Resistenza d’ensemble

In occasione del Festival Era di Pontedera, Scenica Frammenti propone un tributo alla storia della farsa italiana, ospitando lo spettacolo-omaggio alla figura artistica e alla vicenda personale di Vincenza Barone – per l’occasione nuovamente nei panni di Raffaelino.

Pur richiamando un suggestivo parallelismo tra le vicende di una celebre compagnia d’arte e quelle dell’Italia del ventennio fascista – nel cui clima di intolleranza e assenza di libertà si andava faticosamente affermando il varietà, genere di teatro popolare in grado di intrattenere “seriamente”, attraverso il riferimento grottesco e fantastico alla (dura) realtà quotidiana – la potenza scenica dell’ultima nata in casa Baroni (il Quartetto) non può che essere interpretata attraverso una pregiudiziale emotiva della rappresentazione, intensa e partecipata tanto dagli attori quanto dal pubblico.

La pièce, infatti, che – attraverso una strutturalità circolare – propone un principale percorso storico-esistenziale (il figlio che racconta la “vicenda” di famiglia) inframezzato da momenti tipicamente farseschi (declinati tanto al comico, quanto al drammatico), risulta particolarmente interessante proprio perché figlia di un cammino di vita realmente vissuta dalla principale interprete della serata, Vincenza Barone, a cui il cast ha lasciato godere interamente il tributo degli applausi di chiusura.

Segnaliamo, di questa struttura, il richiamo ideale tra l’episodio della cena “impossibile” e quello della difficile convivenza tra Raffaelino e la moglie, con la significativa differenza che, mentre questi ultimi (dei “miserabili” costretti a fingere la morte del personaggio per non pagare l’affito) riusciranno a salvarsi e, finalmente, a mangiare/sopravvivere (non dimentichiamo l’etimologia del termine farsa: dal latino farcire, “riempire”, ma anche “imbottire”), i primi (due benestanti “signori”) vedranno maldestramente naufragare la loro esistenza di coppia, sbeffeggiati anche dalla cameriera di turno. Una dialettica tra esistenze diversamente autentiche, che – nei due distinti episodi – viene resa anche con evidenze di tipo linguistico: all’urlato «Me ne vado!» delle due mogli (esasperata la prima, insopportabile la seconda), i mariti risponderanno (con un coro sincronico): «Non te ne sei ancora andata?».

L’intreccio potrà apparire incerto nel suo crescendo, il climax – e il conseguente scioglimento – “giocato” con troppo d’anticipo rispetto alla chiusura finale; il “disordine” scenografico (a cui il figlio affannosamente cercherà di porre rimedio, mettendo in ordine le foto d’epoca presenti sul palco) e la musica dal vivo, a loro volta, potranno dare l’impressione di non essere sempre in grado di rendere “forte” la struttura narrativa, mentre i dialoghi alterneranno momenti di intensa vibrazione empatica (come il monologo finale del figlio e quello “interrotto” della madre) ad altri di maggiore stanchezza.

Tuttavia, l’impressione complessiva è che lo spettacolo, al di là delle imperfezioni tecnico-esecutive, stia riuscendo a costruirsi una propria valida identità, segnata sul solco delle dinamiche attorali della principale protagonista e strenuamente legata alla “necessità” di continuare a testimoniare (e produrre) un genere che, seppur oggi non goda di particolare credito nel panorama teatrale italiano (con troppa fretta relegato all’ambito dialettale, se non archeologico), in realtà mantiene intatta la capacità di “resistenza popolare” e di affermazione di una volontà universale di riscatto e libertà.

Uno spettacolo che, dunque, è soprattutto un invito (rilanciato da Redemption Song di Bob Marley, colonna sonora del finale dello spettacolo) a tutti coloro che vogliono continuare a resistere: «Non vuoi aiutarci a cantare questi canti di libertà?»

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Era
Parco Jerzy Grotowski – Via Indipendenza Pontedera (PI)
venerdì 19 ottobre, ore 22.30

Festival Era
Scenica Frammenti
Quartetto Barone
regia Loris Seghizzi
con Vincenza Barone, Iris Barone, Gabriella Seghizzi, Walter Barone e Spencer Barone
musiche dal vivo Massimiliano Nocelli, Carlo De Toni e Francesco Oliviero
(durata 80 minuti)

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