«L’assurdo regna in questo mondo, e solo l’amore ci salva» (Albert Camus)

Movimenti e storie perdute in scena per Dominio Pubblico – La città agli under25, il festival ideato da Teatro Argot e Teatro dell’Orologio, giunto alla sua terza edizione, ormai pronto alla piena maturità.

L’essere umano è un mistero, se non proprio una assurda contraddizione, come dimostra la sua relazione con l’ambiente, che è quanto di più innaturale possa esistere. Guerre, egoismi e innumerevoli altre forme di crudeltà lo rendono l’unico animale votato consapevolmente all’autodistruzione, piuttosto che alla propria sopravvivenza e prosperità, e, tra gli ambiti in cui tale assurdità si palesa con particolare e ipocrita colpevolezza, certamente abbiamo il suo rapporto con il cibo.

Pur diviso in tifoserie tra chi sostiene il bio (da sfoggiare più come status che come ovvia pretesa di salute) e chi la cosmetica applicata alla produzione industriale attraverso sofisticazioni chimiche e contaminazioni genetiche, l’argomento è ormai oggetto di dibattito planetario sotto il nome di TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), l’accordo per la costruzione di una Zona di libero scambio transatlantica tra UE e USA con normative e standard qualitativi comuni, finalizzato a ridurre i dazi doganali e la rigidità delle regole sanitarie europee, dunque a omologare il commercio in senso ultraliberista.

Clamoroso per come determinerà l’invasione di prodotti a basso costo esplicitamente alterati da una massiva applicazione di ormoni e antibiotici (che, per la catena alimentare, transiteranno nell’onnivoro umano), così devastando la biodiversità delle comunità locali, il trattato – che viene discusso solo in sede di Commissione UE e Governo USA, pertanto top secret per l’opinione pubblica e per tutti i Parlamenti (nazionali ed Europeo) – «con la scusa di un’armonizzazione delle normative sul libero commercio, antepone il mercato e gli interessi privati a quelli della collettività e apre ad una riduzione degli standard sociali e ambientali» (Greenpeace.org).

Di fronte all’urgenza della catastrofe, la compagnia Lost Movement, ma anch chi ne ha selezionato lo spettacolo all’interno di Dominio Pubblico – La città agli under25, dimostra con POPoff attualità e lucidità di analisi, intuendo la tematica alimentare nella sua complessa collocazione culturale, oltre che naturale: «è innegabile che siamo perché mangiamo. Il cibo non è costituito solo da energia e calorie […] scandisce le nostre giornate, è una delle ragioni principali per le quali si lavora […] ci introduce alla vita di relazione, è un modo per entrare in contatto con noi stessi e con gli altri […] contribuisce allo sviluppo della nostra identità, dei nostri saperi e del nostro modo di percepire la realtà».

Al netto di una regia semplicistica nel proporre un canovaccio di quadri tematici lineare (preparazione, consumo, convivialità, ecc) e descrittivo (la correlazione tra le declinazioni al positivo e al negativo del cibo: «il grano, simbolo antico di rinascita e fertilità, può diventare trappola»), di alcuni cali di tensione nei sei danzatori, comunque capaci di sostenere con merito una sensazione di omogenea leggerezza e fluidità, e di un impianto musicale emozionante solo a tratti, POPoff mostra di avere ancora potenzialità da sviluppare adeguatamente, in particolare se viste nell’ottica dell’ambiziosa intenzione drammaturgica di lasciar coesistere canone classico e improvvisazione contemporanea all’interno di una ritualità tribale. Una scelta, quest’ultima, di armonizzare la danza alle sonorità meridionali e al gusto della libera esplorazione del palco attraverso soli, passi a due ed ensemble, che – pur riuscendo a tangere la ricercata atmosfera primordiale – paga un grave e strutturale didascalismo, su cui sembra necessario intervenire con decisione.

Una doverosa menzione anche per Guerriere, di Giorgia Mazzucato, spettacolo cui avevamo già avuto modo di assistere all’ultima edizione del Roma Fringe Festival, quando fu finalista come Miglior Spettacolo e Premio del pubblico. Torna in una veste più asciutta nel testo e agile nella gestione scenografica, aspetti che, complici l’esperta presenza scenica della Mazzucato e la sua tagliente ironia, lo rendono un allestimento adulto e potente nel recuperare nella trasfigurazione teatrale spaccati di una storia sepolta nel più totale oblio e proprio per questo dannatamente necessaria.

Gli spettacoli sono andati in scena all’interno di Dominio Pubblico – La città agli under25
Teatro dell’Orologio

via de’ Filippini, 17/a, Roma
mercoledì 1 giugno, ore 20:00

POPoff
di Compagnia Lost Movement
regia e coreografie di Nicolò Abbattista
danzatori Samuele Arisci, Christian Consalvo, Mirta Boschetti, Susanna Pieri, Giorgia Varano, Eleonora Mongitore e Carmen Perfetto

Teatro Argot
via Natale del Grande, 27, 00153 Roma
mercoledì 1 giugno, ore 21:30

Guerriere
di e con Giorgia Mazzucato
di e con Giorgia Mazzucato
regia Giorgia Mazzucato
allestimento scenico Gaetano Pimpolini
musiche Mario Di Marco, Veronica Giuffrè, Dario Giuffrida
luci Paolo Facco
compagnia Giorgia Gigia Mazzuccato – Associazione Teatro Boxer

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