Omosessualità sofferta e disperata ricerca di bellezza al Teatro della Contraddizione: in un’unica serata, due attrici, due linguaggi, due spettacoli emozionanti.

Primo amore, ovvero il ritorno di un uomo solo al suo paese d’origine, sulle tracce del ricordo di quand’era quindicenne. Kauneus, l’esplorazione dei rapporti tra la donna e la bellezza, la bellezza e la perfezione, la bellezza e l’ossessione. Il Teatro della Contraddizione sceglie di programmare uno dopo l’altro, nello stesso giorno, due spettacoli molto diversi per tematica e linguaggio, ma con un solo scomodo protagonista: il disagio.

Un disagio che si esprime con il corpo, nel corpo nasce e sul corpo si riflette, lasciando cicatrici nette, dolorose, imprescindibili, nella vita dei personaggi e sulle membra delle due emozionanti attrici: Laura Nardi, che nel dare voce e consistenza al protagonista maschile di Primo Amore ne assume le movenze, annulla il proprio corpo per fare spazio al dolore della storia che incarna sulla scena; e Francesca Caso, duttile ed espressiva fino alle dita dei piedi – letteralmente, instancabile nelle sue camaleontiche interpretazioni.

Kauneus è un incubo quasi muto che si avvicina strisciante, camuffato da un rassicurante cinguettio di uccelli; è la disperazione dello storpio e del mendicante, e quella altrettanto esistenziale della donna che tenta di offrirsi, in qualsiasi modo, fino a diventare grottesco pagliaccio di se stessa. La donna, vittima bulimica degli ordini contraddittori più o meno inconsci cui si sente costretta a ubbidire: «Devo essere carina, devo essere gentile, devo essere bella, devo essere brava».

Un incubo che non finisce col risveglio, che continua nel quotidiano e si insinua nei gesti più banali, come truccarsi o scegliere quali vestiti indossare. Fino a quando la bellezza (questo significa kauneus, in finlandese) e la sua ricerca in senso tradizionale, canonico, perdono significato, diventano insostenibili. L’unica soluzione è oltrepassare la soglia, attraversare quella cornice che è allo stesso tempo quadro e specchio, sperando che il ritorno alla realtà sia quanto meno possibile.

Un linguaggio evocativo fatto di movimenti inequivocabili e poche frasi indelebili; tutto il contrario di quello di Primo Amore, che si anima nutrendosi quasi esclusivamente delle belle parole di Letizia Russo, parole emozionanti, mai volgari e, soprattutto, mai edulcorate, capaci di immagini reali, nuove, tangibili.

Un testo forte e autonomo, che sulla scena acquista sfumature, spessore, perché interpretato nell’unica modalità teatrale in questo caso possibile, con un ritmo incalzante, un’espressività efficace, una naturalezza vera che è contemporaneamente delirio e poesia. L’attrice è in scena sola con una sedia, nella luce elettrica che tanto piace al suo personaggio, solo come lei.

Solo con la sua memoria, con i suoi occhi e con la sua voce, senza neanche il privilegio di una musica a smussare o ad affilare gli spigoli del suo dolore. Il ricordo-racconto della scoperta di un paradiso inaspettato e non voluto, quello omosessuale, tra desiderio, sogni, bottoni, morsi e rabbia. L’esperienza di un altro difficile, quasi impossibile, confronto con quello che la realtà si aspetta, pretende, impone. Un altro modo di essere inadeguati.Due testi potenti, due attrici lucide e convincenti, due spettacoli importanti.

Lo spettacolo continua:
Teatro della Contraddizione

via della Braida 6 – Milano
Orari: gio 18, ven 19, sab 20 e dom 21 febbraio – ore 20.45

Primo amore
di Letizia Russo
regia di Luigi Saravo
con Laura Nardi
luci di Hossein TaheriKauneus da un’idea di Francesca Caso
regia di Valeria Mazza e Francesca Caso
testo di Valeria Mazzacon Francesca Casovoce recitante di Mirko Revoyera

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