in collaborazione con Fondazione Sipario Toscana onlus – La Città del Teatro, Regione Toscana, Kilowatt Festival e I Macelli di Certaldo

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