L’amore è un’altra cosa

I personaggi del romanzo La donna giusta di Márai rivivono nell’esordio alla regia della napoletana Sara Saccone.

Nella caratteristica cornice del Circolo Teatro Arcas, la regista e attrice Sara Saccone cura e porta in scena l’adattamento del romanzo La donna giusta, scritto dall’ungherese Sándor Márai e incentrato sull’indagine del sentimento per antonomasia. Ovvero l’amore, che viene raccontato nelle sue numerose sfumature, dalla ricerca del partner ideale al tradimento, passando per gli affanni, gli inganni e l’inevitabile crollo di ogni ideale.

Quattro gli attori in scena, due donne e due uomini, che dialogano principalmente con il pubblico, coinvolgendolo con il racconto delle vicende sentimentali che li legano l’uno all’altra. Personaggi che si rincorrono, si trovano e di nuovo si perdono, destinati a vivere in balìa di sentimenti che non possono controllare. Figure diverse per trascorsi ed estrazione sociale, che si cercano quell’amore identificato però con il partner ideale, l’unico capace di rendere felici, o con la mera passione. O, ancora, con l’unica possibilità concessa al riscatto personale.
Ognuno, dunque, attribuisce all’amore un differente significato, caricandolo di valenze che non gli appartengono, ma che lo snaturano e lo penalizzano, rendendo al contempo l’uomo schiavo di una ricerca vana, che non può compiersi.
E così Marika ama Peter che ama Judit, che forse ama solo se stessa. Passano gli anni, le coppie cambiano, i sentimenti si trasformano e l’insoddisfazione resta. A tutti sembra mancare qualcosa, ma nessuno sa identificarlo.

La narrazione degli attori è sentita ed efficace, sebbene in alcuni punti i dialoghi risultino troppo costruiti, dando la sensazione di trovarsi dinnanzi alla lettura del testo, piuttosto che alla sua interpretazione. Non tutti i personaggi vengono giostrati al meglio, rendendo forte lo squilibrio tra i tre cardini della storia – Marika, Judit e Peter – e la figura di Làzàr, che risulta eccessivamente marginale. Lo spazio, di suo piccolo e un po’ disadorno, viene invece gestito sapientemente, riuscendo là dove necessario, a far immaginare allo spettatore di trovarsi davvero in nuovi e diversi ambienti (si veda l’uso di un appendiabiti sviluppato in orizzontale che divide talvolta la scena e crea distanza, fisica e metaforica, tra le parti). L’adattamento, complessivamente funzionale, risente di alcuni momenti di confusione in cui si tende a perdere il filo -nonché il senso- delle vicende. Buona l’idea di introdurre brani musicali di sottofondo che donano atmosfera a diversi momenti della messa in scena, avvicinando il teatro alla cinematografia. Non tutte le scelte in tal senso risultano però calzanti e talvolta il volume degli stessi brani ha finito per coprire la voce degli attori, rendendo troppo stridente il contrasto e obbligando a sforzarsi per non perdere le battute. Qualche sbavatura anche per quanto riguarda la scelta dei costumi che finisce per penalizzare il personaggio di Marika, troppo moderno e dunque piuttosto decontestualizzato.

Sebbene afflitto da diverse imperfezioni, lo spettacolo della Saccone resta godibile, facendosi carico dell’arduo compito di adattare un testo non immediato che mette in luce la natura complessa delle relazioni umane e la mistificazione dell’amore.

Lo spettacolo è andato in scena:
Circolo Teatro Arcas
Via Veterinaria 63 – Napoli
Venerdì 10 e sabato 11 Ottobre ore 21:00, domenica 12 Ottobre ore 18:00

Quella giusta
Testo Sara Saccone
Regia Sara Saccone
con Sara Saccone, Vito Pace, Alessandro Palladino, Chiara Vitiello
Disegno luci Diego Sommaripa
Foto e grafica Pepe Russo

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