Terrorismo da camera

Nell’ambito dell’evento Giorni di Piombo, Animanera porta in scena al Pim Off Piombo, graffiante performance di ricerca che è il racconto di un doppio tradimento: l’epilogo politico e privato di due ex aspiranti terroristi arresi all’irresistibile sicurezza della quotidianità.

Piombo è innanzitutto uno spettacolo di ricerca: dalla struttura scenica, posta al centro di due lembi di platea e che consta solo di un letto, ai corpi nudi dei protagonisti che si incalzano e si attorcigliano in evoluzioni fisiche di notevole impatto visivo, alle ardite proiezioni video che sorprendono lo sguardo dello spettatore-voyeur dando un segno preciso ai dialoghi e all’azione.

Piombo è anche il racconto di un doppio tradimento, quello politico della rinuncia alla lotta armata va di pari passo a quello intimo di due amanti che cedono il passo ai comfort della vita. Assieme all’impeto giovanile per un ideale di giustizia, una volta portato avanti a costo della violenza più efferata, va spegnendosi il desiderio sessuale, in un parallelismo che non si fatica a riconoscere come molto attuale.

All’alba di una rivoluzione che non arriva mai, i due protagonisti tessono tra le lenzuola la trama di un attentato politico, fomentando a forza di ideali la loro determinazione alla vendetta. Tuttavia, fisicamente bloccati da chissà quale forza o complotto reazionario, i due sono emblematicamente incapaci di alzarsi dalla confortevole alcova. Lei, sempre più accanita e devota alla causa, istiga senza successo un lui rinunciatario e ormai assuefatto alla propria solipsistica impotenza. Il duetto si accapiglia come una vecchia coppia annoiata sul tema della necessità o meno di passare all’atto pratico (e qui pubblico e privato si fondono in un efficace gioco di specchi). Interessante spunto per riflettere in chiave politica sulla sessualità sofferente dell’oggi, la pièce ci mostra un uomo contemporaneo con le mani legate, soffocato dall’inazione, tutto mentale e privato del fuoco dei propri lombi, tentato com’é dal soporifero compiacimento della propria empasse.

Che sia voluto o meno il rimando al pasoliniano conflitto tra corpo e parola, tra il potere mistificatorio del logos e l’azione corporale che reagisce alla crisi delle ideologie, una cosa è sicura: sono fertili gli spunti suggeriti dalla performance, arricchita da immagini incisive e dall’uso ingegnoso delle nuove tecnologie. Come colonna sonora i Pink Floyd, gli angeli degli anni Settata, che restano sublimi e malinconici sullo sfondo, come il ricordo perfetto di una generazione anti nichilista che non ha spiccato il volo.

Lo spettacolo si chiude con una potente mitragliata inverosimilmente dilatata, forse a significare la morte in vita dei due protagonisti, ormai passati dal terrorismo alle parole crociate e al ricordo scolorito degli anni che furono. Certo è che il piombo arriva, diretto e affilato, proprio quando la sicurezza domestica sembrava finalmente aver dissipato la rabbia in un happy end consolatorio.

Un’esecuzione in piena regola che non si concede neanche il velo funebre del sipario.

Lo spettacolo è andato in scena nell’ambito di:
Giorni di Piombo
Due giorni tra riflessioni e teatro
Pim Off
via Selvanesco, 75 – Milano
sabato 5 e domenica 6 novembre
orari: sabato e domenica, ore 21.00
Animanera presenta:
Piombo
testo Magdalena Barile
epilogo Luca Scarlini
regia e scene Aldo Cassano
con Natascia Curci e Aldo Cassano
assistente Regia Antonio Spitaleri
luci Beppe Sordi
audio Luigi Galmozzi
video Semira Belkhir e Federico Tinelli
produzione Animanera

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