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Le Nozze di Figaro, ossia la folle giornata

Le Nozze di Figaro, ossia la folle giornata, articolo di "Daniele Rizzo" su Persinsala Teatro
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Le Nozze di Figaro, ossia la folle giornata
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La compagnia Alfa Musicorum Convivium porta al Teatro Don Bosco l’opera buffa musicata da Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte, Le Nozze di Figaro, ossia la folle giornata. La diffusione dell’Opera Buffa raggiunse il proprio apice in Europa proprio con la collaborazione tra il musicista austriaco, Mozart, e il librettista italiano, Da …

Quando la cultura fa di necessità virtù

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La compagnia Alfa Musicorum Convivium porta al Teatro Don Bosco l’opera buffa musicata da Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte, Le Nozze di Figaro, ossia la folle giornata.

La diffusione dell’Opera Buffa raggiunse il proprio apice in Europa proprio con la collaborazione tra il musicista austriaco, Mozart, e il librettista italiano, Da Ponte, alla fine del XVIII° secolo, momento storicamente segnato dalla Rivoluzione francese, dall’irruzione del popolo nella storia e dalla definitiva messa al bando degli ultimi residui sociali del Medioevo.

Uno dei grandi meriti di questa forma lirica è sicuramente la volontà di avvicinare l’arte alle masse, distinguendosi dalla cosiddetta Opera Seria (per la quale era stata un semplice intermezzo di svago tra gli atti), attraverso innovazioni fondamentali quali una narrazione comica e popolare e l’uso dell’italiano e del francese nei testi. Nell’Opera Buffa è anche possibile riconoscere una nuova forma di concepire i rapporti di potere: la messa in discussione dell’autorità e del diritto di sangue, la formazione di un pubblico educato, in grado di esercitare consapevolmente i propri diritti, la capacità di saper mediare gli interessi nella ricerca del consenso.

La società, la politica, i rapporti sono desacralizzati e proiettati in una dimensione umana, discutibile e modificabile. Il popolo non deve rimanere escluso dai processi decisionali, ma deve esserne protagonista. Il secolo dei Lumi squarcia il velo dell’ignoranza e svela l’importanza della cultura: anche alla luce di questi elementi è possibile dare una lettura de Le Nozze di Figaro e dell’Opera Buffa in genere.

L’opera di Mozart, suddivisa in quattro atti, sviluppa il percorso intrapreso da una serie di coppie di innamorati, i cui protagonisti maschili e femminili intrecciano vorticosamente le proprie storie e che, nel corso di una lunga e tragicomica giornata, si troveranno felici e contenti (Figaro e Susanna) o ridimensionati, ma “autentici” (il Conte). La grande vittima dell’opera è la Tradizione, il cui valore assoluto è messo in crisi: il Conte, figura patriarcale ormai arcaica, e il mondo che rappresenta (in cui vige l’istituto dello “ius prime noctis”) sono in declino (solo pochi anni prima non avrebbe avuto problemi a consumare con la sposa la prima notte di nozze tra Figaro e Susanna); a guida della Storia si pone il popolo, con i suoi sentimenti puri e semplici; l’ottusa autorità dei nobili è sostituita dall’intelligenza e dallo spirito d’iniziativa dei nuovi ceti emergenti. Si capisce perché quest’opera sia andata incontro ai tentativi di censura del pur illuminato imperatore Giuseppe II.

L’opera buffa si caratterizza così come una vera e propria opera di satira e denuncia politica. Un’operazione complessa che la rappresentazione andata in scena al Teatro Don Bosco non ha, tuttavia, saputo sviluppare in maniera convincente.

La scenografia essenziale, ma curata, e alcune buone presenze sceniche (su tutti Eleonora Marziali e Fausta, Ciceroni, soprattutto nei momenti dialogati dei recitativi) non hanno nascosto affatto le imprecisioni tecniche (soprattutto nel canto e nel tempo) e la precaria resa acustica della sala (più cinema che teatro?) che, a tratti, rendeva difficile seguire (ed eseguire?) anche le arie più famose (un suggerimento: portare sempre con sé il libretto, anche quando la storia da seguire è nota) e il mancato feeling tra l’orchestra e il suo direttore sono stati i punti deboli più evidenti della rappresentazione.

Ancora una volta, la deliziosamente espressiva Eleonora Marziali – splendida nel mostrarci le varie sfumature espressivo-fisionomiche di Susanna, ma a volte indecisa nei passi di ballo – rappresenta bene il lato oscuro della serata.

Il sospetto è che si sia trattato di una esecuzione sostanzialmente acerba, poco provata prima della messa in scena sul palco del Don Bosco. Ipotesi che, purtroppo in un periodo in cui i fondi per la cultura vengono rasi al suolo, appare quantomeno probabile, e che probabilmente ha inficiato l’adeguata messa in scena del dramma umano (non c’è autentica felicità in nessuno dei personaggi) che coinvolge, piè o meno consapevolmente, tutti i protagonisti.

Se l’esperimento andato in scena al Teatro Don Bosco, la musica lirica a prezzi popolari, sembra rappresentare la buona strada (gli inconvenienti appaiono di sicura soluzione, visti i professionisti messi in campo, e la sala gremita di pubblico), ancor più il progetto dell’ Alfa Musicorum Convivium appare essere necessario, al patto di sostenerlo con le adeguate risorse di cui necessita: mettere in guardia dalla concezione di un potere che si ritiene primus super partes, avvinghiato patologicamente alle gonne delle donne, che si considera sacro e vede nel diritto un ‘lacciuolo’ dal quale liberarsi (il Medioevo come categoria dello spirito) è un dovere, il dovere, di cui, allora come oggi, la cultura deve farsi carico.

Lo spettacolo e’ andato in scena
Cinema Teatro Don Bosco

Via Publio Valerio 63, Roma

Le Nozze di Figaro, ossia la folle giornata
di Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto di Lorenzo Da Ponte
Attori: Figaro – Alessio Magnaguagno, Susanna – Eleonora Marziali, Rosina, la Contessa – Fausta Ciceroni, Il Conte di Almaviva – Francesco Marzi, Cherubino – Michela Moroni, Marcellina – Sharon Nannini, Bartolo – Carlo Alberto Gioja, Basilio/Don Curzio – Enrico Zagni, Barbarina – Barbara Azzarà, Antonio – Silvio Riccardi, Contadina – Raffaella Marzullo.
Orchestra Eptafon – Direttore e M.o Concertatore: Achille Lampo
Coro di Contadini: Mirabiles Cantores
Diretto dai M.i: Marco Boido e Mihee Kim
Gruppo Danze Popolari della scuola Orientamento Danza
Coreografato da Margherita Migliarucci
Regia: Ilario Grieco
Scenografia: Anna Maria Recchia
Costumi: Beauty Cart

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