L’Olocausto spiegato a un bambino

Fino a domenica 25 novembre, all’Elfo Puccini di Milano, va in scena Pinosso. Le avventure di uno scheletrino ebreo. Un progetto interessante che, però, lascia perplessi.

Finalista al Premio Scenario per l’Infanzia qualche anno fa, lo spettacolo – attualmente sul palco della Sala Bausch dell’Elfo Puccini – si apre con una filastrocca tanto raggelante quanto deliziosa, coadiuvata da un video che sintetizza la storia dell’Olocausto utilizzando figurine animate che rimandano alla poetica delle ombre cinesi.

Apertura, quindi, tra le più coinvolgenti che cattura subito l’attenzione dello spettatore, sia esso adulto o bambino.
Il successivo lavoro degli attori che guidano e danno voce alle marionette a grandezza naturale è altrettanto valido e credibile e coinvolgente la caratterizzazione dei due personaggi in scena – l’ebreo che, nel lager, ha perso la propria individualità ed è ormai solo un numero e il piccolo Pinosso, che ha addirittura perso la vita ed è ormai un mucchio di ossa. Così come tocca le corde dell’animo l’esplosione del magazzino dove sono raccolti gli indumenti degli ebrei: Pinosso si aggira tra frammenti colorati, resti di povere cose in un universo che non ha più certezze – prima fra tutte quella di dirsi ancora esseri umani fra consimili.

Fin qui tanto di cappello alla Compagnia Prese Fuoco di Palermo. Quello che lascia in dubbio è la costruzione centrale dello spettacolo: la reiterazione dei momenti di violenza – il cane della guardia del campo di concentramento – spaventa la platea dei più piccoli; mentre la lunga quanto noiosa spiegazione della “mamma di Pinosso” di cosa sia un lager e come esso incida sulla spersonalizzazione dell’essere umano non si concilia con i ritmi che dovrebbe possedere uno spettacolo per l’infanzia. Il finale già visto chiude un progetto che, a tratti, vanta idee e creatività; un’ottima padronanza delle capacità attorali e nel movimento delle marionette – soprattutto per quanto riguarda Aurelio Ciaperoni; scene semplici ma suggestive – tra gli oggetti stride però l’uso della lamping gas; e un buon utilizzo di mezzi teatrali altri – tra i quali i video – che se usati con maggiore continuità – e al posto del lungo dialogo tra la madre e Pinosso – infonderebbero una linfa giovane e vitale a un testo che, dato l’argomento, non è né facile né in alcun modo scontato.

Lo spettacolo continua:
Teatro Elfo Puccini – Sala Bausch

corso Buenos Aires, 33 – Milano
fino a domenica 25 novembre

Pinosso. Le avventure di uno scheletrino ebreo
scritto e diretto da Claudia Puglisi
con Aurelio Ciaperoni, Alessandro Claudio Costagliela, Diana D’Angelo, Silvia Scuderi
scene e marionette Aurelio Ciaperoni
produzione La Compagnia Prese Fuoco (Palermo)

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