Una questione, quattro personaggi e mille problemi

tertulliano-teatro-milanoAllo Spazio Tertulliano di Milano, Greta Zamparini porta in scena la realtà del sesso a pagamento attraverso una serie di esperienze maschili – sia tristi che divertenti.

In Italia un uomo su tre è (o è stato) cliente di sesso a pagamento. La statistica è curiosa, incredibile, drammatica, quasi vergognosa. Spesso, però, ci si dimentica che dentro quelle auto che accostano a bordo strada o all’interno di quelle camere d’albergo che celano incontri clandestini vi sono persone dalle svariate esperienze, problematiche e motivazioni.

Dopo Temporaneamente tua – spettacolo che dava voce ai pensieri delle prostitute – con Quanto vuoi (Clienti), la regista Greta Zamparini torna ad affrontare le tematiche del sesso a pagamento cambiando prospettiva e mettendo in scena quattro personaggi maschili estremamente differenti tra loro – un ragazzo bergamasco solo e al limite del ritardo mentale, un giovane e rampante imprenditore milanese, un blogger oscuro e perverso, un albergatore segnato dal tempo e dalle esperienze – che offrono un affresco di quello che può essere il diversificato panorama di quel 30% della popolazione maschile che sceglie di ricorrere alle prostitute.

Le vicende dei quattro personaggi procedono in parallelo e “a incastro”. Umberto Terruso è estremamente abile nell’interpretare i diversi caratteri passando con disinvoltura dalla leggerezza dell’imprenditore alla tristezza del ragazzo, dalla calma dell’albergatore alla cattiveria del blogger – posizionandosi, a seconda del personaggio, in altrettanti punti del palco e adottando stili di recitazione differenti: dall’interpretazione quasi “piatta” ma assai efficace del locandiere a quella esuberante del milanese, fino alla prova sommessa del bergamasco. In tutti i casi, però, l’attore sembra mantenere una sorta di dialogo col pubblico al quale più volte si rivolge direttamente e che rappresenta l’unico vero interlocutore dei diversi personaggi.

Gli arredi scenografici sono estremamente semplici ma evocativi. Due riflettori puntati verso il pubblico simulano le luci di un’automobile, un materasso bucato rappresenta il bancone dell’hotel sul quale sono appese la chiavi delle camere, un letto matrimoniale diventa uno schermo per una conferenza di lavoro.

Nel complesso lo spettacolo porta alla luce un problema serio, utilizzando però un tono abbastanza leggero: le riflessioni dell’albergatore e del bergamasco, che esprimono un certo senso di desolazione, solitudine e tristezza fanno da contrappeso alla perversione quasi violenta del blogger e, soprattutto, alla spavalderia dell’imprenditore – sicuramente il carattere più divertente e spassoso ma, allo stesso tempo, drammatico in quanto esprime la banalità dei bisogni «di gnocca».

Si evince, infine, un’ulteriore problematica. Il pianto del figlio del blogger che ha paura «dei mostri» e le rivelazioni del bergamasco riguardo la propria difficile situazione familiare danno la sensazione di una questione che si tramanda di generazione in generazione, elevando a potenza il disagio e le difficoltà. Al dramma del sesso a pagamento si aggiunge la tragedia di chi, inconsapevole e ingenuo, subisce le decisioni poco assennate dei genitori, assimilando senza rendersi conto i loro problemi.

Lo spettacolo continua:
Spazio Tertulliano
via Tertulliano, 68 – Milano
fino a domenica 16 giugno
orari: da mercoledì a sabato, ore 21.00 – domenica, ore 20.30
 
Quanto vuoi (Clienti)
tratto da storie vere
progetto e regia Greta Zamparini
con Umberto Terruso
disegni Davide Cappelletti e Dario Merlini
musiche NIL
spettacolo prodotto in collaborazione con Segnavia – Fondazione Somaschi

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