Il Paradiso può attendere

Al Teatro Belli di Roma in scena il secondo capitolo della rassegna dedicata a Rainer Werner Fassbinder all’interno della nona edizione di Trend – Nuove frontiere della scena europea

R.W. Fassbinder è di certo uno dei migliori e più acuti autori che il teatro europeo possa vantare; a trent’anni dalla sua morte le sue opere sono ancora estremamente attuali e sovrapponibili alla nostra società, tanto nei meccanismi quanto nelle dinamiche di dominanza e controllo e nelle differenti vie di fuga. La Direzione Artistica del Teatro Belli ha scelto di comporre il cartellone della retrospettiva a lui dedicata mischiando cinema e teatro: la sua prima drammaturgia e uno dei suoi film più conosciuti, ponendo nel mezzo uno spettacolo che è in sé esemplificativo dell’Anti-Theater proprio dell’autore tedesco. Pre]Paradise sorry NOw è un grosso miscuglio di teatro e antiteatro, dove gli attori in scena sono continuamente interrotti e sostituiti da proiezioni video, spezzoni di un cortometraggio, preghiere corali e canti liturgici, per finire in una processione di penitenti che inaspettatamente assume i tratti grotteschi di una coreografia danzata. Ian Brady e Myra Hindley sono i due sanguinari serial killer inglesi cui Fassbinder dedica la sua attenzione, e che usa come spunto per raccontare la violenza in tutte le sue sfaccettature: aggressione, stupro, minaccia, omicidio, tortura, ma anche sfratto, derisione, abbandono. Lo sguardo è aperto al mondo, alle dinamiche che muovono i rapporti tra esseri umani, e il filtro attraverso cui tutto ciò è osservato è quello della dominazione e della sottomissione, fisica e mentale. Il testo di Fassbinder è sicuramente uno dei più duri, ma di una bellezza sorprendente. Non si può purtroppo dire altrettanto della messa in scena, debole sotto troppi punti di vista: dalla recitazione degli attori in scena (e in video) alla regia stessa dello spettacolo; un bel piano registico e buone idee di multilinguismo e multistilismo che però non hanno avuto il supporto necessario. Il sapore di frammentazione tipico del cabaret si è presto trasformato in un inciampo prevedibile e quindi ripetitivo; il grottesco di alcuni costumi e parrucche, così come di certe interpretazioni caricaturali, sconfinano nella farsa; il finale “danzato” poi, staccato totalmente da tutto il resto, risulta fuori luogo oltre che fuori contesto. Benedetta Buccellato, Pietro Bontempo e Alessandra Muccioli, confinati in un televisore a lato del palco, raccontando la storia di Ian Brady e Myra Hindley, fanno il possibile per risollevare le sorti di uno spettacolo non all’altezza del suo autore.

Lo spettacolo continua:
Teatro Belli
piazza San’Apollonia, 11a – Roma
fino a venerdì 20 aprile, ore 21.00

L’Albero Teatro Canzone in collaborazione con Quinte Attive presentano
Pre]Paradise sorry NOw
di Rainer Werner Fassbinder
traduzione Umberto Gandini
regia Valentina Martino Ghiglia
con Matteo Castellino, Marta Franceschelli, Maurizio Montecchiesi, Ivano Salamida, Silvia Vitale
in video Benedetta Buccellato, Pietro Bontempo, Alessandra Muccioli
nel corto Adriano Di Carlo, Eugenia Franchini Ascani, Elio Belmare
regia e montaggio video e corto Elena Petrillo

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