In attesa della Prima del 16 gennaio di Cavalleria Rusticana e Pagliacci al Teatro alla Scala, un incontro tenuto da Lorenzo Arruga nel Ridotto Toscanini introduce i capolavori, guidando il pubblico nell’intrigante percorso tra arte e vita.

“Come la vita” è la frase che Lorenzo Arruga sceglie come sintesi massima delle due celebri opere prossimamente in scena al Teatro alla Scala: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo.

Nate entrambe alla fine dell’Ottocento in pieno clima verista, rispecchiano fedelmente l’Italia dell’epoca, l’ultimo periodo storico in cui l’opera lirica era viva dentro la vita.

Non a caso il libretto musicato da Mascagni è tratto dall’omonimo racconto di Verga che, con estrema precisione e sicurezza, mostra con conoscenza totale la sua Sicilia attraverso una storia di onore, di sangue e di morte.

Altrettanto tragica è la trama di Pagliacci, in cui però è centrale l’ambiguo rapporto tra finzione e realtà, palcoscenico e vita – tema spinoso e anticipatore di tutta quella ricerca teatrale del Novecento che avrà in Pirandello il suo riferimento.

Arruga intrattiene per un’ora e mezza gli ascoltatori con spiegazioni storiche, aneddoti curiosi e proiezioni di immagini – notevole la scoperta di un inedito Verga fotografo – inframmezzate da ascolti suonati al pianoforte e cantati dallo stesso critico che, oltre a chiarire ed enfatizzare i concetti, hanno reso il clima familiare e piacevole – magistrale l’autoironia del relatore per la sua voce non proprio generosa nel belcanto.
Alla fine ci si accorge che anche questo è stato un punto di forza e che si ha assistito a qualcosa di più di un incontro pre-spettacolo: sono state evitate intelligentemente tutte le banalità che si rischiano di ascoltare in queste occasioni e molto apprezzata è stata la scelta di ridurre all’osso tutto ciò legato al riassunto della trama, evidentemente noto a tutti i presenti.

Di alto livello sono state anche le osservazioni prettamente musicali relative alle tecniche di composizione (modulazioni, dissonanze particolari, imitazioni) e di orchestrazione.

Un incontro, questo, condotto con garbo ed eleganza che vale molto più di tante lezioni assistite in Conservatorio o in Università – mi chiedo personalmente perchè tante, troppe volte non si mettano le persone giuste al posto giusto! – e che sicuramente renderà l’ascolto delle due opere molto più consapevole al numeroso pubblico che affollava il Ridotto Toscanini.

Prima delle prime – secondo incontro
Come la vita
di e con Lorenzo Arruga
a cura degli Amici della Scala

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