Il mito della Danza

La sfida prometeica di Simona Bertozzi/Nexus ai meccanismi della Danza.

Tra i più esplorati fin dall’antichità, vero e proprio archetipo della realtà umana e sociale, il mito di Prometeo nella suggestiva interpretazione della Compagnia Simona Bertozzi/Nexus è andato in scena all’interno di Teatri di Vetro con i primi due quadri – l’inedito estratto di Contemplazione (Stefania Tansini e Simona Bertozzi ad alternarsi sul palco) e Il Dono (Aristide Rontini a completare il trio) – di un progetto biennale lungo cinque episodi che vedrà il suo culmine venerdì 18 novembre alla Fonderia39 di Reggio Emilia con «And it burns, burns, burns in cui gli elementi sostanziali di ogni episodio troveranno una rinnovata struttura compositiva».

Due coreografie certamente di fruizione non popular, stilisticamente tra il sincopato e il melodico, fisicamente densissime e tecnicamente di livello, dal precario valore monàdico, ma decisamente positive proprio perché in fieri: su di esse cercheremo di volgere il nostro sguardo per abbracciarne la direzione della prospettiva finale, del valore del loro esserci in attesa della sinossi conclusiva. Pur non mettendo in crisi i principali tòpoi che caratterizzano il celebre Titano che osò sfidare Zeus – dalla contrapposizione tra natura e cultura (segnata come spartiacque del celebre dono) alla lotta contro la sottomissione nell’ignoranza, dall’umanizzazione del mondo alla tensione verso l’alto di donne e uomini, anticamera dell’orgogliosa volontà di fare a meno di un Dio, dunque l’hybris – il Prometeo di Bertozzi/Nexus si caratterizza nel suo complesso non tanto come proposta che anela, almeno nell’intenzione, a particolari originalità ermeneutiche, quanto come opera capace di volare alta e altra rispetto al puramente estetico o culturale e di offrire la propria difficile complessità attraverso uno sconcertante e potenzialmente imponente apparato metacoreografico.

Eludendo la possibilità di una connotazione alternativa del mito come quella disvelata dallo straordinario lavoro di Satyamo Hernandez, il progetto Prometeo si innesta, dunque, coerente e potente su una tradizione millenaria che parte dagli antichi miti greci e trova probabilmente in Simone Weil la sua più poetica e decisa difesa («Un animal hagard de solitude […] –Sans Prométhée, hommes, vous seriez tels», Prometeo), andando così a comporsi all’insegna della variazione libera di un «fraseggio» intrecciato del quale i tre danzatori – tutti estremamente convincenti per concentrazione e presenza – non lasciano mai esperire in senso didascalico o intellettualistico un intrinseco e arduo anti-naturalismo, eccezion fatta per un impianto audio techno risultato per entrambi i quadri di sostanziale riempimento e un finale (de Il Dono) sorprendente per la bizzarra introduzione di un elemento figurativo che sembrerebbe contraddire la componente metariflessiva fino ad allora esibita.

Ai due quadri, la cui diversa esecuzione sembra accomunata da quel quid che la danza contemporanea insegue strenuamente e, purtroppo, spesso vanamente, ossia evitare l’accademico e, soprattutto, mantenere una reale e ideale tensione alla sperimentazione senza scadere in un antiquato e sterile avanguardismo, riconosciamo allora la capacità di rispondere in maniera costruttiva alla tentazione di interrogarsi sulla possibilità di un rinnovato canone comunque formalmente e tecnicamente rigoroso.

E se, visti due soli episodi, sono queste le premesse, i motivi per assistere alla prima di And it burns, burns, burns al tempio della danza della Fonderia39 sembrano davvero non mancare.

Le coreografie sono andate in scena all’interno di Teatri di Vetro:
Teatro Vascello

via Giacinto Carini, 78, 00152 Roma
8 ottobre, ore 21:00

Progetto Prometeo
di Simona Bertozzi, Marcello Briguglio
ideazione e coreografia Simona Bertozzi
produzione Compagnia Simona Bertozzi / Nexus 2015
con il sostegno di Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto
con il contributo di MIBACT e Regione Emilia Romagna
organizzazione Federica Furlanis
promozione Elena de Pascale
ufficio Stampa Michele Pascarella

Prometeo: Contemplazione
primo quadro del Prometeo
estratto 20’
interpreti Simona Bertozzi, Stefania Tansini
musiche Francesco Giomi, Eliane Radigue
progetto luci Giulia Pastore
residenze creative Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto Reggio Emilia, Centro Mousikè Bologna, Ateliersi Bologna, Laminarie-Dom La Cupola del Pilastro Bologna

Prometeo: il Dono
secondo quadro del Prometeo
40 minuti
interpreti Aristide Rontini, Stefania Tansini, Simona Bertozzi
musica Francesco Giomi
progetto luci Antonio Rinaldi
con il contributo di MIBACT e Regione Emilia Romagna
con il sostegno di Cango/ Centro di produzione sui linguaggi del corpo e della danza
residenze creative Cango/ Centro di produzione sui linguaggi del corpo e della danza, Armunia-Dimore d’Autunno, Laminarie-Dom La Cupola del Pilastro, Centro Mousikè Bologna

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