Altalenantemente io

C’è una piccola rivoluzione in corso a Via degli Acquasparta 16, Roma. Una rivoluzione teatrale per una compagnia che vuole fare la differenza, parlando con onestà di una malattia che ci rende più o meno noi, più o meno te, Più o Meno io.

Certe opere teatrali toccano delle corde dentro di noi che non sapevamo di avere, come quando entriamo in una stanza e veniamo subito sopraffatti da un impulso irrefrenabile (e immotivato) di uscirne. Non sappiamo perché, ma dobbiamo farlo. Ecco, Più o Meno io non è uno di questi spettacoli, perché Più o Meno io quelle corde non si limita a scoprirle, ma te le strappa e ti lascia nudo in mezzo alla stanza, paralizzato dalle tue paure più primitive (e post-industriali), l’accettazione altrui, la rispettabilità e l’adeguatezza nei rapporti umani, lo stare in società in maniera corretta, canonica, consona. Tutte quelle manie di inclusione che, insomma, ci fanno altalenare tra alti e bassi psichici stabilizzati solo da certezze chimiche e serenità per via orale.

Ma cosa succede quando l’altalena non ne vuole sapere di fermarsi, quando il cielo e la terra si scambiano di posto e l’atterraggio si fa volo icarico? Allora subentra lo stigma della malattia, della macchia da cancellare o, se proprio non ne vuole sapere, da nascondere e dimenticare.

La nuova teatralità di Francesca Romana Miceli Picardi e Lara Panizzi, presso il Teatro Tordinona, vuole impedire che un velo di pudore e perbenismo ricada anche su questa faccia scomoda ma non per questo meno reale della nostra umanità. Essere bipolari è una malattia e può essere trattata. Non si può accettare la sconfitta di un TSO, di un ospedale psichiatrico o di una reclusione forzata tra le mura di casa. Bisogna essere sensibili, bisogna saper ascoltare, perché c’è tanto da dire.

Con una dialettica ancora in fase di sviluppo, la mente frammentata di una donna affetta da disturbi dello spettro bipolare si popola di due anime costrette a viaggiare sullo stesso binario nello stesso momento, ma con direzioni e intenzioni diverse. La collisione cova nell’ombra e il faccia a faccia si fa sempre più imminente tra ricordi, nostalgie, sogni e incubi reali, e – quando arriva il momento dello scontro – il due si scopre uno, la lotta appena iniziata.

Una storia personale, sentita, vissuta e rigurgitata dopo anni di nausee costipate che mette a dura prova tanto le attrici quanto il pubblico, costretto a rimanere sempre in punta di poltrona per non perdersi neanche uno tra le miriadi di germogli di poesia che spuntano senza posa dai secchi reami di una personalità spaccata a metà, morta. Delirio di onnipotenza e ansie paralizzanti si spalmano con imparità sui due poli del dramma, inficiando forse una dualità essenziale che, se calibrata meglio (per quanto demoniaco sia l’equilibrio), permetterebbe al pubblico/confessore di comprendere le direzioni di questo flusso d’incoscienza anche senza la chiarificatrice voce in off, avendo così più libertà per ascoltare davvero le parole di un cuore nudo e radiosamente brillante, nonostante le sue ombre.

Lo spettacolo è in scena:
Teatro Tordinona

Via degli Acquasparta 16 – Roma
dal 23 al 28 febbraio
dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 18.00

Più (+) o Meno (-) io
scritto da Francesca Romana Miceli Picardi
interpretato da Francesca Romana Miceli Picardi, Lara Panizzi
codiretto da F.R. Miceli Picardi, Lara Panizzi, Gaia De Grecis
aiuto regia Gaia De Grecis, Manola Rotunno

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