Un ponte di musica

Auditorium Santo Stefano al PonteLo scorso 27 ottobre gli archi del Quartetto Raffaello, con la partecipazione del soprano Caterina Maria di Tindari, hanno riempito l’Auditorium di Santo Stefano al Ponte con le melodie di Mozart, Verdi, Beethoven e Lanzetta, per una serata all’insegna della buona musica.

Un programma niente affatto scontato quello scelto dal Quartetto Raffaello per l’affezionato pubblico fiorentino. Gli evocativi spazi dell’Auditorium di Santo Stefano al Ponte hanno ospitato un viaggio all’interno della musica che ha abbracciato autori diversi tra loro per stile ed epoca di appartenenza.
Beatrice Bianchi, Claudio Freducci (violini), Camilla Insom (viola) e Cristiano Sacchi (violoncello) hanno aperto le danze con l’esecuzione dell’aria da concerto di W. A. Mozart K 583 dal titolo Vado… ma dove?
Il soprano Caterina Maria di Tindari, per l’occasione ospite del quartetto, ha eseguito la celebre composizione garantendo un’ottima interpretazione tecnica e una voce calda e profonda per tutta la durata del brano. Il Quartetto per archi di G. Lanzetta, tra l’altro direttore artistico della rassegna Musica al ponte di cui il concerto è parte, è stato poi eseguito al cospetto dello stesso autore. La composizione, armonicamente interessante, vede nel terzo movimento le sue trovate più riuscite e non manca di catturare e mantenere salda la curiosità del pubblico. Il terzo brano eseguito nel corso della serata è probabilmente il più insidioso dell’intero programma. Si tratta dell’aria da concerto Ah perfido, spergiuro di L. V. Beethoven su testo di P. Metastasio. Ancora una volta il soprano fiorentino ha donato al pubblico una performance impeccabile. La voce, omogenea in tutti i registri, è stata ben sostenuta dagli strumenti, che si sono fusi a essa creando un linguaggio comunicativo unico e universale in grado di trasmettere efficacemente al pubblico i sentimenti immaginati dal poeta romano e tradotti in musica dal maestro tedesco.
Mozart torna nuovamente sul palco e questa volta lo fa nei panni del celeberrimo Quartetto per archi KV 126. L’opera, che non necessita di prolisse introduzioni, è stata eseguita con notevole perizia. Con tocco preciso ed espressivo, gli strumentisti hanno dato vita alle idee del compositore austriaco, rendendo giustizia al suo genio.
La serata si è conclusa trionfalmente, è proprio il caso di dirlo, con l’aria Ritorna vincitor dall’opera Aida di G. Verdi. L’accompagnamento, inusuale per l’esecuzione del brano, è risultato comunque adeguato e di valido appoggio alla voce sopranile. Degni di nota i delicati e strazianti filati dell’ultima sezione dell’aria, ancora una volta merito di Caterina Maria di Tindari.
Soddisfazione e un gran numero di applausi da parte del nutrito pubblico per cinque artisti professionali e appassionati che hanno deciso, inoltre, di congedarsi con un piccolo omaggio a R. Strauss, scelta che, semmai ce ne fosse stato bisogno, non avrebbe che confermato ulteriormente l’eleganza e la finezza nella scelta dei brani del programma.

Il concerto è andato in scena
Auditorium Santo Stefano al Ponte
Piazza di Santo Stefano – Firenze
Lunedì 27 ottobre, ore 21.00

Wolfgang Amadeus Mozart
Aria da concerto: Vado, ma dove? K 583
Quartetto per archi KV 126
Giuseppe Lanzetta
Quartetto per archi
Ludwig Van Beethoven
Aria da concerto: Ah perfido, spergiuro
Giuseppe Verdi
Aria dall’opera Aida: Ritorna vincitor

Quartetto Raffaello
Beatrice Bianchi, Claudio Freducci (violini)
Camilla Insom (viola)
Cristiano Sacchi (violoncello)

con la partecipazione di Caterina Maria di Tindari (soprano)

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