Dobbiamo (s)parlare

franco-parenti-teatro-milanoIl Teatro Franco Parenti di Milano presta il suo palcoscenico al backstage del film Dobbiamo parlare, da poco uscito nelle sale italiane. Una sfida interessante per un cast cinematografico “adattato” ai tempi teatrali, dove presenza scenica e carisma attorale devono saper inchiodare lo spettatore alla sedia. Sergio Rubini e Fabrizio Bentivoglio superano magistralmente la prova.

Abbiamo una terrazza, un gatto che, come ci invita a fare Sergio Rubini (attore, regista e sceneggiatore della pièce insieme a Diego De Silva e Carlo Cavalluzzi), dovremo fingere di immaginare, un pesce rosso – straniante voce narrante – e due coppie di amici o supposti tali.
La commedia di interni si svolge dalla sera alle prime luci dell’alba nel salotto borghese di una delle due coppie: Linda, giovane trentenne ghostwriter interpretata dalla brava Isabella Ragonese, e il compagno Vanni, nei cui panni si cala invece un cheto e accomodante Rubini nel ruolo di uno scrittore cinquantenne in crisi. È lui che, con spirito da paciere e a tratti ricordando i personaggi interpretati da Woody Allen, cerca di ristabilire la “pace” infranta, dispensando consigli che si trasformano in battute di brillante arguzia.
Mentre si apprestano a uscire per una cena di lavoro con l’editore di lui, irrompe nella (apparente) serenità della coppia affiata e collaudata, la coppia (apparentemente) infranta di amici: Alfredo, chirurgo dall’innato e roboante umorismo romanesco (interpretato da un istrionico e in formissima Fabrizio Bentivoglio) e la moglie Costanza, dermatologa (a cui dà voce – un po’ stridula – la comunque brava Maria Pia Calzone) che ha appena scoperto il di lui tradimento con una giovane infermiera.
Da questo punto in avanti ha inizio il gioco al massacro che trasversalmente incrocia non solo entrambe le coppie, così che quella più stabile sembra anch’essa vacillare, ma si estende anche ai singoli amici dove a essere messa in discussione sarà la reciproca lealtà dell’amicizia elevata a scialuppa di salvataggio.
Nulla sarà più come sembra. Dopo un susseguirsi di battute, in un climax ascendente di rancori, desideri repressi, speranze disattese, incomprensioni taciute, e verità nascoste, si arriva al capolinea di «una giornata, nulla di più. Di quelle che cambiano la vita. Una manciata di ore che arriva dentro un’esistenza cambiandola. Dopo, tutto sembra diverso. Tutto quello che era accettabile non lo è più, tutto quello che appariva normale non lo è più».

E citando ancora il maestro appena scomparso Ettore Scola, al quale Rubini dedica lo spettacolo della scorsa sera (e al film del quale La Terrazza strizza l’occhio nella commedia stessa) «ormai siamo tutti così: personaggi drammatici che si manifestano solo comicamente».

Lo spettacolo continua
Teatro Franco Parenti
via Pier Lombardo 14
fino al 24 gennaio 2016

Provando….dobbiamo parlare

di Carla Cavalluzzi, Diego De Silva, Sergio Rubini
regia Sergio Rubini
con Fabrizio Bentivoglio, Maria Pia Calzone, Isabella Ragonese, Sergio Rubini
scene Luca Gobbi
costumi Patrizia Chericoni
luci Luca Barbati
Produzione Nuovo Teatro / Palomar Television & Film Production

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